Autore: invaldadige3
#IORESTOACASA #IORESTOACASALEGGENDO #LACULTURANONFAPAURA
L’UNESCO HA AVUTO LA GRANDE IDEA DI DARE ACCESSO LIBERO ALLA BIBLIOTECA DIGITALE MONDIALE SU INTERNET. INCOLLO QUI IL LINK IN MODO CHE GENITORI E FIGLI POSSANO APPROFITTARE DEL TEMPO CULTURALMENTE!
GODETEVELO E RICORDATE:#IORESTOACASA
DA PARTE DELL’UNESCO A TUTTA L’UMANITÀ!
Soprattutto per i GIOVANI.
E’ già disponibile su Internet, attraverso il sito
Raccoglie mappe, testi, foto, registrazioni e filmati di tutti i tempi e spiega in sette lingue i gioielli e i cimeli culturali di tutte le biblioteche del pianeta.
NON SOLO VALE LA PENA CONDIVIDERLO, MA È UN DOVERE ETICO FARLO!
Queste sono le cose che vale la pena di diffondere.
SE NULLA SARA’ PIU’ COME PRIMA
FACCIAMO CHE CON LA CULTURA
I TEMPI CHE VERRANNO
CI TROVINO PIU’ PREPARATI
UNITI E SOLIDALI IN UN MONDO SENZA INGIUSTIZIE E CON UN SISTEMA SANITARIO PER TUTTI
NON SOLO PER I PIU’ RICCHI
BUONA NAVIGAZIONE
#IORESTOACASA #IOLEGGOACASA
Continuiamo la nostra opera per trovarvi cose da fare in casa: dopo i musei, le esposizioni ed i corsi siamo andati direttamente all sito per Beni Culturali ed abbiamo trovato questo: letture e fumetti d’autore
#laculturanonfapaura
Buona domenica, amici della Valdadige e non!
Probabilmente penserete che siamo impazziti: “Quei tre\quatro mati i ha passà massa tempo davanti al pc e no i se accorse che ghè la pandemia e no se pol endar fora, allora endo ela la bona domenega?!?!?”
Noi vi rispondiamo che convenzionalmente la domenica è il giorno preposto per divertimento e cultura e, grazie alle iniziative #laculturanonfapaura #iorestoacasaconlacultura già postati due giorni fa e che trovate qua sotto valdadigeverona.travel.blog/2020/03/13/iorestoacasaconlacultura/ se ne aggiunge un’ altra meravigliosa ripescata da un “ArtTribune” di 12/02/2020 con una mostra virtuale sul fiammingo Van Eyck.
Perciò sù, non cambiamo abitudini, anzi miglioriamoci ed andiamo a musei! Facciamo che questo virus ci cambi in meglio, ci fortifichi, ci renda più acculturati: così potremo fargli un bel gesto dell’ ombrello quando sarà debellato!! TUTTI AL MUSEO!
(e non dovete neppure prepararvi i panini)
Tutta l’opera di Jan van Eyck online. Un sito permette di osservare i quadri da vicino
By Desirée Maida -12 febbraio 2020
SI INTITOLA “CLOSER TO VAN EYCK” IL SITO INTERNET SU CUI È POSSIBILE FRUIRE GRATUITAMENTE DI DIPINTI E MINIATURE DEL MAESTRO FIAMMINGO. CON UNA PARTICOLARITÀ: UNO ZOOM AD ALTISSIMA RISOLUZIONE PERMETTE DI OSSERVARE OGNI SINGOLO DETTAGLIO DELLE OPERE

Sempre più spesso, negli ultimi anni, assistiamo a progetti che coniugano beni culturali, arte contemporanea e Internet, nati con lo scopo di documentare, archiviare e promuovere online collezioni, musei, mostre e patrimoni altrimenti difficilmente fruibile da appassionati e studiosi di ogni angolo del pianeta. Tra i progetti più noti, sono senza dubbio quelli nati in collaborazione con Google Arts & Culture, una sorta di museo virtuale in cui sono archiviate milioni di opere d’arte di ogni epoca, con relative schede tecniche, contenuti multimediali e link. Tra i progetti di Arts & Culture rientrano, tanto per fare qualche esempio, la retrospettiva virtuale che Google ha dedicato a Frida Kahlo, Faces of Frida, e Open Heritage, piattaforma che mappa e crea modelli 3D di aree archeologiche difficilmente visitabili a causa di guerre o rischi ambientali; l’API del Met di New York, l’application program interface che rende fruibili e scaricabili gratuitamente le immagini delle opere della collezione del museo; Meet Vermeer, la prima retrospettiva online dei dipinti di Vermeer organizzata in collaborazione con il Mauritshuis Museum all’Aia; o ancora la mostra virtuale sulla collezione della Civiltà Maya conservata al British Museum di Londra. Un progetto che coniuga storia dell’arte, restauro, tecnologia e divulgazione online è anche quello promosso dal Royal Institute for Cultural Heritage (KIK-IRPA) di Brussels: un sito in cui è possibile studiare, osservare e scrutare ogni singolo dettaglio dei dipinti e delle miniature di Jan van Eyck.

IL SITO CLOSER TO VAN EYCK
VERONA (Van Eyck Research in OpeN Access) è il titolo del progetto del Royal Institute for Cultural Heritage che permette gratuitamente a tutti gli utenti di Internet di osservare i capolavori del maestro fiammingo ad altissima risoluzione. Il progetto VERONA ha lanciato così un nuovo capitolo nella ricerca di dipinti di van Eyck e del suo atelier, grazie all’osservazione ravvicinata delle opere che ne hanno permesso nuovi spunti di studio e di ricerca. I dipinti sono stati fotografati usando la macrofotografia (con luce normale, luce radente, luce infrarossa e fluorescenza UV) e, in alcuni casi, anche la fotografia a raggi X e la scansione macro-XRF. Tra i capolavori adesso fruibili online su Closer to Van Eyck è il celeberrimo Libro d’ore di Torino – Milano miniato da van Eyck: i fogli della Biblioteca dell’Università Nazionale di Torino, che furono parzialmente bruciati nel 1904, possono ora essere visualizzati a colori per la prima volta. Tutte le opere digitalizzate sul sito, inoltre, saranno protagoniste il prossimo autunno di Facing Van Eyck. The Miracle of the Detail, mostra interattiva al BOZAR – Center for Fine Arts a Brussels.
I CAPOLAVORI DI VAN EYCK ONLINE
Di quanti e quali opere è possibile fruire su Closer to van Eyck? Si parte del celebre Ritratto dei coniugi Arnolfini fino al presunto Autoritratto di Londra (National Gallery), il San Francesco di Torino, la Crocifissione di Venezia, due pannelli d’altare di New York e una serie di opere meno conosciute che emulano van Eyck. In tutto le opere sono una trentina, e per ognuna di esse è possibile fruire dello zoom, mettendo così a confronto anche opere di dimensioni diverse.
– Desirée Maida
#IORESTOACASACONLACULTURA
Dimentichiamo per un attimo che c’è questo virus schifoso e la pandemia: pensiamo che abbiamo occasioni fuori dal comune per visitare posti che forse non avremmo mai visto o avremmo visto solo a grande costo e con fatica.
(poi parleremo, a carte ferme, del PERCHE’ QUESTE COSE NON SONO STATE FATTE PRIMA, visto le possibilità ci sono: smart working che molti di noi stanno usando, edizioni digitali, musei digitali, film e musica gratuiti…. Dopo ricordiamocene e facciamo i conti. Per ora APPROFITTIAMONE, il patrimonio mondiale Unesco è NOSTRO, non dimentichiamolo mai)
- Pinacoteca di Brera – Milano https://pinacotecabrera.org/
- Galleria degli Uffizi – Firenze https://www.uffizi.it/mostre-virtuali
- Musei Vaticani – Roma http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/catalogo-online.html
- Museo Archeologico – Atene https://www.namuseum.gr/en/collections/
- Prado – Madrid https://www.museodelprado.es/en/the-collection/art-works
- Louvre – Parigi https://www.louvre.fr/en/visites-en-ligne
- British Museum – Londra https://www.britishmuseum.org/collection
- Metropolitan Museum – New York https://artsandculture.google.com/explore
- Hermitage – San Pietroburgo https://bit.ly/3cJHdnj
- National Gallery of art – Washington https://www.nga.gov/index.html
#IORESTOACASA #CONLACULTURA
La pagina Facebook del Museo Egizio di Torino ospita brevi video nei quali il direttore Christian Greco commenta alcuni oggetti della collezione in una prospettiva che tenga conto dell’attuale emergenza. Si comincia con l’attualissimo scambio di lettere tra due scribi, padre e figlio: il primo preoccupato per la mancanza di notizie, il secondo rassicurante anche se un po’ sbrigativo.
Ha scelto di utilizzare i canali social anche la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia: basta andare alla ricerca degli account Facebook, Instagram, Twitter e LinkedIn per imbattersi in una serie di presentazioni virtuali dedicate ai capolavori custoditi a Palazzo Venier dei Leoni, alla vita della leggendaria Peggy e alle mostre in corso.
A Bologna Palazzo Bentivoglio ha deciso di tenere sul proprio account Instagram un diario virtuale della mostra “Vestimenti”, che si sarebbe dovuta concludere il 19 aprile: fino a quella data, ogni giorno, verrà pubblicata un’opera dell’artista Sissi. (fonte: Avvenire.it, 12/03/2020)
Infine anche Lo Schermo dell’Arte offre una proposta attiva di condivisione pubblica che porta l’arte e la cultura nella vita quotidiana. Con lo streaming gratuito di alcuni film d’artista del suo archivio, e grazie alla partnership con MYmovies e alla generosa concessione delle opere da parte degli autori. Dal 12 marzo al 3 aprile 2020, in streaming gratuito sulla piattaforma MYmovies.
La Fondazione Musei Civici di Venezia offre una proposta veramente articolata e davvero interessante, perfetta per tenere occupati sia bambini che adulti. Cominciate a esplorare da qui. (Fonte: Controradio.it, 12/03/2020)
La scommessa che in questa fase di emergenza e di forzata clausura domestica va raccolta dalle televisioni, in primis quella pubblica, dalle radio, dai siti web (penso ad esempio al sito del FAI sul quale proprio chi scrive sta proponendo un “viaggio nell’Italia virtuosa”, nel quale si illustrano tanti casi pochi noti di gestione dal basso del patrimonio culturale diffuso in tutto il nostro Paese da parte di associazioni, piccole società, fondazioni, professionisti dei beni culturali). (Fonte: Huffpost, 12/03/2020)
Iniziativa corsi digitali e riviste da parte del Governo a causa dell’ isolamento imposto dall’ emergenza Cod-Vid19
https://solidarietadigitale.agid.gov.it/#/
Cliccando sul link superiore troverete corsi a quali accedere tramite PC o Smartphone, per tenerci occupati e, quando sarà finita questa emergenza, avere qualche competenza in più.
Una ammirevole iniziativa da parte del Governo Italiano nei nostri confronti.
Restate a casa
Restare a casa
Restate a casa
E se vi annoiate cliccateci sopra: tra l’altro ci proviene segnalazione che anche La Repubblica, Mondadori e La Feltrinelli abbiano messo in campo iniziative gratuite simili.
Invaldadige staff
Le ‘Eccellenze della Valdadige’ presenta l’ Azienda Agricola La Prebenda: ripartire dalle radici per costruire il proprio futuro.
Buona domenica amici Valdadensi e non; come vi avevamo avvisato con la ‘falsa partenza’ della P.Civile, andremo con una serie di articoli a scoprire le attività presenti sul nostro Territorio, per far sì di conoscere e far conoscere le nostre splendide realtà.
Oggi siamo felici di proporvi la visione di Paolo Zanoni sull’ Enantio come vino di punta e carta vincente per la Valdadige-TerradeiForti e le sue belle idee sulle sue connessioni con il Territorio.

(InValdadige): “Siamo con Paolo Zanoni, ‘paròn della Cantina Prebenda di Brentino, luogo di sapori e da cui sono usciti vini pluripremiati, come andremo a vedere. Allora, signor Fabio, le va di raccontarci un po’ di storia di questa bella azienda?”
(Paolo Zanoni): “Certo: la Prebenda nasce nel lontano 1910 da mio nonno Francesco, in uno scantinato di una piccola casa in cui produceva il vino con le botti di legno.
Nel 1971, col passaggio a mio padre GianAntonio, c’è l’acquisizione da Guerrieri-Rizzardi di ben tre ettari di nuovi terreni a Brentino (tutti i nostri appezzamenti sono nei confini di Brentino) che fornisce la spinta di costruire una nuova cantina in cemento.
Nel 1988 vi è il passaggio a me, l’ultimo, che nel 2002 decido di ampliare e rinnovare la Cantina, di fatto ricostruendola nuova, che porterà il nome “Azienda agricola La Prebenda” di Zanoni Paolo.”
*
(IV): “Ma la vendita della produzione al pubblico da quando va avanti?”
(P.Z.): “La vendita al pubblico viene effettuata ben dal 1970: prima si vendeva sfuso, poi con gli anni ’80 si è passati alle bottiglie.
Dal 1997 abbiamo iniziato a fare progetti sull’ Enantio, il vitigno autoctono del nostro territorio, e con soddisfazione la prima bottiglia è uscita nel 2000: ora ne produciamo ben 6000 unità.
I nostri vini di punta sono proprio l’ Enantio ed il Pinot Grigio, ormai tradizionale nella Valdadige- terra dei Forti.
Poi abbiamo come vini bianchi lo Chardonnay, il Moscato giallo frizzante con ottimi riconoscimenti, ed un Rosato fermo ed Rosato frizzante con metà Schiava e metà Enantio.
Passando infine ai rossi abbiamo Marzemino, Cabernet e due tipi di Enantio.”
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(IV): “Dalla conversazione preliminare e dal gustoso elenco che ci ha illustrato si evince la vostra passione per l’ Enantio.”
(P.Z.): “Sì, infatti ne produciamo di ben due tipi ed uno è stato, modestamente, una scommessa vinta. Uno è un Enantio riserva, che non viene venduto prima dei quattro anni di maturazione, e nel 2010 abbiamo messo in campo l’ Enantio ‘Franco di piede’: cosa significa Franco di piede?
Viti più vecchie autoctone che non sono state innestate con l’americano: questa è stata la scommessa vinta con una sfida nata all’interno del Consorzio Terra dei Forti tra me e il dot. Attilio Scienza che dubitava di questo metodo.
Il punto della discussione era la convinzione imperante che dovesse essere migliorato perchè è un vino molto selvatico, non adatto ad un pubblico giovanile, mentre io pensavo che sarebbe stato apprezzato: dal mio punto di vista la sfida è stata vinta perchè nel 2010 è uscita la prima bottiglia targata 2003 che ha razziato riconoscimenti in TerradeiForti, superando l’ Enantio riserva.
E’ stato riconosciuto come vino completamente diverso, avendo mediamente vitigni di 300 anni, con sentori morbidi e che piace persino di più al pubblico.”
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(IV): “Avete uno spazio per i turisti che salgono alla Madonna della Corona, per ristorarli?”
(P.Z): “Sì, abbiamo questo bellissimo locale (vi siamo dentro, ndR) fatto a casetta che può tenere 35 persone in cui oltre ai nostri vini serviamo taglieri di salumi e formaggi tagliati freschi, tutti prodotti tipici della Terra dei Forti.”
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(IV): “Un paese come Brentino non dovrebbe essere il più portato per la ricezione dei turisti, vista la storica ospitalità degli abitanti verso i pellegrini?”
(P.Z): “Purtroppo anche se vi fosse sarebbe tutto frustrato da una mancanza di infrastrutture: ci siamo noi che abbiamo un ruolo primario ma poi non vi è una bottega, il centro storico è da rifare perchè disabitato ed abbiamo un bar solo che apre solo il pomeriggio e la domenica. Non vi è una offerta e Brentino è il più isolato della Valdadige mentre invece sarebbe quello con la maggior offerta.”
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(IV): “Tornando al vino, voi partecipate al Vinitaly, ad Uva e dintorni, Pro wein, varie manifestazioni?”
(PZ): “Al Vinitaly vi partecipavamo fino al 2015\2016, poi complice il mio intervento (-il signor Zanoni ha subito un intervento salvavita molto impegnativo nel 2016, ndR) e che vi sono più investimenti per cantine che esportano che per piccole, vi abbiamo rinunciato.
Ad Uva e Dintorni abbiamo chiuso nel 2016/2017 un po’ per ridurre gli impegni per me e un po’ perchè si svolge in un periodo in cui siamo in piena vendemmia ed è impegnativo tenere tutto in piedi.
In compenso partecipiamo annualmente, ovviamente non quest’ anno per i motivi che tutti sappiamo, ad una manifestazione nel paese di Tefles, in Austria: lì si svolge una manifestazione del paese tutta italiana, con prodotti tipici italiani, e noi siamo gli unici a portare i nostri vini. Davvero unica.
Una parte di uvaggio la vendiamo alla Cantina Valdadige, di cui siamo soci, ed il 20% circa viene invece tenuto a vinificare per i clienti abituali; io seguo tutta la filiera per cui ho dovuto ridurre le ore di lavoro anche perchè il vino ha dei tempi specifici e quasi millimetrici nella sua composizione chimica.”
*
(IV): “Per svolgere comunque un lavoro di sperimentazione e aver creato nuovi vini (il signor Paolo ne ha creati 5, ndR) avrà una qualche educazione di partenza o è autodidatta?”
(P.Z.): “No, non sono autodidatta ma ho compiuto gli studi triennali superiori a San Floriano e raggiunto il Secondo grado di Sommelier perchè ero troppo giovane per il Terzo, un peccato (ride) ; io figlio si sta laureando in Enologia alla facoltà di San Michele (TN) con una tesi su un Enantio con stacco anticipato che dovrebbe risultare un Rosè Spumante Enantio al 100%.
Supportato dalla scuola stiamo provando vari lieviti ed uno di essi sarebbe il lievito madre dell’ Istituto di San Michele per vedere la reazione: fanno tutto ciò per creare i vini con passione ed è molto bello.”
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(IV): “E San Michele, in Trentino, come vedono la nostra Zona? Sono interessati, disinteressati…invidiosi?”
(P.Z.): “A San Michele per la verità sono arrabbiatissimi perchè nessuno ci crede. P ochi degli altri soci credono veramente nell’ Enantio: eravamo partiti bene con il Consorzio ‘Terra dei Forti’ ma poi…”
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(IV): “La interrompiamo per sottoporle una domanda a cui hanno risposto in modo diverso due nostri intervistati, il Presidente della Cantina Valdadige Tiberio Veronesi ed il dottor Maurizio Pedrini la cui intervista pubblicheremo più avanti: il Presidente afferma che il Consorzio è agonizzante mentre il Dottor Pedrini, stimato giornalista, afferma che troppo si è speso per la promozione dei vini e per le fiere -e non a torto, chiarifica- ma non per il territorio. La sua campana, invece, qual è?”
(P.Z.): “Io sono stato vicepresidente del Consorzio: esso è nato per promuovere questo vino autoctono, l’ Enantio appunto, che sarebbe dovuto diventare il biglietto da visita del Nostro territorio, perchè gli altri vini sono comunque internazionali ed hanno anche altre zone di vitivinificazione.
Il Pinot Grigio è stato il nostro vino di punta dagli anni ’80 e lo confermo: in Valdadige nasce il miglior Pinot Grigio esistente ( la spiegazione sul microclima da parte di Nicola ‘gosemprecaldo’ Bortoletto- Meteo Caprino Veronese, sul perchè il nostro microclima è vincente nella nostra primissima intervista, ndR), ma è l’ Enantio il nostro biglietto da visita per i grandi vini: avremmo dovuto spingere l’ Enantio con le due Cantine Sociali (Avio e Rivalta) e lasciare un attimo da parte o persino arginare il Pinot Grigio, così avremmo avuto di conseguenza una promozione del Territorio con tutto ciò che consegue: manifestazioni, turismo, economia.
Avremmo dovuto convincere a piantare Enantio, che oltretutto avrebbe reso molto di più alla bottiglia; invece, per ora, il nostro biglietto da visita è andato in fumo.”
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(IV): “Le faremo una domanda molto spinosa, o meglio un’altra domanda spinosa: perchè le aziende del Territorio non riescono a mettersi d’accordo? Un intervistato mi ha fatto notare che ogni paese ha una sua associazione e che a Brentino ve ne sono persino due che non si accordano, un altro che fatto e finito ‘Corteggiando in Valdadige’ tutti tornano nemici come prima: cosa ci succede? Non siamo in grado di unirci?”
(P.Z.): “Non vi è una risposta chiara, ma di certo non vi è mai stato un progetto definitivo di promozione sia del Territorio che dei vini: vi è sempre stata qualche voce fuori dal coro che vanificava lo sforzo di molti.
Il DOC ‘Terradeiforti’ è nato nel 2006 e nonostante tutto, se avessimo la richiesta che merita, non avremmo paradossalmente produzione perchè, con scorno di tutti, molti produttori sono tornati al Pinot ed ad altri vini: questo ha determinato non la morte ‘reale’ del Consorzio ma di certo la morte della speranza.
Prendiamo l’esempio da due realtà a noi vicine: la Valpolicella ed il Trentino.
La Valpolicella contava ben più cantine delle nostre eppure hanno saputo mettersi d’ accordo sullo spingere un vino o massimo due d’ eccellenza ed ora fa parte del turismo di punta; proprio come dovremmo fare noi con l’ Enantio, del quale non abbiamo una massa critica da dare ai commerciali al di fuori di Verona.
Il Trentino, un esempio ancora migliore, ha persino meno di noi di materie prime tipiche zonali eppure ha saputo pubblicizzarsi bene unendosi nello sforzo.
Qui siamo pochi e non riusciamo neppure a metterci d’ accordo perchè tutti corrono da soli e questo è un peccato. Partecipiamo a ‘Corteggiando in Valdadige’ dal 2015 ed abbiamo dispensato consigli vitali (vi era una mancanza di dolci, all’ inizio, e di dare da bere proporzionato al pasto), eppure nel 2016 ci è stato imposto di uscire dalla Cantina per portarla in piazza: questo non è che non lo trovi giusto, ma troverei giusto mostrare le Cantine anche nel loro processo, magari guidati.
Oltretutto avevo proposto di portare “Corteggiando” ogni anno in un paese diverso di Brentino Belluno, per dare visibilità a tutti e porlo nelle Cantine, ed ho avuto risposte assurde che puzzavano di scuse. Vi partecipiamo perchè è parte del nostro paese, ma speriamo che la situazione si evolva.”
*
(IV): “Lei, che sembra così bene intenzionato, cosa suggerirebbe per promuovere la Valle?”
(P.Z): “Vi faccio una domanda io, come la farei ad altri per farvi capire: quante riunioni vengono promosse in Valdadige, che non siano della Cantina Valdadige o delle singole organizzazioni per i loro interessi esclusivi?”
(IV): “Ha perfettamente ragione: ma allora che fare?”
(P.Z): “Da dentro si è visto che non si può fare, da fuori abbiamo le stesse problematiche e gli stessi progetti del Baldo-Garda che purtroppo sono fermi dagli anni ’70: unire il Baldo-Garda con la Valdadige tramite la galleria a Mama d’ Avio\ Malcesine e inserire il famoso casello autostradale a Rivalta: per il resto vi sono tutti i presupposti per partire.
Abbiamo il vino, abbiamo la ristorazione, abbiamo le strutture, abbiamo la Storia ed il panorama ma i turisti ci saltano, poiché non vi sono infrastrutture: se non avremo i turisti che arriveranno grazie a questi progetti od altri, non cambieremo mai il modo di pensare, e se arriveranno sarà una reazione a catena.
Si cambierà il modo di coltivare, di tenere case, di fare promozione, tutto: altrimenti, resteremo chiusi nel nostro orticello.
Dobbiamo cambiare e ripartire dalle radici, e sono convinto che l’ Enantio sarebbe il nostro volano: bisogna trovare una linea comune e questa manca da sempre: dovremmo fare più riunioni e avere una persona od un ente che ci traini e che ci metta in riga.”
*
(IV): “Quindi ribadiamolo per bene: l’ Enantio come nostro locomotore.”
(P.Z.): “Senza dubbio avere delle competenze ed una guida può aiutare ma non si può fare il lavoro al posto nostro: noi conosciamo la realtà a cui bisogna guardare, che è piena di sfaccettature.
Dobbiamo lottare noi stessi da soli per il rilancio della Valdadige e anche stare attenti a chi vuole l’ Enantio come marchio privato, poiché esso è un bene di tutta la Terra dei Forti cui noi apparteniamo ed i benefici con questo prodotto come biglietto da visita saranno di tutti.”

A lui ed alla sua famiglia la nostra solidarierà e i nostri auguri per la sua salute: che stia bene per allietarci con i suoi ottimi vini!
Alla prossima, amici Valdadensi e da fuori! La primavera si avvicina e le viti iniziano a ‘buttare’, anche quelle di Enantio di 300 anni. Se non siamo vicini ad un miracolo….
“Le ECCELLENZE della VALDADIGE: la PROTEZIONE CIVILE di BRENTINO BELLUNO (VR)

“Eccellènza” (dal lat. excellentia)- Qualità di chi o di ciò che è eccellente (Voc. Treccani). Crediamo che questo termine si adatti bene alla Protezione Civile di Brentino Belluno, che andremo nell’articolo seguente ad analizzare col suo Coordinatore, Giulio Divino.
Dubbi spesso espressi da persone più anziane, detti e non detti, chiarimenti, azioni, motivazioni e realtà di persone che formano questi meravigliosi gruppi e che sono pronti a salvarci la pelle e le case: persone, appunto, d’ eccellenza.
(InValdadige): “Buonasera, Giulio: provenendo da un altro Territorio, seppure limitrofo, ti chiedo subito cosa pensi della Valdadige, prima di entrare nel Vostro ambito professionale.”
(Giulio Divino): “Che non c’è l’orizzonte (ride), venendo da Ala conosco bene cosa si prova. Scherzo, il mio pensiero è che in un Comune di 1388 anime dove li trovo i volontari? Chiaro che in un paese di 10,000 abitanti ne troverei di più. Forse. ”
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(IV):”Ma in rapporto al numero di abitanti mi risulta siate in una ottima percentuale”
(GD): “ Siamo in 27 volontari su 1388 persone, per cui siamo il 2%: è una percentuale altissima in confronto alle altre città\comuni: il pensiero ricorrente è che però in una eventuale situazione d’emergenza vorresti sempre che fossimo in tantissimi, non badare alla media.”
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(IV): “Questo conferma i dati che premiano i Veneti e specialmente i Veronesi come primato nazionale di volontariato.”
(GD): “Sì, lo confermo. C’è tantissima solidarietà e, cosa preziosa, di tutte le estrazioni sociali e con varie competenze. Essendo la nostra missione il salvataggio di persone, animali e beni nelle emergenze abbiamo bisogno di tutti: abbiamo elettricisti, meccanici, carpentieri, addetti all’ aiuto psicologico, infermieri, ingegneri… Perchè nelle nostre emergenze c’è bisogno di un po’ di tutto. Il database regionale ha segnato tutte le competenze di ogni singolo membro e decide in base al tipo di emergenza e delle competenze richieste (tramite corsi) chi chiamare. Anche in base alle emergenze nazionali.”
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(IV): ”Una domanda provocatoria in risposta a chi vorrebbe ripristinare la leva perchè “in caso di emergenza esce l’ esercito senza perdere tempo”: quanto tempo si può perdere in catena di comando durante una emergenza, anche alla luce del fatto che ogni Regione conosce le competenze delle proprie squadre?”
(GD): “Non vi è pericolo che si perda tempo e Vi spiego bene il perchè, così facciamo chiarezza: il bello della Protezione Civile è la formazione e la previsione.
Essa è alla base di tutto perchè prevede i problemi: quando facciamo I piani per una città (o Comune nel nostro caso) non vengono considerati vie strette e ponti perchè possono essere di impedimento e bloccare il lavoro di soccorso. Noidi Brentino Belluno e la Protezione Civile del Comune di Dolcè non collaboriamo perchè il ponte di Peri è un elemento di pericolo (crollo) che nel piano di sicurezza è già previsto: in caso di emergenza a Peri la seconda squadra ad arrivare dopo Dolcè sarà Sant’ Ambrogio perchè da un percorso relativamente più sicuro.
E qui si prevedono perciò i guai per poter arrivare più in fretta possibile: la formazione (e tiro di nuovo in ballo I colleghi di Dolcè) è l’altro punto della velocità nelle emergenza perchè nonostante non collaboriamo nei tempi di non-emergenza, nel momento di emergenza abbiamo la stessa formazione.
Questo comporta tagliare I tempi e poter mandare le squadre più vicine, adatte e veloci, perchè agiscono tutte allo stesso modo, da Brentino Belluno a Pantelleria.”
*
(IV): “Ti spiace illustrarci come funziona la catena di comando?”
(GD): “Usiamo un esempio ormai piuttosto noto: un terremoto: succede ora.
Il Dipartimento Nazionale di Protezione civile decide all’ istante CHI si muoverà e ciò può dipendere da molte cose: da che Regione è più vicina, chi ha squadre più adatte visto che dopo I corsi base le competenze da prendere in considerazione sono molte o anche da chi possiede più mezzi.
Le prime squadre arrivano in un paio d’ore perchè sono squadre d’emergenza con zaini sempre pronti con viveri d’emergenza, medicinali e occorrenza per l’urgenza: sanno che nessuno li supporterà e sono letteralmente pronti ad arrangiarsi in tutto.
Le seconde squadre arrivano in 6/8 ore con i mezzi di supporto: tende, cucine da campo e supporto di tutti i tipi, anche psicologico a chi deve operare e alle persone.
Il Dipartimento di Protezione Civile avvisa il Coordinamento provinciale, che avvisa il Coordinamento distrettuale che avvisa I singoli coordinatori, come me, il tutto in tempo quasi istantaneo grazie ai moderni mezzi di comunicazione. Possiamo dire che il tempo perso è zero.”
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(IV):”Questa è la risposta migliore a chi tira in ballo la missione istantanea degli alpini e del Vajont.”
(GD): “In realtà la tragedia del Vajont è stata proprio quella che ha suonato la sveglia: perchè è vero che gli alpini con grande merito sono stati encomiabili ma è mancato un supporto organizzato come noi possiamo garantire.
Dalla tragedia di Longarone è praticamente nata la Protezione civile moderna. Organizzata in modo da non pestarsi I piedi a vicenda, con varie competenze che purtroppo mancavano e con una diversa gestione delle emergenze più efficiente. I militari sul Vajont sono stati bravissimi non essendo preparati ma anche il personale delle ambulanze, abituato a situazioni d’emergenza, era smarrito. Noi operiamo in modo che, nell’ emergenza, tutto possa già predisporsi per il meglio, anche grazie al supporto psicologico che, non smetterò di ripetere, è utilissimo.”
*
(IV): “Come funziona la formazione di cui ci parlavi?”
(GD): “Questo è molto bello perchè abbiamo un corso base di 40 ore iniziali dove si impara di tutto un po’ ed un corso di sicurezza di 16 ore perchè dobbiamo anche noi stare in condizioni di sicurezza e poi vi sono corsi a libera scelta: supporto psicologico, antincendio boschivo, divulgazione nelle scuole, corso rischio elettrico ed altri che si possono scoprire, possono far scoprire pregi di noi insospettabili ed essere anche utili per noi stessi.”
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(IV): “Una domanda potrebbe sembrare sciocca ma che non viene mai posta: voi siete volontari. Avete vite vostre che comprendono famiglia e lavoro da conciliare. Se arriva una chiamata voi siete coperti a livello lavorativo o siete penalizzati?”
(GD): “Assolutamente no: siamo tutelati a norma di legge, assenti giustificati. Abbiamo rimborso spese per i mezzi ed il datore di lavoro viene rimborsato dallo Stato: ovviamente
sono tempi biblici (statali) e molte volte purtroppo chi non ha un buon rapporto col datore o lavora in una piccola azienda potrebbe avere problemi, ma in linea teorica siamo tutelati e raramente succedono dispute perchè non conviene litigare su questo.”
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(IV): “Riallacciandoci a questo, in una ipotetica chiamata voi sareste obbligati ad andare?”
(GD): “No: tutto questo è su base volontaria. Ma posso ben vantarmi che nelle ultime emergenze siamo usciti in forze, senza defezioni. In più con l’ esondazione del Rio Secco a Belluno Veronese la sera di Natale abbiamo avuto la soddisfazione di avere il ritorno della “briglia” costruita suggerita dai nostri gelogi che è davvero soddisfacente: raramente vediamo il risultato dei nostri sforzi. E nella briglia effettivamente non si vede neppure bene perchè l’hanno nascosta per l’ impatto ambientale. (ride)”
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(IV): “Il Coordinamento distrettuale di cui ci parlavi cosa comprende e dove ha sede?”
(GD): “Il Coordinamento distrettuale ha sede a Caprino e comprende zona Lago, Baldo.”
(IV): “Ma sono previste collaborazioni con altre forze? Vigili del fuoco, Ulss…?”
(GD): “No. Abbiamo fatto qualche collaborazione con la Stella d’ Oro di Ala, principalmente perchè sono stato loro Capo Servizio ed ho facilitato le cose, ma noi agiamo in autonomia. Il confine col Trentino, e lo dico da ex Trentino ed ora Veneto, è una sorta di barriera inaggirabile e anche piuttosto dannosa. Si possono contare sulle dita le volte che I pompieri di Avio hanno sconfinato e la Stella d’Oro ha una convenzione solo sull’ Autostrada, e mi pare che Trento possa sconfinare con l’ elicottero a Belluno V.Se se l’ elicottero di Verona Borgo Trento è occupato. Questa “barriera”, con I problemi che abbiamo attualmente con la chiusura di Bussolengo che a mio parere diventerà solo Primo soccorso e Caprino che non si decide a riattivarsi (ed io ci ho messo una pietra sopra) per cui le ambulanze dovranno partire minimo da Bussolengo non porta nulla di buono. Oltretutto il volontariato del Trentino è differente, loro hanno vigili del fuoco in quasi ogni Comune, noi abbiamo poche caserme ma abbiamo la Protezione Civile in ogni Comune.”
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(IV): “Il solito confine a nostro svantaggio?”
(GD): “Si parla di accordi: solo gli accordi possono superare questa cosa della chiusura di Bussolengo e del nostro Territorio che ne sta soffrendo. Non siamo assolutamente coperti: noi ci stiamo attrezzando a fare tutti corsi di defibrillazione perchè sentiamo di essere piuttosto abbandonati. Ricordiamo comunque di chiamare sempre il 118 perchè anche noi siamo schedati: è rarissimo ma succede che possiamo intervenire, specie in questa specie di limbo. E cerchiamo di formare nuove persone: tutti i bidelli e molti maestri della scuola primaria di Rivalta sanno defibrillare, il chè è rassicurante.”
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(IV): “Una cosa che si sta diffondendo a livelli informativo come la sindrome da Burn Out può capitare durante gli interventi, che possono essere lunghi, faticosi e senza una ricompensa visibile?”
(GD): “No, niente di simile alla Sindrome da Burn Out ma il problema dei volontari di un posto come la Valdadige può essere che gli interventi di soccorso coinvolgano persone a cui succede l’ emergenza che conoscono, loro parenti o persino loro stessi. In un posto piccolo quello è il rischio: senti una sirena che passa ed attraversa la Valle ed esci perchè temi sia un tuo parente. Vi è la notizia di un incidente e temi subito per I tuoi cari. E ti trovi a soccorrere persone a te care, con il peso anche su di te; senti il loro dolore anche se devi buttare via un’ auto.”
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(IV): “Essendo volontari e sapendo che può arrivare una chiamata da un posto lontano da un momento all’ altro, cosa vi spinge a questa forte adesione? Posti che non vi hanno dato nulla, diversi, che non conoscete… con cui non avete legame. (facciamo l’Avvocato del Diavolo ma non ci riusciremo, ndR)”
(GD): ”La prima cosa che senti è l’ adrenalina in più in corpo e la voglia di fare: non pensi minimamente a dove stai andando, vuoi fare, aiutare. Forse perchè potrebbe succedere anche a noi e vorremmo che più persone ci aiutassero, che venissero tutti. E poi se fai il volontario sei comunque già predisposto a partire, perchè l’hai scelto e anche se non ci credi poi scatta qualcosa in te che ti vuole in azione. Al punto da rimanerci male se non scelgono la tua squadra: il volontario stranamente non cerca il ringraziamento ma l’ azione in sè. Bisogna sentirlo. ”
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(IV): “Sbaglio o il Terremoto dell’ Aquila del 2009 ha suonato un’ altra sveglia?”
(GD): “Non sbagliate: l’ Aquila era SENZA protezione civile locale ed ha dovuto ricevere aiuto dall’ esterno: chissà perchè,forse davvero Longarone ha dato una sveglia psicologica oltre che fattuale e legislativa. Ma dopo la nostra azione siamo fieri di aver visto la Protezione Civile de l’ Aquila in azione durante il terremoto a Reggio Emilia felici di poter ricambiare l’aiuto. Sì, il 2009 è stata una seconda sveglia per tutta l’ Italia, si è diffusa di più in Regioni e/o Provincie in cui non c’era Protezione Civile, secondo me per il principio per cui tutti vorrebbero che in caso di emergenza vi sia più gente possibile. E forse per ammirazione/ emulazione. Da L’ Aquila in poi Protezione Civile = volontariato, inscindibili.”
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(IV): “Come possiamo fare per reclutare più NUOVI VOLONTARI, vista e dimostrata la vostra utilità?”
(GD): “Quello del reclutamento sta diventando un problema reale: il gruppo è stato fondato nel 2001 e tutti i volontari sono ancora attivi ma iniziamo a dover pensare al ricambio per mansioni come l’ antincendio boschivo.
Alla cerimonia dei neo-diciottenni vengono spinti verso il volontariato di vario genere ma la paura maggiore è l’ inadeguatezza, ignorando che invece dietro c’è chi si prenderebbe responsabilità per loro e corsi per la loro sicurezza e per approfondire le loro specificità più disparate. Tutti hanno utilità ma si interviene solo se formati, non si viene gettati nella mischia. Credo che questo equivoco sia un bel problema per reclutare nuove leve.”
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(IV): “Ti chiedo una ultima cosa: perchè il volontariato in Veneto e specialmente nella nostra piccola Comunità è così sentito? Forse per il vecchio senso atavico del ‘siamo una valle isolata, non siamo Trentini e Verona non sa che esistiamo e ci dobbiamo arrangiare’?”
(GD): “Di certo tra Protezione Civile, Avis, Associazioni varie (Quei de Belùm, San Giacomo…) il livello di solidarietà è alto: e poi credo che sì, sappiamo che se non ci arrangeremo non arriverà nessun’ altro. Da Nord no di certo e da Verona sono lenti. Siamo isolati ma ben organizzati e con grande determinazione di abitare la Nostra bella Valle”
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(IV): “Ti senti di raccomandare qualcosa in vista di una eventuale nuova ‘campagna acquisti’?”
(GD): “Sì, che non esiste nessun “armiamoci e partite”: abbandonate la sensazione di inadeguatezza perchè tutto è studiato per essere fatto in primis per essere in sicurezza voi stessi. E che tutti hanno una propria utilità, basta trovarla.”

“BIBLIOTECA DELLA VALDADIGE”: un agognato spazio per la cultura ed un sogno realizzato per il nostro Territorio

Buona domenica amici Valdadensi e non.
Negli recenti anni la nostra amata Valdadige ha visto finalmente realizzato il sogno di una Biblioteca sul territorio, anzi: per consolarci degli anni passati ad anelare che arrivasse anche da noi questo ottimo sistema, invidiando gli amici del vicino Trentino per la sede di Avio, le sedi della “Biblioteca della Valdadige” si sono ‘fatte in due’, una a Volargne ed una a Rivalta, una per Comune.
Appartenenti al SbpVR, Sistema Bibliotecario della Provincia di Verona (uno dei migliori d’Italia, parola di ex esaminandi di Biblioteconomia), esse sono veri e propri portali (“hub”) dai quali ritirare ogni libro si voglia ordinare dalle biblioteche di tutta la provincia appartenenti al SbpVR.
Coordinate dalla Cooperativa Hermete, che non è nuova ed ha giocato un ruolo fondamentale nella loro nascita, e site in spazi preposti dai Comuni, la Biblioteca della Valdadige non ha agito solo con spazi dedicati alla lettura ed ai libri, ma anche con iniziative per i giovani dei Comuni con spazi di crescita e laboratori.
Andiamo a conoscere meglio il loro lavoro nella figura della Coordinatrice della ‘Biblioteca della Valdadige’ di Volargne, Nicoletta Banterle, che si è offerta di darci lumi sulla loro nascita e sulla loro crescita.
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(InValdadige): “Buongiorno Nicoletta: ci puoi raccontare come è nata la collaborazione con i nostri due Comuni che ospitano le sedi, ossia Brentino Belluno e Dolcè, sfociata in questa bellissima iniziativa della Biblioteca della Valdadige (Volargne e Rivalta)? La Valdadige è stata per molto anni senza una biblioteca ed ora si trova ben due “hub” del Sistema Bibliotecario della Provincia di Verona dal quale si possono ordinare libri e farli recapitare nel punto scelto (nel nostro caso Rivalta o Volargne). Mi avete accennato ad un‘idea del professor Viviani, può dirci di più?”
(Nicoletta Banterle): “L’idea originale è stata, appunto,del Professor Viviani, ex Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Rivalta- Peri- Dolcè- Volargne, che ha sollecitato fortemente i Comuni di Brentino-Belluno e Dolcè per la creazione di una biblioteca, spingendo per avere delle biblioteche interne alle scuole ma aperte alla cittadinanza (come poi è avvenuto, ndR). Ne è nato presto un progetto scritto dalle Scuole e dai Comuni, i quali si sono rivolti alla Fondazione San Zeno per un finanziamento riguardante l’acquisto di libri per la fascia bambini – giovani adulti ( 03- 15 anni).
Le due sedi preposte sarebbero dovute essere la Scuola primaria di Volargne e la scuola primaria di Rivalta, poi la prima scelta è stata cambiata (ora il polo di Volargne si trova all’ infopoint, attistante la Chiesa di Volargne) per un esubero di classi nella scuola di Volargne. La scelta del professor Viviani, col quale abbiamo collaborato fin dall’inizio, di rivolgersi a noi (Cooperativa Hermete) è stata indirizzata dal fatto che avevamo già una forte collaborazione, occupandoci dei servizi socio- educativi del territorio di Dolcè. Invece, l’ indirizzo di tale spinta del professor Viviani è riconoscibile in quanto,essendo stato in passato Presidente della Libera Università della Valpolicella,ebbe l’incarico della risistemazione della Biblioteca di Sant’ Ambrogio di Valpolicella ed ebbe da noi supporto per la ricollocazione dei volumi. Per cui una collaborazione proseguita naturalmente e sfociata in questo progetto di “Biblioteca della Valdadige” che il professore ha tanto voluto.
Io, essendo una delle referenti del progetto, sono andata personalmente nelle varie scuole, in particolare alle Medie di Peri che conservavano il grosso dei volumi, per catalogare i libri già esistenti e poi, con il supporto dei docenti, stilare una “lista di acquisti” e poi catalogati. Mentre questo lavoro veniva fatto, i Comuni iniziarono un dialogo con la Provincia, essendo allora “gestore” del Sistema Bibliotecario della Provincia di Verona (cui sono seguite molte vicissitudine burocratiche che salteremo; basti far notare che l’ attuale gestore è ancora il Sistema Bibliotecario della Provincia di Verona), per aprire la Biblioteca della Valdadige.
Per fare parte del SbpVR (abbrevieremo in SbpVr, d’ora in poi, il Sistema Bibliotecario Provincia di Verona, ndR), infatti, occorrono delle caratteristiche ed obblighi cui sottostare.”
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(IN):” Ti va’ di spiegare quali sono gli obblighi e\o caratteristiche che una Biblioteca deve possedere per far parte del SbpVR, visto sembra un progetto piuttosto ambizioso?”
(N.B): “Dunque, due aspetti fondamentali per far parte del SbpVR è che la Biblioteca deve essere aperta per 12 ore del suo orario settimanale da parte di personale formato e non da volontari; l’altro è che l’amministrazione Comunale a cui fa capo la Biblioteca metta a disposizione un bilancio di di 0,33 cents per abitante del Comune per l’acquisto dei libri; sono fiera di dire che bilancio di Volargne supera nettamente i pre-requisiti.”
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(IN):”Da quando sono state aperte ufficialmente le sedi della Biblioteca della Valdadige?”
(N.B.): “La Biblioteca della Valdadige è stata inaugurata con grande soddisfazione il 6 maggio del 2017.”
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(IN): “La Biblioteca della Valdadige nella sede di Volargne gode di un’ ottima posizione; non solo la vicinanza alle scuole, ma anche l’apertura della spettacolare ciclabile la pone in una posizione “strategica” per l’avvicinarsi della popolazione.”
(N.B.): “Sì, la gente passa per andare alla ciclabile, oppure viene anche da Ceraino e Dolcè a piedi, ed entra; molti lettori sono però già stati “abituati” con la Biblioteca di Sant’Ambrogio di Valpolicella che appartiene a sua volta allo stesso Sistema, con interprestito tra le varie biblioteche del veronese, per cui sono solo “migrati” trovandosi più vicini. Oltretutto i volumi possono essere restituiti in qualsiasi biblioteca del Sistema, per cui si crea una collaborazione tra le varie.”
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(IN): “Se qualcuno volesse donare dei libri, per aiutare, come dovrebbe fare?”
(N.B.): “Per poter donare dei libri bisogna rivolgersi al referente della Biblioteca cui si vuole fare la donazione, poiché ogni sede ha un suo Regolamento interno: ovviamente non si accettano testi scolastici, doppioni, e libri malconci (ammuffiti o rovinati); per molto tempo le persone non hanno recepito questo messaggio di “filtrare” le catalogazioni perchè, ovviamente, gettare un libro al giorno d’oggi sembra un gesto molto brutto, al punto che al mattino trovavo scatoloni di libri “abbandonati” all’ apertura della sede. Purtroppo dobbiamo anche fare i conti con gli spazi che abbiamo a disposizione, per cui non abbandonateci i libri arbitrariamente, contando che andranno automaticamente catalogati, ma chiedete sempre al referente della biblioteca cui intendete rivolgervi per la donazione di aiutarvi e trovare una soluzione.”
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(IN): “Come si può riuscire ad avvicinare I bambini alla lettura, non essendo in primis I genitori abituati alla presenza di una biblioteca sul posto?“
(N.B.): “Una cosa per la quale ci battiamo sempre è l’educazione fin da piccoli alla lettura ed al prestito bibliotecario: non nego sia importante vedere in famiglia un adulto con un libro in mano, ma la spinta più forte credo venga da un’ educazione fin da piccolissimi. Ho avviato molte collaborazione con i nidi e con le primarie: credo molto che il futuro del successo di queste biblioteche dipenda da questi progetti che poi, paradossalmente, i piccoli trasmetteranno ai grandi.”
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(IN): “Come potremmo, viceversa, avvicinare gli anziani al Sistema Bibliotecario ed all’ Interprestito, non essendo molto ferrati nell’ ordinare da soli i libri e per cui portando come conseguenza la resa, mentre molti anziani sarebbero proprio nella condizione della vita di poter finalmente leggere?”
(N.B): “Quella che per noi è una risorsa (usare la biblioteca come portale per farsi arrivare libri da tutta la Provincia) e che usiamo facilmente può essere,comprensibilmente, una difficoltà nell’ anziano non abituato neppure a considerare la Biblioteca al di là dello spazio fisico che vede: per consigli, per ordinarli, per richieste, è sempre bene chiedere al bibliotecario senza vergogna, che spesso saprà anche consigliare nelle scelte, cercare il libro e anche suggerire dei libri che potrebbero interessare sulla scia degli interessi della persona.
Non solo, possiamo suggerire l’acquisto se il libro non si trova nel Sistema e lo si giudica particolarmente utile, che possa servire a tutti, e devo dire che l’Amministrazione del Comune di Dolcè ha sempre accolto il budget acquisti che ho proposto senza fare ulteriori controlli né proteste. Come detto, siamo ben oltre il budget previsto di 0,33 cents\persona previsto.”
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(IN): “Un’ultima domanda un po’ maliziosa: ma tutti questi libri di Storia locale (es: “Dolcè”, “Valdadige”, “I forti di Rivoli” tanto quanto gli scrittori locali, frutti di donazioni) sono presi a prestito o sono qui un po’ per dovere?”
(N.B.) “ (ride) Effettivamente non sono molto presi a prestito, ma dovremmo essere più ricchi in realtà di storia locale: spesso a scuola si danno ricerche sul Territorio e noi non possiamo soddisfare ciò che viene chiesto nelle Scuole stesse, questo è un peccato. In compenso ho convinto una personalità come Bepi Sartor, uno dei più significativi poeti locali, a donare alcuni libri di poesia di autori dialettali, con qualche piccola condizione quale che vengano ben mostrati all’ interno dello spazio a disposizione, per conservare e poter usare la sua letteratura in tutta la Provincia. Un utente di Vigasio potrà così chiedere, normalmente, un libro di Sartor grazie a questa donazione.”
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Con questa piccola grande vittoria di Nicoletta, che abbiamo anche osservato al lavoro durante questa intervista e che confermiamo sia molto apprezzata ed affezionata dai suoi “clienti” lettori, chiudiamo e vi invitiamo ad unirvi alla ‘Biblioteca della Valdadige’ in una delle sue sedi; a Rivalta alle scuole primarie (giovedì 15.00\18.00 e sabato 09.30\12.30) e a Volargne all’ InfoPoint antistante la Chiesa (martedì 14,30\18.00 e venerdì 09,30\12,00). Basta un documento valido per registrarsi.
Grazie al Sistema della Biblioteca della Provincia di Verona, vi ricordiamo, è possibile trovare o richiedere qualsiasi libro desiderate (anche da soli, con l’account dato dalla tessera) chiedendo alla referente presente in Sede, e ritirarlo all’arrivo, nonché riconsegnarlo in QUALSIASI sede dell’ SbpVR.
Grazie a Nicoletta Banterle ed alla Cooperativa Hermete per la loro disponibilità per questa prima intervista.
Alla prossima e buona domenica, amici .

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