“VISIT VALDADIGE”, non solo uno slogan ma una nuova realtà sul Territorio.

“COLLABORAZIONE” e “INNOVAZIONE” SU UN TERRITORIO ABITUATO ALLA TRADIZIONE COME LA VALDADIGE SONO LE PAROLE CHIAVE DI ALESSANDRO MARCOLINI, guida rafting per “VISIT VALDADIGE”,due parole che suonano come uno slogan imperativo ma che nascondono molto di più, come una sfida dello stesso Alessandro a sè stesso per il Territorio. Andiamo a scoprire questa relativamente nuova realtà turistica sita a Volargne ma che lavora con il nostro Adige.

(InValdadige):”Buongiorno Alessandro , grazie per averci ricevuto e per illustrarci questo nuovo progetto dal nome ‘Visit Valdadige’: siamo sinceri, abbiamo pensato subito ad intervistarvi appena visto le ‘vele’ pubblicitarie all’ Infopoint di Volargne, ed eccoci qui, a stagione estiva finita.

Diremmo di cominciare dall’inizio: come ha avuto origine questo progetto?”

(Alessandro Marcolini): “Buongiorno al pubblico e grazie a voi per questa opportunità per farci spiegare al Territorio: questa è sempre una domanda facie, basta tornare indietro di un anno e mezzo fa, ad inizio 2019.

Le nostre attività dovevano iniziare proprio con marzo 2019 e sfortuna ha voluto che è successo ciò che è successo, perciò abbiamo rimandato ovviamente a giugno 2019 con la fine del lockdown: io sono guida Rafting ed allenatore della Federazione, mi occupavo dell’ADS Adige Rafting di Verona seguendo le discese turistiche in città che sono comunque splendide, e mi sono ritrovato a ragionare su questo pezzo di fiume e sulla natura ancora incontaminata della Valdadige.”

(IV):”Per ‘pezzo di fiume’, intendi…?”

(A.M.):”Il pezzo da Borghetto a Volargne, per ora non sconfino: lo definirei Soft Rafting più che rafting, si portano giù gommoni da otto con inesperti, bambini… Il fiume che per anni ha portato ricchezza sia qua che a Verona, continua, insomma. Oltretutto aggiunto alla facilità del percorso ed alla natura incontaminata che si vede dal fiume, vi è lo spettacolo mozzafiato della Chiusa: è incontrovertibilmente il pezzo più bello in assoluto di tutto il fiume, dalla nascita alla foce. E’ dove si apre la pianura ma prima si passa in quell’ansa con le rocce a strapiombo. E’ bellissimo,unico e piena di suggestione .”

(IV):”Bene, allora stabilita l’età dell’ADS (Associazione Dilettantistica Sportiva) possiamo fare una domanda più difficile: COSA fate nella vostra organizzazione?”

(A.M.):”Ecco, questa è davvero difficile (ride), ormai sarebbe più facile elencare cosa NON facciamo: tentiamo di programmare eventi e collaborazione con tutti a seconda dell’evento, e abbiamo trovato sempre collaborazione con tutti. I b’n’b di Volargne e Ceraino, La Grotta, l’Associazione Cavallara a Volargne, gli Alpini di Dolcè e Volargne…

Anche perchè noi cerchiamo di variare, non di fare una discesa in rafting o una climb semplice: mixiamo le cose tra loro, cerchiamo sempre di fare più cose e di essere propositivi e che lo siano anche i nostri clienti.
Per esempio invece di fare la discesa di 3 ore da Borghetto a Volargne , spesso ci fermiamo sulle falesie della Chiusa, ci arrampichiamo sulle vie e spesso le battezziamo, poi riprendiamo il gommone e magari cuciniamo dagli Alpini, così per esempio.

O scendiamo col gommone, intervalliamo da degustazione vini da Albino Armani, nostro socio in questo progetto, con assaggi anche di vari tipi, e ripartiamo.

Ora con i nuovi DPCM dovremo stare attenti a cosa fare e non fare, abbiamo già annullato molti eventi, ovviamente.

Il prossimo è di intagliare zucche e poi, col ripieno, mangiare un bel risotto di zucca!

Una passeggiata per erbe e poi portarle ad un B’n’B e cucinarle noi stessi; oltre che essere una bella avventura spesso ci riportano che è stato molto istruttivo per i partecipanti.

Rafting, vendemmia, pigiatura… era in programma anche quest’anno ma vi è stato un weekend piovoso; oppure abbiamo fatto trekking, raccolto castagne e poi abbiamo cucinato il risotto nella baita degli Alpini.

Cerchiamo di unire le idee.”

(IV):”Avete nominato Albino Armani, Presidente del Consorzio del Pinot delle Venezia ed ovviamente della Cantina ononima: oltre a lui in quanti soci siete?”

(A.M.):”Dunque siamo in 5 soci: io, un’altra guida rafting oltre che campione Pietro Fratton, lo stesso Albino Armani, la guida alpina Tommasi Dusi ed un’altra ragazza che vuole restare anonimo.”

(IV):” Ti faccio una domanda maliziosa: vedi anche tu il solito problema che tutte le associazioni vedono in Valdadige, ovvero il non essere uniti ma essere tanti e disuniti? Non avere paura, ne abbiamo sentite di ogni.”

(A.M.):”La mia sincera visione? No, per nulla: come detto prima abbiamo avuto molte collaborazioni a seconda dell’evento e nessuno ci ha mai fatto pesare nulla, anzi sono stati sempre molto entusiasti di aiutarci. Non capiamo le Associazioni che si rinchiudono in castelli d’avorio, poiché proporsi, specialmente in un Territorio come questo, è vitale: ci sono quelle meravigliose ciclabili, ben 3 fermate di treni forniti di posti bicicletta, una di essere è persino un’ EuroVelo che scende dalla Scandinavia, c’è il Ponte Tibetano, c’è la Chiusa e sarò monotono ma è una delle cose più belle mai viste; questo Territorio aspetta solo di essere preso nel momento giusto, con un turismo giusto che non lo rovini a cui noi puntiamo e vedo con piacere che anche gli altri si stanno muovendo bene, con un turismo d’élite. Noi non facciamo mai semplici discese ma raccontiamo anche la Storia del posto, locale, descriviamo i paesi. Abbiamo avuto massimo supporto possibile fin dal primo giorno in cui, piccolo aneddoto, sono arrivati i CC di Peri ad avvertirci che la zona era ritrovo di giovani e che stessimo attenti alle attrezzature: ma poi sono stati i giovani stessi a farci loro amici, i giovani fino ai 20 anni e le persone anziane.”

(IV):”Avete trovato una bella risorsa, nei vecchi e nei giovani!”

(A.M.):”Infatti il mio sogno si sta avverando, ovviamente partendo da quest’anno: è vero, abbiamo saltato molti eventi che abbiamo condotto l’anno scorso come mini-eventi esperimenti, ma quest’anno pur essendo partiti a giugno e con molta diffidenza non solo dei clienti ma anche nostra nelle regolamentazioni, abbiamo raggiunto 1500 persone circa portate…

Questo mi riporta al mio sogno ed alla sua scadenza e perché ne parlo inserendomi tra i vecchi ed i giovani.”

(IV):”A questo punto siamo DAVVERO curiosi!”

(A.M.):”Ecco, quest’anno è stato un anno ‘base’, un anno zero per questa ADS, un tastare il terreno che ha dato ottimi frutti: mi do altri quattro anni per fissare ed organizzare saldamente, mettendo i piedi nel Territorio.

Quando siamo stati fermi nel lockdown abbiamo agito virtualmente, con virtual tour di rafting sull’Adige sul nostro sito www.visitvaldadige.it e abbiamo cercato il modo di non pestare i piedi a nessuno.

Questo anno mi ha dato la prova che è possibile.”

(IV):”E la popolazione locale che ha appena nominato? Sa, noi siamo interessati alla Comunità, e abbiamo sentito traccia quando ha parlato di vecchi e Storia…”

(A.M.):”Ecco, uno degli obiettivi principali è di fare uscire la gente, la popolazione che dapprima ci ha accolti con un pizzico di diffidenza ma come detto ora persino ci aiuta… Vogliamo che non vada perduta la Storia e che sia la popolazione stessa a proporsi al turismo, turismo che ricordiamo è sia eco-friendly che culturale, perciò chessò… vedere ciclisti tedeschi o danesi confondersi con la popolazione che esce da messa o farsi raccontare dai vecchietti la Storia del paese, o dagli appassionati… Vogliamo che la gente accetti il turismo e non solo, ma che ne tragga beneficio: pensiamo ai nostri vecchi che soffrono la solitudine, l’avere un pubblico di un altro Stato che sta ad ascoltare per propria CONOSCENZA le loro storie, sul bombardamento di Volargne, dei Forti della Valdadige, delle Storie locali: questa cosa non solo così non andrebbe persa ma anche donerebbe qualcosa ad entrambi, volete mettere poi quel vecchietto come andrebbe a casa felice, la sera?

Uno scambio di aiuto per la conoscenza e porterebbe serenità, perchè tutti noi siamo piccole guide in fieris; questa è la mia idea di turismo per questo tipo di territorio e voglio raggiungerlo.”

(I.V.):”E’ un’idea splendida e con questa intervista noi ci impegniamo ad aiutarci, ovviamente ognuno con ciò che ha.

Un’ultima domanda di questa,ahimè breve intervista non tanto per il non interesse ma per la gioventù dell’Associazione Visit Valdadige: programmi invernali? O il DPCM della settimana scorsa ha rovinato tutto?”

(A.M.):”Il prossimo evento, dopo le zucche di Halloween e la risottata, credevamo di affidarci e brevi camminate trekking con, ovviamente, la sempre tiramisù mangiata finale: così si è più motivati ad affrontare il rigido clima invernale se attende una bella cucina o salone caldo ed un bel piatto magari cucinato con le proprie abilità, ristoratore e confortevole.

Trekking per la Valle e per i Forti, raccogliendo erbe sul cammino e poi portarle a fare cucinare; nordic walking e visita alla Cantina Armani con degustazione…

Le idee sono tante.

Speriamo sia un inverno più sano e di poterle mettere in atto, sempre con la sicurezza che ormai contraddistingue tutte le organizzazioni.”

(IV):”Benissimo: Alessandro, grazie per aver condiviso con noi la tua splendida visione di turismo casalingo e persino terapeutico, ti ringraziamo del tempo concessoci e speriamo di incontrarci ancora. Prossimo appuntamento, allora, le zucche?”

(A.M.):”Speriamo. Speriamo questo Halloween sia una vera festa. Arrivederci a tutti.”