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La riscoperta dello Stato Veneto: intervista con una dei “Serenissimi” sul perchè la Repubblica Veneta dovrebbe risorgere dalle sue ceneri.

(Autorità Nazionale Veneta al lavoro in riunione)

«Esulta l’angusta città di Venezia, unico albergo a dì nostri di libertà, di giustizia, di pace, unico rifugio de’ buoni, e solo porto a cui sbattute per ogni dove dalla tirannia, dalla guerra possano riparare a salvezza le navi degli uomini che cercano condurre tranquilla la vita: città ricca d’oro ma più di nominanza, potente di forze ma più di virtù, sopra solidi marmi fondata, ma sopra più solide basi di civile concordia ferma ed immobile, e meglio che dal mare ond’è cinta, dalla prudente sapienza de’ figli suoi munita e fatta sicura.»
(Francesco PetrarcaEpistole, Seniles, Lettera a Pietro da Bologna 4 giugno 1364)

Buongiorno, amici della Valdadige, Veneti e non che ci seguite da oltre Confine: come sapete mai detto fu più azzeccato di “L’occasione fa l’uomo ladro”, ed imbattutici in un Veneto autodeterminato, dopo qualche chiacchiera (per inciso e per dovere di cronaca: il signor Mario Furlan di Verona, senza il quale non ci sarebbe mai stata questa intervista) ci è stato chiesto se davvero avessimo voluto sapere le ragioni dello Stato Veneto, la ragione d’esistere; e come no, abbiamo risposto, anzi vorremo proprio una bella intervista, si può? Dopo uno stretto giro di consultazione il CLN Veneto ha acconsentito alla nostra richiesta (si noti la forma già statuale per una semplice richiesta) e siamo entrati così da Veneti ma non autodeterminati, perciò Veneti Italiani, in una roccaforte dello Stato Veneto: la nostra emozione è grandissima perchè, ci perdonino tutti, questa intervista è completamente diversa da quelle fino ad ora fatte sul territorio; qui si tratta di entrare da giornalisti stranieri in uno Stato straniero, per ora amico per il nostro diritto di nascita di Veneti, ma non in buoni rapporti con l’Italia, Stato a cui formalmente apparteniamo per nascita. Sono cose che verranno spiegate nell’intervista: vogliamo subito chiarire che il sito http://www.invaldadige.it è apolitico e ha condotto queste domande con, si spera imparzialità e giudizio super partes, facendo anche l’Avvocato del Diavolo dello Stato Italiano. Non saranno accettate accuse di simpatie politiche: questo è un chiarimento. Che vi sia interessante per voi leggerlo quanto per noi scriverlo. Buona lettura, amici.

(InValdadige): “Buongiorno, siamo qui a conoscere finalmente il CLN VENETO e liberarci di tutti i dubbi e falsi miti legati a questo comitato: stiamo intervistando Patrizia Badii, uno dei componenti dell’Autorità Nazionale Veneta emanata dal Comintato di Liberazione Nazionale Veneto e Responsabile Nazionale della difesa e dei GIR. Ci vuole spiegare inanzitutto cosa siano i GIR?”

(Patrizia Badii): “Sono i Gruppi Intervento Rapido: se una persona con annesse proprietà si pone sotto lo Stato Veneto e lo Stato Italiano che noi qualifichiamo come occupante (-del perchè ce ne occuperemo dopo, ndR-) cerca di entrare con la forza, sia con Carabinieri che con Guardia di Finanza noi interveniamo subito con azioni non-violente, semplicemente illustrando loro la legge. Tendo a sottolineare che, in caso di arresto, ci poniamo come prigionieri di guerra come tra due stati sovrani, che non viene mai esercitata violenza da parte nostra e di come la cosa sia perfettamente legale a livello giuridico.”

(IV): “Poichè parlate di Autorità Nazionale Veneta sorge un dubbio: Vi siete ispirati alla forma di Governo della Repubblica di Venezia Serenissima?”

(P.B): “Certamente. Qual è la nostra missione? Rivendicare di nuovo la sovranità perduta della Nazione Veneta, i territori della Serenissima Repubblica di Venezia, un modello che ricordiamo è stato innovativo e mai superato in 1100 anni di Storia.”

(IV, maliziosamente): “Anche lo Stato do Mar, l’Impero marittimo fino a Cipro e Turchia?”

(P.B, ride): “Ovviamente nell’ era moderna sarà difficile, ma vogliamo recuperaro lo Stato d’ eccellenza della Serenissima, dove la forma maniacale di Stato fu plasmata a tal punto che il Doge per primo non potesse non sottostare a delle regole. Nell’ attuale Autorità Nazionale Veneta uno vale uno, nessuno vale più dell’ altro: questo ci consente l’ equità di scelta ovvero semplicemente la maggioranza porta avanti l’idea o il progetto e la minoranza no, senza ulteriori passaggi, ripescamenti e brogli. Oltretutto un ritorno allo Statuto della Serenissima darebbe una grandissima trasparenza perchè le assemblee sarebbero consentite a tutti.”

(IV): “Come vediamo, le cose sono molto più formate e molto più avanzate di qualche “sbombolettata” sui muri, perciò facciamo un passo indietro: cos’ è il Comitato di Liberazione Nazionale Veneto (che d’ora in avanti verrà chiamato CLN Veneto, ndR) ?”

(P.B.): “Il CLN Veneto è al momento un traghettatore: un’ entità che è nata dal Diritto internazionale applicando le Leggi sull’ Autodeterminazione dei Popoli e la Decolonizzazione dallo Stato Invasore. In questo momento sta portando il popolo verso la Nuova Repubblica Veneta, lo Stato veneto.”

(IV): “In questo non vi è più di una eco del cavouriano ‘fatta l’Italia bisogna fare gli italiani’? Non vorremmo offendere.”

(P.B.): “Assolutamente no, il popolo Veneto esisteva prima dello Stato italiano ed esiste ancora. Bisogna solo farlo rendere conto che non deve più nulla allo Stato occupante italiano e riconoscersi come Veneto, facente parte di un’ altra Nazione che non è quella Italiana.”

(IV): “Ci perdoni ma dobbiamo insistere: e se una minoranza di popolo del Veneto, all’ indomani dello Stato Veneto, si riconoscesse come italiano?

(P.B.): “Questo è il problema delle lotte di liberazione ma così come quelle di conquista che abbiamo subito: vi sarà una minoranza in disaccordo ma sarà solo un adeguamento naturale. Ma per ora è più una minoranza chi vede bene lo Stato Italiano.”

(qui una slide che mostra un organigramma con l’attuale organizzazione del CLN Veneto: la signora Badii si esprime spesso in serate e in confronti tv per cui né è molto fornita, per nostra fortuna)

(qui sotto una slide sul principio di autodeterminazione e liberazione del Popolo Veneto, già esistente ma non cosciente del suo essere popolo e Nazione, secondo il Cln Veneto)

(P.B): “Potrei comunque assicurare che dopo sei mesi di cittadini Veneti in Stato Veneto nessuno tornerebbe più indietro.”

(IV): “Non sorge un problema nel momento in cui non siete gli unici a rivendicare uno Stato Veneto ma siete più movimenti, anche se ammetto che le Vostre credenziali sono le più ‘pesanti’ a livello giuridico?”

(P.B.): “Il CLN Veneto da più di un anno organizza tavoli per organizzare un’intesa e cercare dialogo con gli altri gruppi in nome dell’alto obiettivo della missione; ovviamente ognuno rimane sé stesso nel portare avanti la lotta, chi avanza a passo di lepre e chi di lumaca, chi culturalmente e chi più terra terra, ma ognuno di essi rappresenta una parte che si riconosce nello Stato Veneto.”

(IV): “Torniamo al CLN VENETO: vi sono i mezzi economici per l’ Indipendenza in questo momento?”

(P.B.): “Proprio per la propria struttura già statuaria, in base all’attività sancita dal “Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici” adottato a New York il 19 dicembre 1966, ratificato dall’Italia con legge n.881 del 25 ottobre 1977,ratificato dall’Italia con legge n.881 del 25 ottobre 1977 , gli auto-riconosciuti Veneti posti sotto lo Stato Veneto da ben 5 anno non versano più soldi allo Stato Italiano ma li versano in tassazione per l’ erario Veneto, di cui noi abbiamo i registri. (ci mostra brevemente i registri, ovviamente per noi anonimi- ndR); in breve, NOI Veneti popolo riconosciuto ci stiamo già tassando, versando all’erario Veneto e non a quello italiano.

Questi sono fondi di cui possiamo disporre per l’autodeterminazione data dalla legge sopra citata della nostra Nazione.

Le tasse servono ad uno Stato per garantirci servizi sociali ed utili e lo Stato italiano ci sta dando servizi assenti e, quando presenti, avariati; in più quando le tasse arrivano al 50% per me è schiavitù e noi siamo al 73% di versamenti diretti, 85% con gli indiretti allo Stato Italiano.

Sarebbe già grave per un italiano sopportare questa situazione: se in più uno non si riconosce in questo Stato…(lascia intendere ).

Se una persona si riconosce italiano non dovrebbe neppure lamentarsi, ma se per storicità, per retaggio, per riconoscimento ci si sente Veneti la legge internazionale ci permette di tornare al nostro Stato d’origine.

(IV): “Oltretutto, come accennato prima, vi sono fortissime basi storiche per rivendicare.”

(P.B).: “Si sta parlando di uno Stato che di fatto ha sempre contato come Nazione storica d’ Europa, mai stata regione di- o provincia de-, ma protagonista e fondante della Storia europea e perciò mondiale.”

(IV): “Questo però è finito col 1866 ed il Referendum definito ‘Referendum broglio’ di Annessione all’Italia”

(P.B.) : “Tutto questo veramente è finito nel 1797 con l’ avvento di Napoleone e la fine della Repubblica di Manin (ci corregge; ci vergogniamo, ndR), e fu abbattuta perché oltre che conquistata anche di ‘cattivo esempio’ per tutti gli Stati Europei sottomessi o mira del dittatore francese.

In un mare di stati monarchici, Venezia era un esempio da non seguire, poiché non faceva fare la fame né aveva regimi assolutisti.”

(IV): “Non tutti sono d’accordo, negli studi delle provincie dello Stato de Tera (che si estendeva dall’Istria a Bergamo, ricordiamo) si riscontrava molta insoddisfazione anche sotto la Serenissima, accusata di essere accentratrice nella sua isola.”

(P.B.): “Eppure Verona, la fiera ed orgogliosa Verona, fece “Dedizione” nel 1405 con la fuga dei Carraresi. (https://it.wikipedia.org/wiki/Dedizione_di_Verona_a_Venezia ; in sintesi Verona si sottomise a Venezia mantenendo la maggior parte dei poteri sul territorio, ndR)

Perché Verona fece Dedizione a Venezia?

Per placare le guerre interne dei padroni e dei nobilucci che andavano ad affamare il popolo, cosa che con il Governo della Serenissima venne notevolmente ridotto. Avevano esempi vicini come Vicenza, Feltre e Padova che avevano già fatto Dedizione con soddisfazione, per cui si riconobbero nella Serenissima Repubblica. Ed è quell’esempio che vogliamo portare avanti.”

(IV, maliziosamente): “E Verona fu un esempio di dedizione assoluta, vero?”

(P.B, ride): “Verona fu l’unica che disobbedì al Doge non aprendo le porte durante una ritirata dell’ esercito veneziano e il 31 marzo 1509 sciolsero il giuramento di fedeltà che legava Verona a Venezia.

La città scaligera fu in realtà sempre una spina nel fianco non solo per i Veneziani ma per tutti i seguenti occupanti, non ultimo per lo Stato Italiano. Ma perché questo?

Perché molto nasce da Verona: è una città speciale, una porta per il Nord e un crocevia, con una specificità tutta sua persino staccata dal resto del Veneto, e nonostante sia stata occupata non è mai stata assoggettata. E’ molto preziosa. ”

(IV): “E da qui possiamo riallacciarci ad una domanda che rimuginavamo da un po’, essendo noi Veronesi e dichiarandoci Veronesi ancor prima di Veneti: non vi è la possibilità, col principio di autoderminazione, che Verona volesse autodeterminarsi come Stato, come una sorta di reazione a catena? Sappiamo che il coraggio non mancherebbe, nella città Scaligera (ridiamo, ndR).”

(P.B.): “ Non può, perché non esiste un popolo veronese e non lo dico con malanimo: Verona ha sì una grande storia ma molto lontana e legata alla città-stato Scaligera. Il popolo veronese è riconosciuto come popolo Veneto, questo sta alla base dell’autodeterminazione di un popolo, devono esserci delle premesse (si vedano slides precedenti, ndR). Purtroppo i programmi di insegnamento della Storia italiana ovviamente sono stati infarciti del mito del Risorgimento che conviene allo Stato Occupante per convincerlo ulteriormente. Definzione di popolo dal dizionario Treccani: ogni comunità umana avente un riferimento comune ad una propria cultura ed una propria tradizione storica. Sviluppate su un territorio geograficamente determinato costituisce un POPOLO.

Ogni Popolo ha diritto di identificarsi in quanto tale e ogni popolo ha diritto di identificarsi come Nazione.

Aggiungiamo, noi Veneti, una lingua comune ed una bandiera unica che abbiamo già.”

(IV): “Andiamo per ipotesi: se domani lo Stato Veneto venisse liberato (abbiamo capito che ‘riconosciuto’ lo è già, ndR), come si agirebbe al suo interno?”

(P.B.): “Lo Stato, e così riprendiamo anche il caso di Verona come città unica, verrà plasmato sul modello Svizzero di amministrazione (che oltretutto copiò dalla Repubblica di Venezia, corsi e ricorsi della Storia -nota di Patrizia Badii), perché così ogni cantone\città sarà indipendente e questo sarà un ottimo campanilismo perché si punterà a migliorare: ognuno avrà il proprio…Governatore?

Presidente?

Non ci importa, perché il nostro compito sarà finito ed è un’altra cosa che ci siamo auto-imposti: il CLNVENETO è un traghettatore liberatore e fatto lo Stato, arrivati gli Osservatori Onu per il tempo di controllo e di transizione che durerà minimo dai 6 mesi, il CLN Veneto cesserà di esistere: non avremo cariche. Oltretutto interessante è che chi avrà avuto cariche pubbliche nello Stato Italiano non potrà più ricoprire cariche nello Stato Veneto, per cui basta meri spostamenti di poltrone.”

(IV): “Cosa manca allo Stato Veneto per partire?”

(P.B.): “Come prima cosa serve il popolo che riconosca lo Stato.

Di che numeri si parla, oltretutto? Noi rivendichiamo da Bergamo all’Istria, per cui oltretutto un altro Stato sovrano ancora col quale trattare: ben più dei 5 milioni di abitanti della Regione Veneto.

Il CLN Veneto ha 10% di riconosciuti Veneti dichiarati, siamo già a numeri importanti: questa è la massa critica.

La massa economica poi nel Diritto chiede che si sappia gestire il territorio Nazionale, bensì assicurargli sicurezza e servizi: lo Stato italiano ha tentato varie ingerenze, sia da parte dell’Agenzia delle Entrate che dello Stato Italiano in senso fisico come violazione della proprietà da parte delle sue forze armate.

Chi si pone sotto il CLN Veneto si pone INTERAMENTE sotto di noi con i suoi beni in automatico, e con soddisfazione voglio far presente che pur minacciando e digrignando i denti lo Stato Italiano, di fronte alla legge, ha fatto retromarcia, e non ha mai violato i terreni di proprietà di quel cittadino veneto.

Questo grazie anche ai GIR di cui parlavamo all’inizio, sparsi su TUTTO il territorio che si attivano IMMEDIATAMENTE che intervengono prontamente.

(IV): “La vostra è una lotta di Liberazione, non a caso richiamate il CLN di partigiana memoria.”

(P.B.): “La nostra lotta è effettivamente paragonabile alla Liberazione, poiché abbiamo a che fare con uno Stato occupante armato, con uno stato a noi nemico e che viola giornalmente le proprie leggi, figurarsi quelle di diritto internazionale che ci proteggono.

Lo Stato Italiano digrigna i denti e li digrigna in maniera cattiva, ma non entra dal soggetto che si è posto sotto il CLN Veneto: abbiamo allarmi in automatico via chat che fanno partire immediatamente i GIR che parlano con chi tenta l’intrusione e gli fanno fare dietrofront.

La Guardia di Finanza vi ha rinunciato da ben 3 anni, sapendo di non poter vincere di fronte al diritto internazionale.

Stiamo preparando un cassetto fiscale a cui stiamo dando gli ultimi ritocchi con i nostri avvocati che verrà presto pubblicato: questo sarà lo Stato Veneto, ovvero trasparenza: i registri saranno tutti consultabili e il Consiglio aperto a tutti.

E chiariamo una cosa che molti non comprendono (e che noi non sapevamo prima di questa intervista, ndR): lo Stato Veneto è una Nazione in embrione, in divenire, in potenza.

Ha già una struttura statuaria e sta cercando di ovviare alle mancanze che ancora mancano: per esempio non diremo mai di farvi delle targhe “in casa” Venete col Leone di S. Marco al posto dell’ angolino riservato alla Nazione europea corrispondente, in questo caso l’ I di Italia, perchè non abbiamo ancora un registro automobilistico e sarebbero fuorilegge. Stiamo costruendo ciò che manca dello Stato Veneto.”

(IV): “Per cui non riconoscendo l’ Autorità Nazionale Italiana non sarete neppure in ottimi rapporti col Governatore della Regione Veneto Zaia, in quanto emissario dello Stato Italiano. Neppure con il Referendum per l’autonomia?”

(P.B): “Assolutamente no! (sconvolta ma ride, ndR)

Intanto l’ Autonomia riguarderebbe la Regione Veneto data dallo Stato Italiano come contentino per placarci, e come ci è stato detto all’ Onu: “L’ autonomia è la morte dell’ Indipendenza”.

In più siamo in pessimi rapporti con la Lega Nord, contrariamente a quanto pensano in tanti: la Lega ex Lombarda ed ex Liga Veneta poi assorbitasi, nacque a tavolino negli anni ’80 per sviare ed incanalare il malcontento del Nord Italia per le cose che ricordiamo tutti, ma fu una mera mossa politica e poi per cosa?

Per rivendicare cosa, la Padania?! Ma cos’è sta Padania!?

Non ha Storia, non ha nulla!

E dirò di più, qualcuno ricorderà di certo che Umberto Bossi, ora visto come un antesignano, disprezzava i Veneti, dava loro dei cialtroni, caciaroni e duri di comprendonio.”

(IV): “I famigerati ‘Terroni del Nord’.”

(P.B.): “Circa, sì.”

(IV): “ Chiacchierando prima dell’intervista abbiamo parlato dei punti molto caldi della Costituzione Italiana che si contraddicono e persino un punto legislativo che ‘de facto’ libera il Veneto dall’ Italia: andiamo a svolgerli?”

(P.B.): “Ma volentieri! L’ articolo 2.10 della Costituzione Italiana dice che lo Stato cede la sua sovranità nazionale al diritto internazionale.

Ed è a ciò che ci appelliamo noi, che abbiamo preso contatto proprio con l’Onu per farci riconoscere: il diritto internazionale di autoderminazione supera la sovranità nazionale italiana dell’ articolo 5.

Vi è poi la legge 212 del 2010, ormai diventata leggenda (sorride, vedremo il perchè- ndR).”

(IV): “Il famoso ‘lanciafiamme’ di Calderoli? (ridiamo, ndR) ”

(P.B.) “Calderoli il 13 dicembre 2012, cancellando 357 decreti, non solo abrogò per sbaglio il “plebiscito truffa” del 1866 che sanciva l’annessione del Veneto al Regno d’Italia, ma anche il Regio decreto che lo confermava: praticamente dal 2012, solo volendolo e costituendolo, riconoscendolo come proprio, lo Stato Veneto può legalmente esistere anche senza lotta!

All’ Onu erano allibiti, dissero che fu il primo caso di una Nazione che si autoevirava !”

(IV, sconvolti): “Per cui, il Tanko del 2014 -del quale comitato de i secondi Serenissimi la signora Badii ne faceva parte- sarebbe stata solo una forzatura?”

(P.B.): “Una forzatura necessaria ma sempre mal interpretata: il secondo Tanko non era fatto per sparare, bensì per proteggere: avremmo chiamato a raccolta il popolo Veneto nelle piazze e, in virtù delle leggi antisommossa, lo Stato Italiano avrebbe agito ed a quel punto il Tanko sarebbe servito come protezione dalla nazione occupante.

Un puro atto dimostrativo: non dimentichiamo che vi furono minacce, brogli e persino violenza fisica durante il famoso ‘plebiscito’ del 1866 che come abbiamo fatto notare E’ STATO CANCELLATO GIURIDICAMENTE, e che il Veneto già nel 1861 senza alcun diritto, visto il Regno Italiano uscì perdente dalla Terza guerra di indipendenza dove si scontrò con uomini Veneti fedeli all’ Austria occupante, specialmente a Lissa dove dimostrarono ancora una volta il valore della Dominante Serenissima. La Francia doveva fare da garante durante la transizione ma lasciò campo libero agli italiani che distaccarono i carabinieri in ogni Comune già nel 1861 e sostituirono i vertici con uomini graditi ai sabaudi; i garanti francesi mugugnarono ma ormai cosa era fatta.”

(IV): “Non le chiederemo nulla del suo processo ancora in atto, non sarebbe giusto. Ma ci ha accennato che lo Stato Italiano digrigna i denti verso di voi: in che senso?”

(P.B): “Lo Stato Italiano attua verso di noi, Serenissimi o attivisti del CLN Veneto, veri e propri comportamenti terroristici: a casa mia è venuta la Digos 5 volte di notte , cosi anche a casa di altre Autorita’ NAZIONALI Venete, a perquisire e intimidire; noi li abbiamo lasciati fare e se ne sono dovuti andare con la coda tra le gambe ma il comportamento è di matrice terroristica,violando la libertà di pensiero e di opinione : allontanano da noi i vicini, gli amici, creano sospetto. Dal canto mio, e voglio farlo sapere, le uniche a cui desidero chiedere scusa sono le mie due figlie che subiscono tutta la situazione; ma ditemi se questa è una Nazione in cui si è desiderosi di vivere, una Nazione nella quale esercitando un diritto legittimo si è sottoposti a tentativi di umiliazione e prostrazione pubbliche.”

(IV): “Ci spiace per il suo trattamento. Ma non vi lasciate sopraffare dalla collera né dalla violenza, come accennavate prima: avete mai allontanato invece qualche elemento facinoroso o esaltato, che non rispecchiasse le virtù di cittadino Veneto?”

(P.B): “Prima mi avete accennato a rimostranze per dei graffiti che sono stati fatti sul suolo pubblico e qui vi sono due questioni da affrontare, tra cui quella di cui stiamo discutendo: sì, dei facinorosi sono stati allontanati ed abbiamo pubblico registro che non possano rientrare.

Non sto dicendo, come molte organizzazioni, che probabilmente saranno stati loro a fare danni o a ‘sbombolettare’, però molti si fanno prendere la mano.

Però, e qui sta il fatto che io non riconduco a “mele marce” per cavarmela, vi faccio invece notare che il gesto potrebbe essere stato fatto apposta: il riconoscimento di un popolo passa anche dai suoi simboli, dai suoi stemmi di famiglia, e potrebbe essere stata causa nostra ma per una causa superiore che è, come diciamo dal principio, la liberazione e l’autoriconoscimento del popolo Veneto.”

(IV): “Ultima domanda, stavolta su un’ipotesi divertente visto abbiamo affrontato un’ intervista erculea: se il Presidente della Repubblica Italiana ovvero la più alta carica rappresentante lo Stato Italiano, Sergio Mattarella, si presentasse alla sua porta, che farebbe?”

(P.B.): “Lo inviterei ad entrare come Capo di Stato amico, facendogli presente che si trova su suolo Veneto; se invece venisse proprio perché accetta lo Stato Veneto, beh… Inizierei subito a contrattare dopo avergli offerto un thè (ride).

Noi abbiamo il diritto ed il dovere di interloquire il più possibile con lo stato Occupante per una transizione pacifica verso lo Stato Veneto ed il comportamento personale etico è vincolante anche nel pubblico per noi.

Cosa vi aspettavate, che gli urlassi ‘pussa via, bruto vecio!’ (ride)?

Nello Stato Italiano vi sono uomini d’ eccellenza, come nelle FFOO e nella Protezione Civile Veneta, come mi ha detto e che io so che ci sono: dobbiamo dialogare con essi, convincerli a fare il passo in più, esporre il Gonfalone.”

(IV): “E’ stata una bellissima ed inaspettata intervista, siamo tutti stremati (ed immaginiamo anche i lettori, ndr) e noi la ringraziamo molto per il suo tempo. Vuole chiudere lei, che in fondo ne ha tutto il diritto?”

(P.B.): “Vorrei che una cosa sia ben chiara: lo Stato Veneto non aderirebbe probabilmente all’Europa messa come ora, no. Posso solo teorizzarlo, ovviamente, perché io appunto non avrei e non vorrei potere decisionale finita la Liberazione, ma conosco ormai i Veneti.

Ma è in atto ora un cambiamento, un cambiamento storico e geopolitico enorme.

I popoli si stanno svegliando e l’Europa a cui aderiremo sarà un’ Europa dei popoli, non un’ Europa del denaro. Non si può fermare il cambiamento.”

(IV):”Magari troverete l’occasione per venire a parlarne in Valdadige.”

(P.B.):” Speriamolo: tutti i Veneti devono sapere e devono finalmente prendere coscienza del loro essere popolo. Spero ci rivedremo a presto, e tenete a mente le mie parole.”

Per maggiori informazioni si rimanda al sito ufficiale: http://www.clnveneto.net

Autorità Nazionale Veneta al lavoro:
A. Casasola
M. Bedin
P. Badii
A. Geron
M. Casagrande
E. Scandian
O. Scavazzan
M. Dottori
S. Viero
F. Finozzi
P. Pin
G. Zampieri
M. Curto
G. Borsoi
M. Pachera
M. Reboni
F. Pistoia
F. Cozza
M. Priante
M. Barbierato
M. Pianegonda
M. Mayer
R. Carrai
A. Cravotta
N. Liviero

#MUSEIDELMONODAPERTI per la nostra cultura, parte II #acasaconlacultura #laculturanon fa paura

Distanti ma sempre più vicini. Grazie alla tecnologia e alla fantasia. Si moltiplicano le iniziative dei musei online, che hanno chiuso le loro porte a causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus, ma non smettono di mostrare i loro tesori. Perché, come dice il nuovo slogan lanciato dal Mibact, sulla scia dell’hashtag #iorestoacasa, “la cultura non si ferma”.

Tour virtualidirette live sui socialvisite guidate su YouTube consentono oggi ai visitatori costretti a casa di scoprire (o riscoprire) l’immenso patrimonio culturale e artistico di musei, teatri, biblioteche e cineteche, che con grande sforzo propongono un intrattenimento di qualità. Succede in Italia e nel resto del mondo.

Musei italiani online: tour virtuali e rubriche sui social

“Evitiamo ogni contagio, tranne quello della bellezza”, aveva suggerito il direttore degli Uffizi di Firenze, Eike Dieter Schmidt. E così, proprio il celebre museo fiorentino mostra le sue collezioni d’arte da cliccare e guardare online: c’è la Primavera di Botticelli così come la Venere. Ma propone anche le IperVisioni, mostre virtuali online con spunti di racconto suggestivi e immagini ad alta definizione.

Anche i musei civici fiorentini, con il supporto di MUS.E, hanno deciso di aderire alla campagna social #museichiusimuseiaperti, condividendo il loro patrimonio attraverso i social.

GUARDA QUI: Tutte le visite virtuali dei musei italiani online

E non mancano le iniziative per sostenere la città di Bergamo, la più colpita e ferita in questi giorni bui. La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, ad esempio, il 22 marzo scorso ha aperto Radio GAMeC, un’emittente dal fronte, come fu Radio Londra durante la Seconda guerra mondiale, per raccontare il presente e immaginare un futuro tutto da costruire.

L’Accademia Carrara di Bergamo, invece, con i progetti #vistadacasa e #museichiusimuseiaperti, racconta sui social approfondimenti dedicati alla mostra Tiziano e Caravaggio in Peterzano e alla collezione permanente.

Il Museo Egizio di Torino ha pubblicato sul proprio canale YouTube le “Passeggiate del direttore”, con Christian Greco che porta i visitatori virtuali tra le sale del museo online, raccontando la storia della collezione e i reperti più importanti.

Mentre a Venezia, il Peggy Guggenheim diverte con gli Art Quiz, a Milano si ascolta un concerto gratuito al Teatro alla Scala.

Infine, tra le ultime novità, l’iniziativa delle Scuderie del Quirinale Roma, che riaprono virtualmente al pubblico la mostra-evento Raffaello.1520-1483: i curatori raccontano e spiegano i dipinti sui social.

Foto #iorestoacasa: i musei italiani da visitare, tra tour virtuali e collezioni online

Musei online: da New York a Parigi, l’arte è digitale

Mai riusciti a entrare al Louvre di Parigi per la troppa coda? Oggi, il museo si visita online senza fila e senza folla seguendo dei tour tematici che mostrano le antichità egizie o gli affreschi sul soffitto della Galerie d’Apollon.

Sempre in Francia, a Giverny, si aprono le porte virtuali della casa di Monet, con lo studio del pittore, la sala da pranzo e il famoso ponticello con vista sulle ninfee. E anche Versailles si fa più vicina con i tour virtuali di Google Arts and Culture.

Foto #iorestoacasa: musei del mondo da vedere con i tour virtuali

Si valicano i confini nazionali per esplorare le tante sale dell’Ermitage a San Pietroburgo, per poi fermarsi guardare la Stele di Rosetta al British Museum di Londra. O per vivere l’emozione di salire la famosa scala a chiocciola del Guggenheim di New York.

Non basta. Nella Grande Mela, il MET inaugura il 360 Project, che offre una visita panoramica virtuale degli interni del museo. Mentre il MoMa lancia The Way I See It, il racconto delle sue opere da parte dei curatori e degli artisti sul suo canale YouTube.

#iorestoacasa: musei del mondo da vedere con i tour virtuali

Molti grandi musei in tutto il mondo,  chiusi in questo periodo, consentono a chiunque di “entrare” senza muoversi da casa.  Le visite sono possibili grazie ai loro siti e in qualche caso anche agli accordi con Google (vedi lo strumento  https://artsandculture.google.com/) che permette, con  la tecnologia di Street View, di osservare online le opere d’arte.  Ecco una rassegna di “visite a distanza” da fare subito

British Museum, Londra

Nel cuore di Londra, si può visitare senza spostarsi dal divano. Gran parte del museo (la sezione egizia, greca, romana,  asiatica, e non solo) è tutto  online. La versione digitale del British offre (tra l’altro) la Stele di Rosetta, le sculture dell’Isola di Pasqua, mummie egizie e fregi del Partenone.

Sito del museo:  https://www.britishmuseum.org/

Per il tour cliccare qui: https://artsandculture.google.com/partner/the-british-museum

Street View di Google consente di vedere la famosa scala a chiocciola del Guggenheim di New York senza mai uscire da casa. A tutti sarà possibile scoprire così, guidati dal proprio mouse, incredibili opere d’arte di epoca impressionista, postimpressionista, moderna e contemporanea.

Come accedere. Questo il sito del museo: https://www.guggenheim.org/
e questo il link per il tour virtuale tramite Street View:
https://artsandculture.google.com/partner/solomon-r-guggenheim-museum

Il più grande museo in Grecia e uno dei più importanti al mondo. Originariamente destinato a ricevere tutti gli scavi del XIX secolo, principalmente dall’Attica e da altre parti del paese, prese gradualmente la forma di un museo archeologico nazionale centrale. Oggi è un forziere di reperti giunti da tutte le parti del mondo greco.
Le sue ricche collezioni, che comprendono oltre 11.000 oggetti, offrono al visitatore un panorama dell’antica cultura greca, dalla preistoria alla tarda antichità.

Per visitarlo, cliccare qui: https://www.namuseum.gr/en/collections/

Galleria Nazionale d’Arte, Washington Dc

Questo famoso museo d’arte americano  si può visitare virtualmente grazie al suo ricco sito, che offre video tour, approfondimenti su punti salienti della collezione, opportunità di apprendimento online, registrazioni audio e video di lezioni di artisti e curatori (e molto altro ancora).

Come fare: collegarsi al sito del museo  (https://www.nga.gov/index.html) o, per il tour Google, a questo link: https://artsandculture.google.com/partner/national-gallery-of-art-washington-dc

Casa Batllò, Barcellona

Casa Batllò da visitare in solitaria, senza nemmeno mettersi ore in coda. Quando ricapita? Ecco che, grazie al tour virtuale a 360gradi, ci si può avventurare sulle scale di questo capolavoro di Gaudì, entrare nelle sale per godersi la vista degli interni, dei decori ispirati alla natura.

Come farlo: direttamente dal sito casabatllo.es/it

Museu de Arte de São Paulo

Il Museu de Arte de São Paulo è un museo privato senza scopo di lucro. Fondato dall’uomo d’affari brasiliano Assis Chateaubriand nel 1947 è il  primo museo moderno del Brasile. La sua collezione contiene oltre 8.000 opere, tra cui dipinti, sculture, oggetti, fotografie e costumi di varie epoche, provenienti da Africa, Asia, Europa e Americhe.

Cliccando sul link sotto, si può consultare il sito del museo.  https://masp.org.br/


Per la visita virtuale con Google: https://artsandculture.google.com/partner/masp?hl=en

Museo Nazionale di Antropologia, Città del Messico

È il museo più importante del Messico. Costruito nel 1964, è dedicato all’archeologia e alla storia del patrimonio pre-ispanico del Paese. Ci sono 23 sale espositive piene di antichi manufatti, tra cui alcuni della civiltà Maya.

Il suo sito è: https://www.mna.inah.gob.mx/

Per il tour virtuale con Google: https://artsandculture.google.com/partner/museo-nacional-de-antropologia-mexico?hl=en

Rijksmuseum, Amsterdam

Custodisce i capolavori dell’età d’oro olandese, inclusi i lavori di Vermeer e Rembrandt. Google regala ai navigatori un tour di Street View di questo museo iconico: un giro a distanza che però permette di sentirsi proprio come se si stesse passeggiando in quelle magnifiche sale.

 Questo è il sito: https://www.rijksmuseum.nl/en

Per il tour virtuale attraverso Google cliccare su https://artsandculture.google.com/partner/rijksmuseum

J. Paul Getty Museum di Los Angeles

Un ricco panorama di opere d’arte che vanno dall’VIII al XXI secolo, svelate dal tour di Street View. A spasso nelle sale si può gettare lo sguardo su una vasta collezione di dipinti, disegni, sculture, manoscritti, miniature, fotografie europee, asiatiche e americane.

 Per conoscere il museo collegarsi al sito http://getty.edu/museum/

Per il tour con Google: https://artsandculture.google.com/partner/the-j-paul-getty-museum?hl=en

Musée d’Orsay, Parigi

La galleria accoglie decine di opere di artisti francesi che hanno lavorato e vissuto tra il 1848 e il 1914. Anche in questo caso, i corridoi si possono percorrere virtualmente, per compiere un’emozionante contemplazione delle opere d’arte  firmate da Monet, Cézanne e Gauguin (solo per citarne alcuni).

  Istruzioni per la visita virtuale: collegarsi al sito del museo al link  https://www.musee-orsay.fr/
oppure,  per la visita tramite Google, cliccare su: https://artsandculture.google.com/partner/musee-dorsay-paris

Museo nazionale di arte moderna e contemporanea, Seul

Uno dei musei popolari della Corea è accessibile da qualsiasi parte del mondo grazie ai tour virtuali di Google (vedi link in basso). Da quando ha aperto le sue porte, nel 1969, il Museo nazionale di arte moderna e contemporanea di Seul è diventato il cuore pulsante della storia dell’arte coreana.
La sua missione è “funzionare come una piattaforma culturale che incoraggi la comunicazione e la contaminazione dell’arte contemporanea con altre varie discipline scientifiche e umanistiche”.

Come fare per vedere il museo: collegarsi al suo sito attraverso il link seguente https://www.mmca.go.kr/eng/
Oppure, per il tour virtuale cliccare qui: https://artsandculture.google.com/partner/national-museum-of-modern-and-contemporary-art-korea

Museo Pergamon, Berlino

Uno dei più grandi musei della Germania, che ha molto da offrire, anche a chi non può essere fisicamente lì. Questo edificio storico ospita numerosi manufatti antichi tra cui la Porta Ishtar di Babilonia e l’altare di Pergamo, l’antica città dell’Asia Minore, nell’Eolide.

Come fare per vedere le sue opere?
Basta cliccare sul sito del museo al link seguente. https://www.smb.museum/museen-und-einrichtungen/pergamonmuseum/home.html

Oppure, per fare un tour delle opere attraverso Googlehttps://artsandculture.google.com/entity/pergamon/m05tcm?hl=en

Museo di Van Gogh, Amsterdam

 Il museo ospita la più grande collezione di opere d’arte di Vincent van Gogh, tra cui oltre 200 dipinti, 500 disegni e oltre 750 lettere personali. C’è tutto, ma davvero tutto quello che vorreste sapere dei suoi quadri e dell’autore: tecniche, curiosità note biografiche e storiche. Gli amanti di questo pittore resteranno sicuramente conquistati al tour.

Il sito del museo è: https://www.vangoghmuseum.nl/?v=1

Per il tour virtuale di Google cliccare sul link: https://artsandculture.google.com/partner/van-gogh-museum?hl=en

Musei Vaticani, Città del Vaticano

Questo il link per la visita dei Musei Vaticani. Con le sale di Raffaello e il Giudizio universale di Michelangelo. Compreso il tour virtuale della Cappella Sistina 

Per vedere gli altri ambienti: http://www.museivaticani.va/

E questo il catalogo delle opere: http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/catalogo-online.html

Prado, Madrid

Con cinquanta dei noti 140 dipinti di Velázquez, il Prado possiede la più vasta collezione al mondo di questo pittore. Ma ci sono anche i dipinti di Francisco Goya, El Greco, Hieronymus Bosch. 

Per la visita del Museo del Prado, Madrid:

https://www.museodelprado.es/en/the-collection/art-works

Metropolitan Museum of Modern Art, New York

Il Metropolitan Museum of Modern Art – New York, fondato nel 1929, è stato il primo museo dedicato all’era moderna.  La collezione: 150.000 dipinti, sculture, disegni, stampe, fotografie, modelli e disegni architettonici e oggetti di design; circa 22.000 film e quattro milioni di immagini fisse. Nella biblioteca e negli archivi, oltre 300.000 libri e periodici e numerosi singoli file su oltre 70.000 artisti. I punti salienti della collezione includono Ninfee di Claude Monet, La notte stellata di Vincent van Gogh e Les Demoiselles d’Avignon di Pablo Picasso, oltre a lavori più recenti di Andy Warhol, Elizabeth Murray, Cindy Sherman e molti altri.

L’indirizzo del sito è https://www.moma.org/

La collezione si può vedere qui: https://www.moma.org/collection/

Per il tour virtuale di Google, cliccare su: https://artsandculture.google.com/partner/moma-the-museum-of-modern-art

Louvre, Parigi

Anche il museo francese più conosciuto in tutto il mondo permette  visite virtuali con uno sguardo a 360 gradi su ogni sala. Oltre la  Gioconda,  la sua principale attrazione, c’è un mondo da scoprire.  

Il Louvre a Parigi è visitabile  tramite questo link: https://www.louvre.fr/en/visites-en-ligne

(articoli di DOVE, allegato del Corriere della Sera, 17/18-04-2020)

“VAL D’ ADESE” di Berto Barbarani

I

Dopo de aver lassado quel paese

dove che dorme stofegado un sigo

par ‘na vecia rosaria de pretese

che guai se le disesse- e no le digo,

parchè za me capisse quei che lese

mi e me fradel dotor, co n’ altro amigo

omo de testa e gran pitor de cese

èmo fato una tapa a OSSENIGO

E, molando ‘n ocià per la Vàlada

dove l’Adese va lustrando la via

le scarpe e i monti che ghe dà la strada ,

dopo gnanca l’ afar de un quarto d’ora

èmo visto la ferovia,

co le tedesche che vardava fora

II

Che matina de passe! No se sente

altro ciasso che quel dei campanei

de un par de cari che ne passa arente

carghi de asse e rossi de quarei.

Semo in carossa. Nissun dise gnente;

l’aria fina stùssega i çervei,

fin che trotando n’è saltado in mente

de fermarse davanti a du restei….

Qua un ciacolàr de pàssare contente

su par le crosse, ne cantava in çento:

Quanta gente che more, quanta gente!

O bel camposantin perso par la strada,

morir onesti e capitarte dentro,

no, la morte no l’è sta gran sècada!

III

E avanti un toco. La val se destende

longa e scura su l’ Adese che core,

e, de quel passo che l’ ombrìa se arende,

un sol tardivo va sùgar le fiore.

No gh’è palassi, parchè el sior no spende

ma pore case e musi da pastori,

e boschi e sassi e sengie che no rende

e in meso ai boschi una canson che more

“Oh Barcariol, bel Barcariol de trento,

imprestème la vostra barchina

che la me dona la vol saltarghe drento!”

I fili del telegrafo, destesi,

ne acompagna, man man che se camina

insegnandose i nomi dei paesi

IV

Qua l’è Beluno in testa a la valada,

col Sol d’Italia che ghe bate ai veri;

più in qua Ossenigo se trova su la strada,

più in qua Rivalta, de fassada a Peri.

Ciese a ramengo, quasi sensa intrada,

campanileti che no g’ ha pensieri,

picoli, svelti, pronti a la sonada, come una compagnia de bersaglieri…

Sia Pasqua che Nadal ghe meta in mente

che Dio l’è nato drento in te ‘na tana,

e po’ l’è morto par la pora gente.

Sia che i todeschi che ven zo a Verona

e le campane che scampana, scampana,

fin che dai forti gh’è el canon che tona!

V

Ciaccolè, ciaccolè pure campane,

che in fin dei conti sì comari oneste

e se a sto mondo gh’è miserie umane,

l’è che ghè più batocoli che teste.

Quel l’è Brentin, che vive de arie sane

drento a un nio de boscheti che lo veste,

coi pitàri che canta dele feste

ed i prà che beve dalle fontane.

E in çima a un crepo, che te spaca el monte

par de passo ai gran comodi de un progno

che move le rude e far cantar i molini;

su da na scala de mile scalini, tajà vivo e che sta su per un sogno,

‘na Madoneta fa le grassie sconte!

VI

Se mi g’ avesse du cavai che trotta,

che sgolasse per aria al me comando,

come se sente sul camin che scota,

ne le rosarie, che i ne va contando:

de sentiero in sentier, de grota in grota,

de sengia in sengia sempre galopando ,

par strada giusta o su la strada rota,

a seconda del çervel se va pensando,

ora in cima ad un gran monte, ora zò in fondo

de un precipissio dove l’acqua la russa,

e in nome de la vecia poesia,

su tute le montagne se sto mondo

vorìa piantarghe una canson che slusa

e una bandiera che la fusse mia!

VII

E, fato forte de sti gran tormenti,

de grandessa, che in giro, eco me mena

se manca l’acqua, ponzarghe la vena

ai monti alti e far stabilimenti

descuerzàr cave de ori e argenti

finchè la gente la de fusse piena

parchè ci suda a sfadigar la schèna

no g’ abia a subir altri bastimenti

E, fate çento cesoline d’ oro,

dessemenade in çima ai monti e atente

a cantar la gloria in punto a mesodì,

tra marmi e sede del più bel laoro,

cassarghe drento a benedir la gente,

quela madona che me intendo mi!

VIII

El campanil de Rivoli se impissa,

col sol d’ Italia che de drio se sconde:

e dai forti, eco, che in aria se indrissa

altri foghi, che altri ciari risponde

E brusa tuta la Valada, e a bissa

boa spiuma l’Adese – e le onde

soto el sol le te par polèere bionde

che salta intorno a la cavalerissa

Qua Napolìon ga vinto ‘na battalia!

Ma de note, se ve de a luna bassa

pronti a ciamarse e dimandarse scusa

soldadi morti in meso alla mitralia

che le vento eterno de sti loghi spassa

par Cerain portandoli a la Chiusa

IX

Fèrmete, Nane, fèrmente na s-cianta

che guardemo ben ben questa maraveia!

L’ Adese in corsa, quà, par che el se incanta

come un vecio pastor che se indormensa

soto la capa del camin, che sfanta

tuti i dolori de la so fameia,

e gnanca el grio par no sveiarlo el canta….

nè la paura de sti monti a pico

nè la ferada che ghe russa in fianco

nè le sfuriade che ghe bate el vento

nè le memorie del gran tempo antico

quando le mule col vestito bianco

portava a spasso i Vescovi a Trento

X

Eco el Forte de Rivoli, che leva

alta la testa, e quel de Monte, e a sanca

quel de Cerain che quasi gnanca,

tanto l’è basso, no el se vedeva

Eco Gaion da la bareta bianca,

col so camposantin che par che el beva

l’acqua fresca de l’ Adese, e el riceva

tuto quel sol che da la Ciusa manca

Quel l’è volargne e quel l’è Domeiare,

e Sant’ Ambrogio di Valpolesela

co i marmo rossi de le so preare

Dopo, l’Adese va per loghi sconti

traversi campi de Verona bela,

bagnando rive e saludando ponti….

(Berto Barbarani, 1902; pubblicata su “Il secolo XX)

Grazie a “l’arena domila”, sito web di cultura ed interesse in dialetto veronese

http://www.larenadomila.it/sito/l%C3%A9ngua/el-grande-museo-barbarani/poesie-si%C3%A9lte.html#val-d-adese PER LA PARAFRASI DELLA POESIA

GRASSIE AL DIRETTOR

I buoni suggerimenti di InValdadige per #stareacasa #manonsuldivano #laculturanonfapaura

Come vi avevamo detto, nella preparazione dell’ articolo da noi redatto (che alla fine sarà una riunione di fonti autorevoli e dove per i suggerimenti e le risposte a domande inevase dai giornali di medicina e di comportamenti ringraziamo in anticipo il dott. Stylianos Nicolaou, Direttore del Dip. di Psichiatria Nord di Bussolengo e della psicoterapeuta in forze dott.sa Laura Cisorio), se avessimo trovato nel frattempo qualcosa per VOI, per tenervi a casa senza annoiarvi, lo avremmo postato subito.

Come potete immaginare la vita ai tempi del Cod-Vid SARS2 19 ha sconvolto anche i nostri piani e, come tante ‘aziende’ abbiamo riconverito la nostra missione in una missione d’ emergenza: tenervi SALVI, non impanicati e NON DEPRESSI.

Per cui ecco qui alcuni link che portano ad interessi da poter seguire a casa direttamente dal blog ‘Alley Oop, l’altra faccia del Sole” del Sole24ore: non sappiamo se lo conoscete ma “Alley” è un vulcano di idee ma sempre con i piedi per terra come si confà ad un simile giornale. Ed eccovi la SUA lista di idee per oggi riassunta da noi in un piccolo vademecum.

  • STUDIA, FORMATI. https://www.coursera.org/ ha messo a disposizione migliaia di corsi online di ogni genere: lingue,graphic design, corso di fotografia ORGANIZZATO DAL MOMA DI NEW YORK!
  • LEGGI. Su https://solidarietadigitale.agid.gov.it/#/, il link di Solidarietà digitale messo a disposizione dal nostro Governo, (già citato nel primo articolo de l’ Emergenza da questo blog) pagina 4 vi sono le case editrici che hanno messo a disposizione RIVISTE E EBOOK GRATUITI. Se vi sembra una ripetizione perchè il link è uguale, NON LO E’ perchè la pagina di Solidarietà Digitale è in continua evoluzione, come noi.GUARDA FILM: quasi tutti ormai abbiamo una piattaforma streaming, sia Netflix, Prime Video, NowTV, SkyGo, Raiplay (che non sottovaluteremmo visto gli interessantissimi podcast sulla Storia come “Mille papaveri rossi”), Disney plus: ebbene abbiamo già segnalato la cineteca di Milano e ora segnaliamo grazie alla grande Alley, https://cinema.everyeye.it/ che insegna come districarsi tra le offerte gratuite senza poi essere ‘fregati’ dall’ inizio dell’ abbonamento e vi trova ogni cosa su ogni piattaforma.
  • http://www.beunsocial.it/ BEUNSOCIAL forse vale più per i giovani adulti, abituati e cresciuti al digitale: si tratta di un piccolo calendario dell’ avvento fuori stagione #25giorniacasa con un compito da svolgere ogni giorno: un compito, in fondo, è ciò che chiediamo.
  • SCRIVI UNA LETTERA AL TE DEL FUTURO, su https://www.futureme.org/ e prevedi quando leggerla: tra 1,3,5 anni, quando sceglierai tu
  • QUESTO NON E’ TEMPO PER LA POLEMICA: WIKIHOW ci può rispondere con tutorial per non irritare le persone polemiche ed un altro per smettere di essere polemiche. Dopo questi step sarete pronti al tutorial per CRITICHE COSTRUTTIVE ;D
  • Una poesia al giorno: non dimentichiamoci della nobile arte del poetare, spesso incompresa e commovente perchè con parole cura, lenisce e ci tocca. https://it-it.facebook.com/poesiacrocettieditore/ vi riempirà lo spirito e, di conseguenza anche il corpo

Amici, per oggi è tutto: come vi abbiamo detto stiamo lavorando su un articolo davvero mastodontico per le nostre forze che non sono nè di psicologi nè di sociologi nè di psichiatri ma siamo stati ben aiutati dai dottori sopracitati della Ausll 9 Scaligera ad orientarci e con qualche suggerimento.

Ci spiace farvi attendere ma come avete capito noi vogliamo essere più che sicuro di come trattare argomenti per noi ostici: chi è stato intervistato sa quanto puntigliosi possiamo essere, quasi al limite del fastidio: ma le cattive informazioni, oltre al virus, ci hanno portato qui e noi vogliamo essere migliori di loro.

UN ABBRACCIO, AMICI DELLA VALDADIGE, AMICI DI FUORI, AMICI D’ITALIA

InValdadige Staff ❤

Buona domenica, amici della Valdadige e non!

Probabilmente penserete che siamo impazziti: “Quei tre\quatro mati i ha passà massa tempo davanti al pc e no i se accorse che ghè la pandemia e no se pol endar fora, allora endo ela la bona domenega?!?!?”

Noi vi rispondiamo che convenzionalmente la domenica è il giorno preposto per divertimento e cultura e, grazie alle iniziative #laculturanonfapaura #iorestoacasaconlacultura già postati due giorni fa e che trovate qua sotto valdadigeverona.travel.blog/2020/03/13/iorestoacasaconlacultura/ se ne aggiunge un’ altra meravigliosa ripescata da un “ArtTribune” di 12/02/2020 con una mostra virtuale sul fiammingo Van Eyck.

Perciò sù, non cambiamo abitudini, anzi miglioriamoci ed andiamo a musei! Facciamo che questo virus ci cambi in meglio, ci fortifichi, ci renda più acculturati: così potremo fargli un bel gesto dell’ ombrello quando sarà debellato!! TUTTI AL MUSEO!

(e non dovete neppure prepararvi i panini)

Tutta l’opera di Jan van Eyck online. Un sito permette di osservare i quadri da vicino

   By Desirée Maida -12 febbraio 2020

SI INTITOLA “CLOSER TO VAN EYCK” IL SITO INTERNET SU CUI È POSSIBILE FRUIRE GRATUITAMENTE DI DIPINTI E MINIATURE DEL MAESTRO FIAMMINGO. CON UNA PARTICOLARITÀ: UNO ZOOM AD ALTISSIMA RISOLUZIONE PERMETTE DI OSSERVARE OGNI SINGOLO DETTAGLIO DELLE OPERE

Closer to van Eyck
Closer to van Eyck

Sempre più spesso, negli ultimi anni, assistiamo a progetti che coniugano beni culturali, arte contemporanea e Internet, nati con lo scopo di documentare, archiviare e promuovere online collezioni, musei, mostre e patrimoni altrimenti difficilmente fruibile da appassionati e studiosi di ogni angolo del pianeta. Tra i progetti più noti, sono senza dubbio quelli nati in collaborazione con Google Arts & Culture, una sorta di museo virtuale in cui sono archiviate milioni di opere d’arte di ogni epoca, con relative schede tecniche, contenuti multimediali e link. Tra i progetti di Arts & Culture rientrano, tanto per fare qualche esempio, la retrospettiva virtuale che Google ha dedicato a Frida Kahlo, Faces of Frida, e Open Heritage, piattaforma che mappa e crea modelli 3D di aree archeologiche difficilmente visitabili a causa di guerre o rischi ambientali; l’API del Met di New York, l’application program interface che rende fruibili e scaricabili gratuitamente le immagini delle opere della collezione del museo; Meet Vermeer, la prima retrospettiva online dei dipinti di Vermeer organizzata in collaborazione con il Mauritshuis Museum all’Aia; o ancora la mostra virtuale sulla collezione della Civiltà Maya conservata al British Museum di Londra. Un progetto che coniuga storia dell’arte, restauro, tecnologia e divulgazione online è anche quello promosso dal Royal Institute for Cultural Heritage (KIK-IRPA) di Brussels: un sito in cui è possibile studiare, osservare e scrutare ogni singolo dettaglio dei dipinti e delle miniature di Jan van Eyck.

Closer to van Eyck
Closer to van Eyck

IL SITO CLOSER TO VAN EYCK

VERONA (Van Eyck Research in OpeN Access) è il titolo del progetto del Royal Institute for Cultural Heritage che permette gratuitamente a tutti gli utenti di Internet di osservare i capolavori del maestro fiammingo ad altissima risoluzione. Il progetto VERONA ha lanciato così un nuovo capitolo nella ricerca di dipinti di van Eyck e del suo atelier, grazie all’osservazione ravvicinata delle opere che ne hanno permesso nuovi spunti di studio e di ricerca. I dipinti sono stati fotografati usando la macrofotografia (con luce normale, luce radente, luce infrarossa e fluorescenza UV) e, in alcuni casi, anche la fotografia a raggi X e la scansione macro-XRF. Tra i capolavori adesso fruibili online su Closer to Van Eyck è il celeberrimo Libro d’ore di Torino – Milano miniato da van Eyck: i fogli della Biblioteca dell’Università Nazionale di Torino, che furono parzialmente bruciati nel 1904, possono ora essere visualizzati a colori per la prima volta. Tutte le opere digitalizzate sul sito, inoltre, saranno protagoniste il prossimo autunno di Facing Van Eyck. The Miracle of the Detail, mostra interattiva al BOZAR – Center for Fine Arts a Brussels.

I CAPOLAVORI DI VAN EYCK ONLINE 

Di quanti e quali opere è possibile fruire su Closer to van Eyck?  Si parte del celebre Ritratto dei coniugi Arnolfini fino al presunto Autoritratto di Londra (National Gallery), il San Francesco di Torino, la Crocifissione di Venezia, due pannelli d’altare di New York e una serie di opere meno conosciute che emulano van Eyck. In tutto le opere sono una trentina, e per ognuna di esse è possibile fruire dello zoom, mettendo così a confronto anche opere di dimensioni diverse.

– Desirée Maida 

www.closertovaneyck.kikirpa.be

#IORESTOACASACONLACULTURA

Dimentichiamo per un attimo che c’è questo virus schifoso e la pandemia: pensiamo che abbiamo occasioni fuori dal comune per visitare posti che forse non avremmo mai visto o avremmo visto solo a grande costo e con fatica.

(poi parleremo, a carte ferme, del PERCHE’ QUESTE COSE NON SONO STATE FATTE PRIMA, visto le possibilità ci sono: smart working che molti di noi stanno usando, edizioni digitali, musei digitali, film e musica gratuiti…. Dopo ricordiamocene e facciamo i conti. Per ora APPROFITTIAMONE, il patrimonio mondiale Unesco è NOSTRO, non dimentichiamolo mai)

  1. Pinacoteca di Brera – Milano https://pinacotecabrera.org/
  2. Galleria degli Uffizi – Firenze https://www.uffizi.it/mostre-virtuali
  3. Musei Vaticani – Roma http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/catalogo-online.html
  4. Museo Archeologico – Atene https://www.namuseum.gr/en/collections/
  5. Prado – Madrid https://www.museodelprado.es/en/the-collection/art-works
  6. Louvre – Parigi https://www.louvre.fr/en/visites-en-ligne
  7. British Museum – Londra https://www.britishmuseum.org/collection
  8. Metropolitan Museum – New York https://artsandculture.google.com/explore
  9. Hermitage – San Pietroburgo https://bit.ly/3cJHdnj
  10. National Gallery of art – Washington https://www.nga.gov/index.html

#IORESTOACASA #CONLACULTURA

La pagina Facebook del Museo Egizio di Torino ospita brevi video nei quali il direttore Christian Greco commenta alcuni oggetti della collezione in una prospettiva che tenga conto dell’attuale emergenza. Si comincia con l’attualissimo scambio di lettere tra due scribi, padre e figlio: il primo preoccupato per la mancanza di notizie, il secondo rassicurante anche se un po’ sbrigativo.
Ha scelto di utilizzare i canali social anche la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia: basta andare alla ricerca degli account Facebook, Instagram, Twitter e LinkedIn per imbattersi in una serie di presentazioni virtuali dedicate ai capolavori custoditi a Palazzo Venier dei Leoni, alla vita della leggendaria Peggy e alle mostre in corso.
A Bologna Palazzo Bentivoglio ha deciso di tenere sul proprio account Instagram un diario virtuale della mostra “Vestimenti”, che si sarebbe dovuta concludere il 19 aprile: fino a quella data, ogni giorno, verrà pubblicata un’opera dell’artista Sissi. (fonte: Avvenire.it, 12/03/2020)

Infine anche Lo Schermo dell’Arte offre una proposta attiva di condivisione pubblica che porta l’arte e la cultura nella vita quotidiana. Con lo streaming gratuito di alcuni film d’artista del suo archivio, e grazie alla partnership con MYmovies e alla generosa concessione delle opere da parte degli autori. Dal 12 marzo al 3 aprile 2020, in streaming gratuito sulla piattaforma MYmovies.

La Fondazione Musei Civici di Venezia offre una proposta veramente articolata e davvero interessante, perfetta per tenere occupati sia bambini che adulti. Cominciate a esplorare da qui. (Fonte: Controradio.it, 12/03/2020)

La scommessa che in questa fase di emergenza e di forzata clausura domestica va raccolta dalle televisioni, in primis quella pubblica, dalle radio, dai siti web (penso ad esempio al sito del FAI sul quale proprio chi scrive sta proponendo un “viaggio nell’Italia virtuosa”, nel quale si illustrano tanti casi pochi noti di gestione dal basso del patrimonio culturale diffuso in tutto il nostro Paese da parte di associazioni, piccole società, fondazioni, professionisti dei beni culturali). (Fonte: Huffpost, 12/03/2020)

“BIBLIOTECA DELLA VALDADIGE”: un agognato spazio per la cultura ed un sogno realizzato per il nostro Territorio

Buona domenica amici Valdadensi e non.

Negli recenti anni la nostra amata Valdadige ha visto finalmente realizzato il sogno di una Biblioteca sul territorio, anzi: per consolarci degli anni passati ad anelare che arrivasse anche da noi questo ottimo sistema, invidiando gli amici del vicino Trentino per la sede di Avio, le sedi della “Biblioteca della Valdadige” si sono ‘fatte in due’, una a Volargne ed una a Rivalta, una per Comune.

Appartenenti al SbpVR, Sistema Bibliotecario della Provincia di Verona (uno dei migliori d’Italia, parola di ex esaminandi di Biblioteconomia), esse sono veri e propri portali (“hub”) dai quali ritirare ogni libro si voglia ordinare dalle biblioteche di tutta la provincia appartenenti al SbpVR.

Coordinate dalla Cooperativa Hermete, che non è nuova ed ha giocato un ruolo fondamentale nella loro nascita, e site in spazi preposti dai Comuni, la Biblioteca della Valdadige non ha agito solo con spazi dedicati alla lettura ed ai libri, ma anche con iniziative per i giovani dei Comuni con spazi di crescita e laboratori.

Andiamo a conoscere meglio il loro lavoro nella figura della Coordinatrice della ‘Biblioteca della Valdadige’ di Volargne, Nicoletta Banterle, che si è offerta di darci lumi sulla loro nascita e sulla loro crescita.

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(InValdadige): “Buongiorno Nicoletta: ci puoi raccontare come è nata la collaborazione con i nostri due Comuni che ospitano le sedi, ossia Brentino Belluno e Dolcè, sfociata in questa bellissima iniziativa della Biblioteca della Valdadige (Volargne e Rivalta)? La Valdadige è stata per molto anni senza una biblioteca ed ora si trova ben due “hub” del Sistema Bibliotecario della Provincia di Verona dal quale si possono ordinare libri e farli recapitare nel punto scelto (nel nostro caso Rivalta o Volargne). Mi avete accennato ad un‘idea del professor Viviani, può dirci di più?”

(Nicoletta Banterle): “L’idea originale è stata, appunto,del Professor Viviani, ex Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Rivalta- Peri- Dolcè- Volargne, che ha sollecitato fortemente i Comuni di Brentino-Belluno e Dolcè per la creazione di una biblioteca, spingendo per avere delle biblioteche interne alle scuole ma aperte alla cittadinanza (come poi è avvenuto, ndR). Ne è nato presto un progetto scritto dalle Scuole e dai Comuni, i quali si sono rivolti alla Fondazione San Zeno per un finanziamento riguardante l’acquisto di libri per la fascia bambini – giovani adulti ( 03- 15 anni).

Le due sedi preposte sarebbero dovute essere la Scuola primaria di Volargne e la scuola primaria di Rivalta, poi la prima scelta è stata cambiata (ora il polo di Volargne si trova all’ infopoint, attistante la Chiesa di Volargne) per un esubero di classi nella scuola di Volargne. La scelta del professor Viviani, col quale abbiamo collaborato fin dall’inizio, di rivolgersi a noi (Cooperativa Hermete) è stata indirizzata dal fatto che avevamo già una forte collaborazione, occupandoci dei servizi socio- educativi del territorio di Dolcè. Invece, l’ indirizzo di tale spinta del professor Viviani è riconoscibile in quanto,essendo stato in passato Presidente della Libera Università della Valpolicella,ebbe l’incarico della risistemazione della Biblioteca di Sant’ Ambrogio di Valpolicella ed ebbe da noi supporto per la ricollocazione dei volumi. Per cui una collaborazione proseguita naturalmente e sfociata in questo progetto di “Biblioteca della Valdadige” che il professore ha tanto voluto.

Io, essendo una delle referenti del progetto, sono andata personalmente nelle varie scuole, in particolare alle Medie di Peri che conservavano il grosso dei volumi, per catalogare i libri già esistenti e poi, con il supporto dei docenti, stilare una “lista di acquisti” e poi catalogati. Mentre questo lavoro veniva fatto, i Comuni iniziarono un dialogo con la Provincia, essendo allora “gestore” del Sistema Bibliotecario della Provincia di Verona (cui sono seguite molte vicissitudine burocratiche che salteremo; basti far notare che l’ attuale gestore è ancora il Sistema Bibliotecario della Provincia di Verona), per aprire la Biblioteca della Valdadige.

Per fare parte del SbpVR (abbrevieremo in SbpVr, d’ora in poi, il Sistema Bibliotecario Provincia di Verona, ndR), infatti, occorrono delle caratteristiche ed obblighi cui sottostare.”

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(IN):” Ti va’ di spiegare quali sono gli obblighi e\o caratteristiche che una Biblioteca deve possedere per far parte del SbpVR, visto sembra un progetto piuttosto ambizioso?”

(N.B): “Dunque, due aspetti fondamentali per far parte del SbpVR è che la Biblioteca deve essere aperta per 12 ore del suo orario settimanale da parte di personale formato e non da volontari; l’altro è che l’amministrazione Comunale a cui fa capo la Biblioteca metta a disposizione un bilancio di di 0,33 cents per abitante del Comune per l’acquisto dei libri; sono fiera di dire che bilancio di Volargne supera nettamente i pre-requisiti.”

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(IN):”Da quando sono state aperte ufficialmente le sedi della Biblioteca della Valdadige?”

(N.B.): “La Biblioteca della Valdadige è stata inaugurata con grande soddisfazione il 6 maggio del 2017.”

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(IN): “La Biblioteca della Valdadige nella sede di Volargne gode di un’ ottima posizione; non solo la vicinanza alle scuole, ma anche l’apertura della spettacolare ciclabile la pone in una posizione “strategica” per l’avvicinarsi della popolazione.”

(N.B.): “Sì, la gente passa per andare alla ciclabile, oppure viene anche da Ceraino e Dolcè a piedi, ed entra; molti lettori sono però già stati “abituati” con la Biblioteca di Sant’Ambrogio di Valpolicella che appartiene a sua volta allo stesso Sistema, con interprestito tra le varie biblioteche del veronese, per cui sono solo “migrati” trovandosi più vicini. Oltretutto i volumi possono essere restituiti in qualsiasi biblioteca del Sistema, per cui si crea una collaborazione tra le varie.”

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(IN): “Se qualcuno volesse donare dei libri, per aiutare, come dovrebbe fare?”

(N.B.): “Per poter donare dei libri bisogna rivolgersi al referente della Biblioteca cui si vuole fare la donazione, poiché ogni sede ha un suo Regolamento interno: ovviamente non si accettano testi scolastici, doppioni, e libri malconci (ammuffiti o rovinati); per molto tempo le persone non hanno recepito questo messaggio di “filtrare” le catalogazioni perchè, ovviamente, gettare un libro al giorno d’oggi sembra un gesto molto brutto, al punto che al mattino trovavo scatoloni di libri “abbandonati” all’ apertura della sede. Purtroppo dobbiamo anche fare i conti con gli spazi che abbiamo a disposizione, per cui non abbandonateci i libri arbitrariamente, contando che andranno automaticamente catalogati, ma chiedete sempre al referente della biblioteca cui intendete rivolgervi per la donazione di aiutarvi e trovare una soluzione.”

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(IN): “Come si può riuscire ad avvicinare I bambini alla lettura, non essendo in primis I genitori abituati alla presenza di una biblioteca sul posto?“

(N.B.): “Una cosa per la quale ci battiamo sempre è l’educazione fin da piccoli alla lettura ed al prestito bibliotecario: non nego sia importante vedere in famiglia un adulto con un libro in mano, ma la spinta più forte credo venga da un’ educazione fin da piccolissimi. Ho avviato molte collaborazione con i nidi e con le primarie: credo molto che il futuro del successo di queste biblioteche dipenda da questi progetti che poi, paradossalmente, i piccoli trasmetteranno ai grandi.”

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(IN): “Come potremmo, viceversa, avvicinare gli anziani al Sistema Bibliotecario ed all’ Interprestito, non essendo molto ferrati nell’ ordinare da soli i libri e per cui portando come conseguenza la resa, mentre molti anziani sarebbero proprio nella condizione della vita di poter finalmente leggere?”

(N.B): “Quella che per noi è una risorsa (usare la biblioteca come portale per farsi arrivare libri da tutta la Provincia) e che usiamo facilmente può essere,comprensibilmente, una difficoltà nell’ anziano non abituato neppure a considerare la Biblioteca al di là dello spazio fisico che vede: per consigli, per ordinarli, per richieste, è sempre bene chiedere al bibliotecario senza vergogna, che spesso saprà anche consigliare nelle scelte, cercare il libro e anche suggerire dei libri che potrebbero interessare sulla scia degli interessi della persona.

Non solo, possiamo suggerire l’acquisto se il libro non si trova nel Sistema e lo si giudica particolarmente utile, che possa servire a tutti, e devo dire che l’Amministrazione del Comune di Dolcè ha sempre accolto il budget acquisti che ho proposto senza fare ulteriori controlli né proteste. Come detto, siamo ben oltre il budget previsto di 0,33 cents\persona previsto.”

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(IN): “Un’ultima domanda un po’ maliziosa: ma tutti questi libri di Storia locale (es: “Dolcè”, “Valdadige”, “I forti di Rivoli” tanto quanto gli scrittori locali, frutti di donazioni) sono presi a prestito o sono qui un po’ per dovere?”

(N.B.) “ (ride) Effettivamente non sono molto presi a prestito, ma dovremmo essere più ricchi in realtà di storia locale: spesso a scuola si danno ricerche sul Territorio e noi non possiamo soddisfare ciò che viene chiesto nelle Scuole stesse, questo è un peccato. In compenso ho convinto una personalità come Bepi Sartor, uno dei più significativi poeti locali, a donare alcuni libri di poesia di autori dialettali, con qualche piccola condizione quale che vengano ben mostrati all’ interno dello spazio a disposizione, per conservare e poter usare la sua letteratura in tutta la Provincia. Un utente di Vigasio potrà così chiedere, normalmente, un libro di Sartor grazie a questa donazione.”

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Con questa piccola grande vittoria di Nicoletta, che abbiamo anche osservato al lavoro durante questa intervista e che confermiamo sia molto apprezzata ed affezionata dai suoi “clienti” lettori, chiudiamo e vi invitiamo ad unirvi alla ‘Biblioteca della Valdadige’ in una delle sue sedi; a Rivalta alle scuole primarie (giovedì 15.00\18.00 e sabato 09.30\12.30) e a Volargne all’ InfoPoint antistante la Chiesa (martedì 14,30\18.00 e venerdì 09,30\12,00). Basta un documento valido per registrarsi.

Grazie al Sistema della Biblioteca della Provincia di Verona, vi ricordiamo, è possibile trovare o richiedere qualsiasi libro desiderate (anche da soli, con l’account dato dalla tessera) chiedendo alla referente presente in Sede, e ritirarlo all’arrivo, nonché riconsegnarlo in QUALSIASI sede dell’ SbpVR.

Grazie a Nicoletta Banterle ed alla Cooperativa Hermete per la loro disponibilità per questa prima intervista.

Alla prossima e buona domenica, amici .