La pagina Facebook del Museo Egizio di Torino ospita brevi video nei quali il direttore Christian Greco commenta alcuni oggetti della collezione in una prospettiva che tenga conto dell’attuale emergenza. Si comincia con l’attualissimo scambio di lettere tra due scribi, padre e figlio: il primo preoccupato per la mancanza di notizie, il secondo rassicurante anche se un po’ sbrigativo.
Ha scelto di utilizzare i canali social anche la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia: basta andare alla ricerca degli account Facebook, Instagram, Twitter e LinkedIn per imbattersi in una serie di presentazioni virtuali dedicate ai capolavori custoditi a Palazzo Venier dei Leoni, alla vita della leggendaria Peggy e alle mostre in corso.
A Bologna Palazzo Bentivoglio ha deciso di tenere sul proprio account Instagram un diario virtuale della mostra “Vestimenti”, che si sarebbe dovuta concludere il 19 aprile: fino a quella data, ogni giorno, verrà pubblicata un’opera dell’artista Sissi. (fonte: Avvenire.it, 12/03/2020)
Infine anche Lo Schermo dell’Arte offre una proposta attiva di condivisione pubblica che porta l’arte e la cultura nella vita quotidiana. Con lo streaming gratuito di alcuni film d’artista del suo archivio, e grazie alla partnership con MYmovies e alla generosa concessione delle opere da parte degli autori. Dal 12 marzo al 3 aprile 2020, in streaming gratuito sulla piattaforma MYmovies.
La Fondazione Musei Civici di Venezia offre una proposta veramente articolata e davvero interessante, perfetta per tenere occupati sia bambini che adulti. Cominciate a esplorare da qui. (Fonte: Controradio.it, 12/03/2020)
La scommessa che in questa fase di emergenza e di forzata clausura domestica va raccolta dalle televisioni, in primis quella pubblica, dalle radio, dai siti web (penso ad esempio al sito del FAI sul quale proprio chi scrive sta proponendo un “viaggio nell’Italia virtuosa”, nel quale si illustrano tanti casi pochi noti di gestione dal basso del patrimonio culturale diffuso in tutto il nostro Paese da parte di associazioni, piccole società, fondazioni, professionisti dei beni culturali). (Fonte: Huffpost, 12/03/2020)