La quarantena a metà: facciamo un punto assieme.

NO PAURA, NO CATASTROFISMO, NO SVENTATEZZA; siamo fieri di voi, amici della Valdadige, per il comportamento tenuto e non serve lo ripetiamo.

Questo è un semplice bilancio di metà quarantena con l’ aiuto di professionisti, da fonti attendibili, e se la vedete nera VI ricordiamo: IL FUTURO NON E’ MAI SCRITTO, anzi LO STIAMO SCRIVENDO NOI PROPRIO ADESSO.

Spero ci perdonerete l’ esserci buttati in un articolo che non rientrava nelle nostre competenze ma ne sentivamo il dovere.

Lo sentivamo perchè Voi potreste avere problemi, NOI li abbiamo avuti e sentiti, perchè VOI non dobbiate rischiare appena finito tutto, perchè STIATE BENE.

Ovviamente vi sono parti non molto leggere ma prendetelo per ciò che è: una analisi di una situazione INCOMPLETA ED INEDITA.

Perdonateci il peccato di presunzione di aver voluto scrivere di una cosa così grossa ma, anche se non ci perdonate, LEGGETE I CONSIGLI.

Sapete che come sito ci siamo riconvertiti al vostro svago\idee\restare a casa, per cui FIDATEVI DI NOI. E dei professionisti che ci hanno seguito.

BUONA LETTURA di uno dei primi pezzi semiartigianali di INVALDADIGE curato da tutto l’INVALDADIGE STAFF per la prima volta.

Buongiorno, amici della Valdadige e non.

Siamo ad punto cruciale, quello che in inglese si dice “pivot point”: siamo a metà quarantena e STIAMO PER RAGGIUNGERE LA CURVA DI PICCO.

Sì lo sappiamo che la fine ufficiale è fissata per il 03 aprile di una bellissima primavera metereologica ma sappiamo anche che il picco è stato raggiunto più tardi di quanto previsto quando adottate queste misure decreto STRAORDINARIE.

La situazione inizia a farsi sentire per tutti: abbiamo assistito a scene di isteria, di pianto, di ricerca consolazione tramite il nostro Messenger e noi abbiamo cercato di rincuorarvi tutti, che spesso vi siete vergognati alla fine di un pianto liberatori, dicendovi che E’ PERFETTAMENTE NORMALE.

A volte non ci siamo riusciti e ci spiace: questo sito era nato con ben altre intenzioni e non siamo esperti in certe situazioni, abbiamo riconvertito tutta la funzione del sito riguardante la Cultura della Valdadige in #laculturanonfapaura nelle “VARIE ED EVENTUALI” per aiutarvi a stare a casa senza essere demoralizzati.

Non siamo in una torre di cristallo e per quanto evitiamo le brutte notizie alla tv (noi l’ abbiamo spenta circa da due settimane e non ne siamo grandi fans neppure dei TGstreaming) veniamo a sapere le cose tramite FB perché non siamo stati svelti a bloccare i canali ed esso stesso è un nostro canale.

Abbiamo ogni sera ascoltato con ansia il bollettino in diretta della Protezione Civile e cogliamo l’occasione per ringraziare Renzo Andreoli del nucleo Dolcè\Pastrengo e Giulio Divino di Brentino Belluno per aver risposto alle nostre domande spesso insistenti e per il loro inestimabile lavoro non solo fisico ma anche evitante ondate di panico.

Ringraziamo i Comuni di Brentino Belluno e di Dolcè nelle persone dei loro Sindaci, ogni sera pubblicando bollettini di contagi e rassicurandoci anche con video: sono ammirevoli e stanno amministrando bene una situazione totalmente inedita nella nostra storia.

Quasi tutti noi hanno abbandonato la politica e pensato meno al lavoro, purtroppo dovendo preoccuparsi di più i lavoratori autonomi di cosa succederà economicamente e qualche scemo che, per stare a casa, si lamenta che perderà le vacanze a Riccione per la quarantena: noi gli diciamo che da morto la Riviera Romagnola non applica sconti, e scusate la franchezza ma certe cose non si possono sentire di fronte a coloro che sono obbligati ad andare a lavoro e, ne siamo certi, leggerebbero più volentieri questo mattone sul divano.

**********(ALERT, NO MINORI DI 14 ANNI)*****************************************************

Abbiamo visto il corteo di camion militari da Bergamo sulla quale han dovuto dirottare mezza Lombardia portare le bare, abbiamo sentito personalmente infermieri che ci hanno detto in lacrime della fine che si fa con questo virus: lucidi fino alla fine del soffocamento, isolati, cremati, la famiglia non può vederti, anziani e adulti che piangono perché vogliono vedere la famiglia e la famiglia vuole vedere il parente e non può.

Neppure da morto.

Scusate se ve le diciamo, queste cose.

Ma non è una banale influenza.

Dobbiamo ribadirlo spesso anche spaventandovi; ci spiace, ma DOVETE RENDERVENE CONTO, anche se la Valdadige, non la finiremo mai di ribadirlo, ha agito ottimamente e noi siamo fieri di essere suoi cittadini come Voi.

*********(fine ALERT MINORI DI 14 ANNI)*******************************************************

PERCHE’ ABBIAMO VISTO GENTE AMMASSARSI AL LAGO DI GARDA, ABBIAMO VISTO IL SINDACO MAZZURANA CHIUDERE LA CICLABILE DEL SOLE PERCHE’ C’ERANO ASSEMBRAMENTI DI CICLISITI!!!

Perciò dobbiamo dirle queste cose!!

Non useremo le parole del Presidente del Consiglio sul riabbracciarci ma una frase di un film famoso:

“DOBBIAMO RESISTERE PERCHE’

LA NOTTE E’ SEMPRE

PIU’ BUIA PRIMA DELL’ALBA”

La nostra alba sarà diversa, vivremo in un mondo diverso che stiamo iniziando a costruire ora, da casa, e sarà molto più bello perché il mondo prima stava andando molto velocemente alla malora e ci stava mettendo su un treno diretto per “maloraland”.

Ma le previsioni per il futuro sono ancora lontane: per ora proviamo a fare un punto della situazione, aiutati dalla dott.ssa Laura Cisorio (psicoterapeuta esperta in Disturbi Post Traumatici da Stress – trattamento EMDR in struttura privata collaborante volontaria ai numeri di supporto) per districarci in argomenti non sempre chiari e passaggi oscuri, e preservare la bontà delle fonti.

Un’ ultima cosa: se vi state chiedendo perché ci stiamo accingendo a questo compito difficoltoso, non inerente alla nostra preparazione e anche doloroso, vi risponderemo semplicemente: perché dobbiamo far sapere alla Valdadige in modo chiaro come il virus, la pandemia, la quarantena ci sta cambiando e perché non vogliamo che vi sentiate sperduti e spaventati: perché ciò che tentiamo di fare ha trovato conferma e vogliamo l’ ufficialità.

Perché siete la nostra gente, perché camminiamo in mezzo a voi (non da due settimane, ovviamente), perché vi conosciamo e perché sappiamo che vi saranno cambiamenti epocali che potrebbero portare risonanze a lungo termine, anzi sarà certamente così.

E perchè vogliamo darvi non un faro perché non ne siamo in grado ma un lumicino di speranza, come abbiamo visto nei nostri paesi alla sera spesso, evocati dai parroci.

Perché siamo la VALDADIGE e se mai ci siamo riusciti nel passato questo è il momento di essere UNITI, ed uniti vuol dire anche questo, rischiare.

Per la VALDADIGE e per chi vi abita.

Speriamo Vi basti.

Buona lettura.

Il Centro Studi Erickson di Trento, autorità dal 1984 nel campo studi di educazione, didattica, psicologia, salute e benessere, ha fatto una prima lista di conseguenze psicologiche dell’ isolamento forzato: andiamo ora ad analizzarle e rapportarle, cercando dentro di noi se avvertiamo tali sintomi.

  • Alcuno di noi sono isolati non solo dagli amici ma anche dagli affetti più cari perciò attenzione: i rapporti umani sono spesso fonte di piacere poiché l’ uomo è un animale sociale ed ha il bisogno psicologico e quasi fisico di conforto, specialmente in questa situazione dove si sente ancora di più la paura. Fidanzati che non possono abbracciarsi per settimane, genitori, nonni, anziani che vivono in residenze sanitarie o case di riposo,amici.
  • Per gli anziani la cosa è particolarmente più gravosa, poiché sensibili al contagio più degli altri, e per i quali “stai a casa” significa essere privati del tutto di contatti umani ed affettivi e delle rare fonti di benessere e svago già alterate dal tempo.
  • La convivenza forzata può essere peggiore dell’isolamento : situazioni forzate, dove sono presenti convivenze complesse e non serene, coppie conflittuali o persino di violenze domestiche, separati in casa. Per tutte quelle persone avere rapporti esterni (bar, amici, shopping) alla convivenza forzata il ritaglio di questi momenti sono attività che garantiscono l’equilibrio psicologico, visto questi è già precario. (per le donne cui la quarantena può rivelarsi convivenza forzata 24\24 col carnefice, ricordiamo 1522 SEMPRE)
  • SOLUZIONI ALL’ IMPATTO DELL’ ISOLAMENTO: ovviamente molti di noi le hanno già attuate, ma preferiamo rivederle assieme a voi:
  • Videochiamate con gli amici, parenti, uso smodato del telefono per i parenti più anziani, persino avviare qualche persona fuori dal circolo ai social network, per averli più a portata di mano. Sentire tutti regolarmente ma non ossessivamente, anche persone che non si sentono da tempo: possono fornire nuovi spunti di come continuare la nostra vita e rinverdire amicizie o saldarne di nuove.
  • SE CIO’ NON BASTA meglio monitorare il proprio umore, cogliendo i segnali di un abbassamento in arrivo della qualità della vita: irritabilità, tristezza, sonno ridotto o disturbato, apatia, pensieri catastrofici. Non solo il nostro umore ma PRESTARE ATTENZIONE ANCHE A QUELLO DEI PROPRI CARI per evitare l’ alienazione e l’isolamento che potrebbero portare ad un insorgere della depressione: dove vi saranno chiari segnali di disturbi depressivi\ansiosi\psicotici sarà bene intervenire subito, cercando l’aiuto professionale (magari evitando i Ps o facendo una telefonata prima, ndR) via sedute online o anche allertando il medico di base, che saprà ben valutare; le Regioni e le Province hanno messo a disposizione molti numeri di volontari: USATELI, NON ABBIATE VERGOGNA, SIETE ANONIMI.

Aggiungiamo noi di INVALDADIGE STAFF: la tentazione è forte, specie per i più giovani, ma non sballate i vostri bioritmi con pranzi e merende improvvisate, non rimanete tutto il giorno in pigiama poiché a lungo andare potrebbe essere identificato con la malattia, non lasciatevi andare ed iniziate a programmare il futuro.

Alzatevi presto o se non alla solita ora almeno non tardi, vestitevi come sempre (ok, truccarsi anche no, ma dicono che un rossetto rosso dia un tono psicologico dell’ umore più alto nelle donne, ndR), datevi dei compiti, delle scadenze, un calendario, approfittate dei corsi\iniziative\mostre\pubblicazioni rese disponibili gratuitamente in questo periodo (delle quali abbiamo abbondantemente pubblicato: se li seguiste tutti avreste di chè passare quattro mesi di quarantena, altrochè uno!) e comportatevi normalmente pur tenendo le distanze.

La sciatteria porta all’ impigrimento che può portare alla depressione provocata: ovviamente sfogatevi, quando vi serve, ma poi riprendete la vostra vita in mano.

(Grazie all’ articolo di Gabriele Melli su Centro Studi Erickson, pubb. Il 14/03/2020)

Invaldadige Staff ❤

Forbes, prestigioso magazine di finanza, ha pubblicato giusto ieri un articolo su COME SARA’ LA NOSTRA VITA DOPO IL CORONAVIRUS basato su un report dell’Imperial College di 30 scienziati guidati dal professor Neil Fergusson: la guerra al Co-Vid 19 durerà il tempo di trovare un vaccino e sperimentarlo, mentre qualsiasi rilassamento nelle misure di sicurezza anticontagio farebbero di certo tornare alta la curva dei contagiati e morti.

L’ analisi del team di scienziati inglesi stima perciò un anno e mezzo, forse di più: inevitabile che le nostre abitudini saranno perciò stravolte in ogni caso con costi umani, economici e psicologici mai studiati prima, perciò senza risposta ma solo con tesi.

Francesco Costa, giornalista italiano, dice senza pochi giri che “la spiazzante velocità con cui sono cambiate le nostre vite compromette la nostra capacità di accettare che l’uscita da questa crisi non sarà così rapida quanto è stato il suo ingresso.”

Insomma, come ha detto il giornalista Maurizio Pedrini in un suo post illuminante, dopo non sarà possibile fare caroselli abbracciandoci e urlando “pooopopoppopooopooooo campioni del mondooooooooo” : dovremo stare in guardia per molto, moltissimo tempo, perchè ricordiamo che una minima parte della popolazione, anche alla fine della quarantena, sarà stata contagiata ed avrà sviluppato gli anticorpi (e ringraziamo che è una malattia refrattaria alla recidività).

  • ECONOMIA DEL CONFINAMENTO : il direttore di Technology Review (magazine del MIT di Boston) Gordon Lichtfield, presenta uno scenario in cui dovremo cambiare radicalmente ciò che facevamo prima del virus: come lavoreremo, faremo esercizio fisico, socializzaremo, educheremo i figli, ci prenderemo cura della salute. Prosegue poi dicendo che la maggior parte di noi non ha ancora capito ma lo farà tragicamente presto che le cose non torneranno alla norma il 03 aprile (come detto, data ormai superata, ndR) e neppure qualche settimana dopo né qualche mese. Vi saranno cose che non torneranno mai più.
  • La strategia dell’Italia di chiusura totale per appiattire la curva dei contagi è vincente e verrà adottata dai Paesi con più buonsenso ma porterà ad un alto impatto, quasi devastante, sulle nostre abitudini e non solo per proteggerci da questa ma per tenerci pronti ad una prossima pandemia che, ormai, sappiamo può avvenire. Secondo Lichtfield non ha perciò senso illuderci: ciò che ci capiterà non avrà precedenti nei prossimi 18 mesi e ci muoveremo in ogni campo in terra incognita: qualsiasi programma avremo da parte (matrimonio, viaggio, azienda) potrebbe risentirne: persino le Scuole potrebbero rimanere chiuse più tempo che rimanere aperte, con effetti mai osservati prima anche psicologi mancando la rapportualità dei bambini, fondamentale in età scolare. Lichtfield fa riferimento all’ emergere di una economia rinchiusa, un’ economia del confinamento, legata all’ on demand ed all’ ordinabile da casa, già in ascesa prima del virus; questa shut-in economy, già in ascesa prima del virus, è qui per restare e riempire molto vuoti che si creeranno.
  • Vivremo in un mondo di DISTANZAMENTO SOCIALE PERENNE per quanto descritto prima, facendoci dimenticare il mondo in cui vivevamo prima (oltre che sociale, l’ uomo è un animale adattabile per cui potremmo adottare questo modus vivendi senza accorgercene, ndR); per noi italiani una vera sofferenza, specie per il Sud.
  • Insomma, ci si prospetta uno scenario di un mondo algido, sospettoso e conformista? Non vi è ancora risposta, i dati sono ancora insufficienti: le tentazioni autoritarie si rafforzeranno, unite ad un basso livello di fiducia nella democrazia parlamentare: la sfida futura sarà definire regole e sistemi di controllo che bilancino la protezione delle vite con il rispetto della dignità delle stesse. Dovremmo tutti noi affrontare questa sfida e provare e poi riuscire ad adattarci nel nuovo mondo.

(Grazie all’articolo di Paolo Mossetti su Forbes Italia del 20/03/2020 e per le preziose fonti dell’ Imperial College e del MIT.)

Potete anche voi aiutare la ricerca italiana compilando il sondaggio sottostante, per studiare sul NOSTRO campo le previsioni e la situazione attuale.

Grazie a chi lo farà, perchè starà aiutando, ed aiutando ci si sente immediatamente meglio

INVALDADIGE STAFF ❤ per Federconsumatori

https://www.federconsumatori.it/doc/partecipa-al-sondaggio-coronavirus-come-cambia-la-nostra-vita/20200317013304

Prendiamo finalmente un articolo più leggero da “Il Post” di 16 marzo 2020:

COME RESTARE MENTALMENTE SANI DURANTE LA QUARANTENA.

Noi di Invaldadige ci sentiamo in colpa per essere latori di cattive notizie, per cui recuperiamo la linea alla quale ci siamo convertiti dall’ inizio della quarantena: occupiamoci, restiamo sani, non ammaliamoci di depressione e dolore.

Un po’ di consigli e numeri utili per tenere a bada l’ansia e la solitudine, e non restare un mese in pigiama

Essendo queste restrizioni gravose (inutile ripeterle, ndR) e psicologicamente pesanti, persino soffocanti per alcune persone ipersensibili, aggiunte alla preoccupazione del contagio e all’ansia legata alla crisi economica e al futuro, tentiamo di tenere la mente lucida per affrontare ciò di cui ha parlato il dott. Lichfield del MIT. In che modo?

  • L’OMS ricorda, in un documento, come gestire lo stress, che in momenti particolarmente difficili (irritazione, rabbia, depressione, paura) la cosa più semplice è fare una telefonata a qualcuno di cui ci si fida. AGGIUNGIAMO UNA LISTA CON CONSIGLI NOSTRI.
  • non passare le giornate a seguire le notizie del CoronaVirus: cercate UNA sola fonte affidabile e informatevi tramite quella e basta (noi usiamo il bollettino della Protezione Civile serale, ndR); cancellate i messaggi e le catene allarmanti su Whatsapp, silenziate i social o cancellate i contatti disfattisti, dite chiaro e tondo che non volete messaggi angoscianti da conoscenti ansiosi (e che spesso campano di queste cose, ndR)
  • Le persone che vivono in ambienti colpiti dal coronavirus potrebbero trovare difficile questo consiglio, dice la dott. Maria Antonietta Gulino, presidente dell’ordine degli psicologi, ma se vi accorgete che alla quinta telefonata o all’ennesimo messaggio vi sentite scoraggiati, male o impauriti, tagliate i ponti, bloccando e poi sbloccando in seguito: se queste persone che vi scrivono sono vostre amiche capiranno, sennò sarà servita paradossalmente come “utile scrematura”, poiché “bisogna fare da sostegno preservandoci: ogni parola che diciamo a chi è in difficoltà è importante ma dobbiamo anche tutelare noi stessi.”, anche perché la telefonata dopo sarete inutili come supporto perché a vostra volta impanicati.
  • Chi soffre di ansia ed attacchi di panico sta passando un momentaccio ma è una reazione alla norma, non allarmatevi: sappiamo che è facile dirlo ma dovrete sforzarvi e pensare che la vostra mente sta anabolizzando il tutto il più pessimisticamente possibile: se la situazione inizia a diventare grave contattate un terapeuta in videochiamata (più utile della semplice telefonata per il contatto visivo che tende a creare legame)
  • Usate le VIDEOCHIAMATE, non il telefono: ricreate l’ illusione di essere presenti al bar, a casa di qualcuno, create il più possibile l’artificio di una relazione sociale fisica umana, per le quali siamo portati: lo sguardo, il sorriso delle altre persone e magari gli scherzi, perchè no, sono IMPAGABILI di fronte ad una telefonata. Organizzare FESTE SU SKYPE, APERITIVI SU GOOGLE MEET o EVENTI SU WHATSAPP VIDEO, con i vostri amici e parenti. Fatelo anche per pochi minuti, è pur sempre un modo per sentirsi meno soli: e vale anche per i bambini, fateli parlare con i loro amici e con i NONNI, organizzate VIDEOCHAT di gruppo, di classe. La teoria POLIVAGALE spiega che le relazioni sociali sono fondamentali per farci stare bene dal punto di vista biologico: per stare in salute l’essere umano deve sentirsi in uno stato di sicurezza o mette in atto i meccanismi fuga\impotenza tipici del panico. La dott.sa Gulino ricorda che questo è un ottimo momento per recuperare e ricercare, approfondire relazioni che erano divenute lontane e riportarle vicine, creando nuovi legami vantaggiosi per la nostra psiche.
  • FARE ATTIVITA’ FISICA: o nostri cari concittadini, siete caduti male perché noi di INVALDADIGE STAFF siamo piuttosto patiti del movimento : ne lodiamo la capacità antidepressiva (il vecchio metodo adrenalina\dopamina) ma con la quarantena, se una persona non ha neppure un piccolo terrazzo ed attrezzi a casa o magari si allenava regolarmente con tabelle in palestra, che fare? Questa è una questione delicata: l’ attività fisica all’ aperto, SE PRATICATA CON PRUDENZA non è sanzionabile, ma molti parchi sono stati chiusi e ci siamo trovati con uno spiegabilissimo numero di runner in giro perché abituati FISICAMENTE ad allenarsi anche in altro modo e convertendo in corsa il loro sforzo per non cadere in una sorta di astinenza da “felicità” ; credeteci, se potessero correrebbero in palestra di corsa invece che per prati. Poi in città vi è il fatto della solitudine in posti non preposti per la corsa, che rende il tutto (che, ricordiamo, dovrebbe avere azione rilassante e euforizzante) piuttosto depressivo; per fortuna non è il nostro caso.
  • COSA FARE amici sportivi: tutorial online, mettersi d’accorso in chat virtuali visive per fare yoga o pilates assieme, magari guidate dal vostro istruttore, fare attività a giorni fissi per non perdere la percezione del tempo e non perdere il ritmo (come palestra) e CONTINUATE AD AFFACCIARVI A FINESTRE E BALCONI. Ci hanno dipinto l’aria come nemica, ma con prudenza è nostra grande amica.
  • CERCATE DI MANTENERE ROUTINE: lo sappiamo, i primi giorni sono stati come sirene con pigiama ad unicorno e divano, copertina e Netflix che vi chiamavano. Insomma, se si sta a casa farlo con stile. Ebbene NO!! Quella che potrebbe essere l’idea di “svaccarsi” un attimo può farvi percepire la quarantena pian piano come un tempo indefinito e disordinato, con rischi al ritmo circadiano e sul tono dell’ umore. Per cui VESTITEVI, PETTINATEVI, SE VOLETE TRUCCATEVI, e mostrate il rispetto in primis per voi stessi ed in seconda parte per gli amici che sentire videochat o per smart working. Rispettate l’orario di pranzo, cena, sonno e se non lavorate neppure da casa fate in modo di avere appuntamenti fissi: una tabella non sarebbe male in questo caso! Se il mercoledì era il giorno deputato alla palestra, fate esercizi a casa; se il venerdì era l’aperitivo con gli amici, fatelo virtualmente: non avrete neppure il problema della patente e potreste acquisire l’ abitudine nordica di bere a casa in biancheria intima. Chiara Gioia, psicoterapeuta di associazione Agape, ricorda la difficoltà dell’ AUTOGESTIONE senza nessuno che ci detti il ritmo come prima era il lavoro o cose esterne alla casa ; questa è anche un’ opportunità preziosa per imparare ad usare il tempo diversamente da prima (Gulino) e sfruttare il vuoto per fare ciò che la routine di prima non lo consentiva: insomma una NUOVA routine.
  • FATE LE COSE CHE RIMANDATE SEMPRE O PROVATENE DI NUOVE : ok, ce lo hanno detto tutti e ci hanno mandato tutti iniziative da fare\provare\trovare\inventare\baciare (ehm, il nostro sito, coff coff, coff coff) però pensateci: se davvero vi sarà una fine a tutto ciò il tempo non vi tornerà indietro. Allora sarà meglio aver visto una serie inutile (seconda o terza fascia) su Netflix o fare quei lavoretti in casa od in giardino o qualche magia secondo tutorial youtbe? Questo tempo è un’ opportunità da non sprecare con la noia: non spaventatevi se non trovate niente da fare,la rete è piena di opportunità e se avete bambini tanto meglio: seguiteli nei loro giochi, che scateneranno idee creativa anche in voi che magari consideravate sopite.
  • CONSIGLI PER CHI E’ IN QUARANTENA DA SOLO: è ovviamente la condizione più difficile da sopportare per la mancanza di persone, come sopra descritto. Il consiglio migliore è quello della routine e di ricordarvi che NON SIETE SOLI E QUESTA CONDIZIONE FINIRA’. Cercate, come detto, contatti inediti e non vergognatevi a chiamare gente che non sentivate da tanto tempo o chiedere aiuto: loro vi capiranno. Mangiate online con amici, organizzate photosession mattutine, fate pause caffè ben stabilite via chat.
  • E ricordate che NELLE SITUAZIONI DI DIFFICOLTA’ AIUTA MOLTO PREOCCUPARSI DEGLI ALTRI: vi farà sentire utili e darà tono al vostro umore, per il principio di solidarietà che sta alla base del volontariato.
  • Per finire un numero utile: PRONTOPSY COVID19: un servizio gratuito di sostegno psicologico offerto da Sipem sos: lasciate un messaggio telefonico al 379.1898986 o una mail all’ indirizzo sipemsoslombardia@gmail.com
  • Associazione SpecialMente ha un servizio gratuito con 6 psicologhe che rispondo ogni giorno dalla 19,30 alle 20,30 e potete partecipare anche alla chat di grupp IG @specialmenteaps
  • Associazione AGAPE attivato un servizio di sostegno psicologico gratuito; 331.7192396 (dott. Gioia) e 341.7906624 (Dott. Giannone) (non abbiamo ancora numeri per Verona ma appena li avremo vi aggiorneremo)

(Articolo de “Il Post” lunedì 16/03/2020, senza firma: abbiamo molto annacquato del nostro poiché conosciamo la NOSTRA situazione.)

INVALDADIGESTAFF ❤

Ora passiamo la palla ad un’ autorità come Psicoterapeuta che agisce in ambito di Disturbi Post- Traumatici da stress, ciò che paventiamo possa succedere alla fine di questa pandemia: la dottoressa Laura Cisorio, che in questo momento è volontaria nella “psicologia d’ emergenza” ai numeri utili, è stata così gentile da rispondere ad alcune delle nostre domande e fornirci materiale professionale a loro dato per illustrarci meglio (come abbiamo chiesto noi: “parli in modo traducibile, la preghiamo”, ndR) la nostra situazione e delle linee guida fornite per evitare il più possibile i traumi che questa quarantena tenderà a formare.

Veniamo intanto ad apprendere che l’ Ordine Psicologi del Veneto è stato molto rigoroso, emanando subito raccomandazioni “calde” per i professionisti, specie per chi si metterà a disposizione della popolazione\volontario, per rispettare criteri di qualità minimi: si raccomanda che gli interventi psicologici di supporto alla popolazione\operatori sanitari condividano tale linea, che prevede

  • impego solo di Psicologi abilitati ed iscritti all’ Ordine
  • Priorità di coinvolgimento in professionisti con formazione in “psicologia dell’ emergenza”
  • Attività di volontariato proposta non deve contenere messaggi di marketing o mendaci come marketing nascosto
  • I volontari si presteranno ad aggiornarsi a distanza il corso “Emergenza Coronavirus” dell’ Istituto Superiore della Sanità, che prevede ECM
  • I professionisti privi di formazione in “psicologia dell’ emergenza” la troveranno presso i Coursera (di cui abbiamo postato, ndR) perciò a distanza
  • Come prassi da “psicologia dell’ emergenza” si raccomanda che i professionisti ruotino regolarmente per ridurre il rischio “strain” (troppo sforzo dannoso che può portare a varie problematiche)
  • I professionisti si asterranno dal dare suggerimenti medici, in quanto non è il loro ruolo
  • In caso di casistiche cliniche complesse si rivolgeranno ai Servizi per il Territorio Sanitari (CSM, SERD)
  • In caso di riconoscimento di potenziali vittime domestiche si rivolgeranno immediatamente al 1522
  • In caso valutato di emergenza sanitaria o rischio suicidario verrà allertato il 118

ORDINE PSICOLOGI VENETO- RACCOMANDAZIONI PER EMERGENZA CORONAVIRUS

LE SLIDE SUCCESSIVE CI SONO STATE FORNITE DALLA DOTT.SSA LAURA CISORIO, PSICOTERAPEUTA ED ORA VOLONTARIA AI NUMERI UTILI, per fare chiarezza.

Ne abbiamo approfittato per farle un paio di domande (un paio, non come al solito) che vi metteremo sotto forma di discorso: la dott.ssa fa parte dell’ Associazione EMDR Italia (unico protocollo valido OMS per proteggere vittime di trauma e disturbo post traumatico da stress) e ci dice che loro sono già pronti, stanno già emanando (giorno per giorno) nuove linee da seguire continuando ad aggiornare i metodi, anche per lavorare senza protocollo direttamente in terapia.

Noi le abbiamo chiesto se si rischierà più la depressione o il disturbo da post traumatico, una volta passata la quarantena, e lei ci risponde che la depressione E’ un cluster (traduciamo con “sintomo anche se sappiamo che non è completo, per amore di compresione, ndR) del Trauma.

Per ora sono stati identificati sei gradi di gravità su cui lavorare, e ci raccomanda anche lei che il lavoro su di sé ADESSO può essere un aiuto a non soffocare domani, come abbiamo tenuto a farvi sapere nei nostri martellanti e pesanti articoli.

Ve lo conferma anche una professionista: seguite indicazioni di lavoro su di sé per non ritrovarvi domani nelle loro (seppur abili e ora anche aggiornatissime) mani: per quanto bravi, meglio evitare. VOGLIATEVI BENE E NON RILASSATEVI TROPPO.