Il ciclo delle ‘Eccellenze della Valdadige’ riparte dalla Protezione Civile di Dolcè; un gruppo per Due Comuni.
Buongiorno, amici della Valdadige: se con la precedente intervista al Coordinatore Giulio Divino della Protezione Civile di Brentino Belluno abbiamo sviscerato la cosa che più colpisce del Dipartimento Protezione Civile, ovvero l’azione in corso di emergenza, con la Protezione Civile di Dolcè-Pastrengo abbiamo tentato di affrontare il quotidiano di un gruppo Protezione Civile, delle mansioni più comuni come il supporto alle forze di servizio in manifestazioni, le differenze tra i due gruppi locali ed il perché il gruppo di Dolcè-Patrengo abbia la particolarità di essere associata a due Comuni: così, da una parte l’emergenza e dall’altra il quotidiano, ben sapendo che entrambe possono svolgere i compiti elencati da entrambe perché le regole emanate dal Dipartimento Protezione Civile sono UGUALI per ogni gruppo, il ché è la loro forza: uniti ma distanti, possono collaborare con ogni gruppo senza perdere tempo.
Gentilmente, nella sede del Comune di Dolcè (il CoC), il Coordinatore Renzo Andreoli ed il segretario, sua moglie Katia, hanno risposto a tutti i nostro dubbi: speriamo così che le due interviste diventino complementari e diano un quadro completo della Protezione Civile, che è più sfaccettato di quanto sembri e del quale noi non crediamo assolutamente di aver svelato tutto, ma di aver creato un quadro complessivo in cui inserire i nostro Corpi locali.
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(InValdadige): “ Buongiorno e grazie per la disponibilità: la prima cosa da chiarire credo sia la differenza tra le due Protezioni Civili disposte qui in Comunità Valdadige, ovvero la Protezione civile Comunale di Brentino Belluno e la Protezione Civile di Dolcè- Pastrengo. Perché Dolcè – Pastrengo? Non sono neppure confinanti!”
(Renzo Andreoli): Buongiorno a tutti: la cosa è più semplice di quello che sembra, essendo noi un’ Associazione possiamo fare più convenzioni con più Comuni: la Convenzione col Comune funziona in modo che un tot di soldi (che non stiamo a specificare) vengano versati per svolgere determinate mansioni in emergenza e non solo in emergenza (e neppure queste saranno tutte specificate, giustificatamente). E’ importante ricordare, visto molti lo credono, che noi non facciamo ‘servizio d’ordine’, bensì possiamo intervenire solo in caso di chiamata dei Carabinieri o in supporto della polizia locale: da soli non facciamo né interventi d’ordine né viabilità o qualsiasi cosa possa sostituire le forze dell’ordine, noi non siamo i loro sostituti, semmai il loro supporto.
E qui non vi è differenza tra Comunale o Associazione: le leggi a cui obbediamo tutti sono quelle diramate dal Dipartimento Protezione Civile a Roma”
(InValdadige): “Vista così sembrerebbe migliore la forma associativa di quella comunale.”
(R. A.): “Beh, se non si vanno a calcolare le spese: assicurazioni mezzi, assicurazioni volontari, divise, sono a carico nostro, conteggiate come nostre spese come ogni buona Associazione deve tenere conto; abbiamo un bilancio annuale di fine anno e dobbiamo presentare una previsione di bilancio annuale ad inizio anno ai Comuni con i quali abbiamo la convenzione, per ottenere i fondi. Invece le Comunali hanno, teoricamente, tutto pagato dal Comune.
Un’altra differenza, che invece fa pendere l’ago a nostro favore -dal nostro punto di vista- è che noi possiamo far entrare chi e specialmente QUANTI vogliamo nella nostra Associazione, mentre in una Comunale teoricamente decide il Sindaco del Comune di riferimento quanti volontari fare entrare.”
(InValdadige):”Allora, chiarito questo aspetto, vogliamo fare un po’ di storia della Protezione Civile di Dolcè?”
(R.A.): “La Protezione Civile di Dolcè è nata nel 1990: ovviamente noi (io e mia moglie, presente come segretario, ndR) non eravamo ancora membri. Quando nacque era un gruppo ANA condiviso con Castelnuovo d\Garda, diventata poi gruppo Comunale e nel 2001 finalmente in forma associativa come la conosciamo ora.
Facciamo parte del Distretto “Verona 2” (10 Comuni veronesi), diversamente da Brentino Belluno.
Io sono entrato nel 2008 e nel 2011 sono diventato Presidente.”
(InValdadige ricorda: le due Protezioni civili non sono considerate “vicine” per via del collegamento Ponte di Peri considerato ‘a rischio’ in situazioni d’emergenza; in caso di rinforzi sul Territorio, a Dolcè si aggiunge Sant’Ambrogio come confinante, ndR)”
(IV):”Ecco, avete accennato all’ ANA: non abbiamo ben capito come sia organizzata e da dove dipenda. Sappiamo solo che è formata da Alpini: Vi spiace darci qualche informazione, visto ne abbiamo l’occasione?”
(R.A.):” L’ANA, a nostra differenza, è un GRUPPO NAZIONALE, suddivisa poi in varie sezioni ma un gruppo unico: prende ordini anch’essa dal Dipartimento Protezione Civile ma mentre la Provincia o la Regione o il Dipartimento Nazionale chiedono l’intervento di specifici gruppi di Protezione Civile vicino al luogo dell’emergenza, per esempio potrebbero chiamare Dolcè quanto Sant’Anna D’Alfaedo, l’ Ana essendo un gruppo unico di solito sono i primi a muoversi quando vi è emergenza. Gli Alpini sono il top per quando riguarda la velocità dei soccorsi, mezzi, struttura ed organizzazione.”
(IV):”Porterete il vostro aiuto all’Adige Marathon del 04 ottobre, quest’anno?”
– QUESTA DOMANDA E’ STATA FATTA PRIMA DI SAPERE DELL’ANNULLAMENTO, MA RITENIAMO SIA IMPORTANTE SAPERE COME SI SAREBBE SVOLTA QUEST’ANNO, CON MISURE PARTICOLARI.
(R.A.): “Quest’anno l’Adige Marathon sarà chiusa da un cordone sanitario pesantissimo: noi baderemo al parcheggio per l’isola di Dolcè dal 03\10 al giorno stesso a preparare il parcheggio da dove partirà la mini-maratona e le canoe da rafting, ma non potremo entrare nel cordone: al contrario degli altri anni non vi sarà il numero di volontari della Protezione Civile Brentino Belluno, Rivoli, Bussolengo e delle organizzazioni private sono rimasti molto delusi ma dobbiamo guardare all’anno in corso.” – E PURTROPPO CIO’ NON E’ AVVENUTO, MA UN CORDONE SANITARIO SIMILE E’ PROVA CHE SI SAREBBE TUTTO SVOLTO IN SICUREZZA
(IV):”C’è una cosa che però mi ha detto quando mi avete accolto: che è in servizio. Come sarebbe che è ‘in servizio’?”
(R.A.):”Perché io SONO in servizio: sono in servizio di rappresentanza, come questa sera (26/09, data dell’intervista) sarò di rappresentanza al PalaRiso di Isola della Scala, in divisa e rappresentante del gruppo.”
(IV):”Perciò torniamo sulle Convenzioni: non vi chiediamo di dircele tutte, ma un esempio di cosa vi è chiesto?”
(R.A.): “Facciamo servizio di aiuto alla polizia locale alle manifestazioni, per esempio a ‘Storia e Sapori’ che quest’anno non si è svolto causa CoVid19, ma al quale di solito partecipiamo attivamente come supporto alla polizia locale ma anche piantando il nostro gazebo con l’invito ad ‘arruolarsi’ nei nostri: forniamo aiuto a manifestazioni sportive o religiose sempre in supporto, senza dimenticare le varie emergenze che si presentano nei rispettivi comuni convenzionati, come ad esempio ( taglio di piante cadute o pericolose , interventi con motopompa per allagamenti , spargimento di sale in caso di ghiaccio e neve, chiusura di tratti di ciclabile in caso di piena dell’adige ogni qualvolta si presenta una manifestazione). Per decidere queste cose vi è la riunione dell’Associazione o delle Associazioni che la tengono e noi partecipiamo, com’è giusto, e si decide.”
(IV):” E le Vostre, riunioni, ogni quanto vengono tenute?”
(R.A.):”Circa una volta al mese la riunione del gruppo, mentre le riunioni del Direttivo sono convocate ogni volta lo ritenga opportuno il Presidente, cioè io.”
(IV):”Avete aiutato nel Comune di Brentino Belluno alla Festa del 15 agosto degli Alpini in Pian di Festa con una navetta; vista l’eccezione del Ponte ed essendo in un altro Comune, come vi comportate quando siete in un Territorio con una propria Protezione Civile?”
(R.A.):”Personalmente in un Territorio di un’altra Protezione Civile io chiamo per mettermi d’accordo con l’altra Protezione Civile per rispetto: quest’anno mi ha chiamato il Presidente degli Alpini della sezione Valdadige ed io ho chiamato la Protezione civile di Brentino Belluno per sapere se e come muoverci.
Non tutti lo fanno, a volte ci siamo trovati nel “nostro territorio” altre organizzazioni, con nostra sorpresa.
Noi lo facciamo e vogliamo metterci d’accordo, che non esista il caso di essere tra i piedi o una sorpresa per la Protezione Civile del Comune dove andiamo ad operare. Abbiamo avvisato anche la sera della rappresentazione teatrale per nostra beneficenza, che eravamo sul loro Comune ed in divisa.
Tanti non lo fanno, noi sì, lo riteniamo un gesto di rispetto tra gruppi con lo stesso obiettivo.”
(IV):”Torniamo un po’ indietro: anche se questa cosa era stata raccontata dal Coordinatore Giulio Divino, le andrebbe di ripassare la catena di comando, ovvero cosa succede in caso di emergenza?”
(R.A.):”Iniziamo parlando a a livello provinciale o regionale: si chiedono volontari dal distretto più vicino all’emergenza e poi, valutata la gravità della situazione, si muovono a catena gli altri distretti.
Tutto dipende sempre dalla gravità dell’emergenza e da come sono disposti e dal numero di volontari che possono partire.”
(IV):”Ed in emergenza nazionale, cosa succede?”
(R.A.):”In emergenza come Amatrice o L’Aquila la Provincia manda la richiesta di disponibilità di volontari tramite mail o whatsapp, che ormai hanno tutti ed è certamente più veloce, e poi si parte tutti con la colonna mobile regionale.
Noi abbiamo avuto sempre avuto qualcuno nelle emergenze nazionali: in Abruzzo vi erano 2\3 volontari, così come nelle Marche e ad Amatrice abbiamo consegnato orgogliosamente i fondi raccolti da Comune e Protezione Civile (una nota per quanto riguarda Amatrice e Montemonaco: abbiamo consegnato orgogliosamente insieme ad sindaci e altri coordinatori ,fondi raccolti da Comuni e Protezione Civili del distretto VR2, ndR).
(IV):”L’emergenza che vi ha più colpito?”
(R.A.):”Le emergenze non sono mai uguali, ma quelle dei terremoti sono devastanti: non è certo come una piena dell’Adige per quanto grave possa essere.
Io ero nelle Marche ed è stata dura, ogni settimana c’è il cambio ma è una settimana…dura, noi eravamo in funzione di tirare via il campo del Veneto per preparare quello del Trentino ma in quei momenti non si sa quando avranno mai fine queste sofferenze.
Ci sono gruppi che possono dare disponibilità di due settimane ma in genere ogni settimana ci danno il cambio.
A volte è impossibile lasciare il lavoro, come durante una piena dell’Adige che aveva allagato Monteforte d’Alpone e Soave, e perciò andavamo giù di notte a lavorare e poi tornavamo sul posto di lavoro. (CIOE’ LAVORARE DURAMENTE DI NOTTE E ANCHE DI GIORNO- sconvolti ,ndR)”
(IV):”Qual è il procedimento per reclutare una persona nel vostro gruppo?”
(R.A.):”Beh, se non lo conosciamo facciamo un controllo alla polizia locale, poi in ogni caso i candidati incontrano il Direttivo e fanno quattro parole, lì si decide (‘si chiede se hanno voglia di far qualcosa, in sostanza’ – Katia, segretario, puntualizza-). Noi valutiamo anche in base ad eventuali problemi medici i compiti che andranno a svolgere dopo il Corso di Sicurezza obbligatorio, ovvero come operare in sicurezza, dpi e primo soccorso più un piccolo corso base di Protezione Civile. I corsi si tengono di solito in sedi più grosse che tendono a turnare come Castelnuovo, Verona, Caprino… “
(IV):”E che specializzazioni potrebbero prendere i nuovi entrati?”
(R.A.):” Mah, per esempio c’è l’ anti – incendio boschivo, che essendo un esame medico-fisico è piuttosto tosto, il salvataggio fluviale, il patentino escavatori e 4×4, la psicologia d’emergenza, il DAE (defibrillatore): dovreste vedere come esce il nostro pick up quando facciamo il corso e l’esame (ride), paghiamo più a pulirlo che a usarlo, quasi!
Da notare che i corso di Primo Soccorso li paghiamo noi con i nostri fondi, di solito ad organizzazioni come Croce Rossa o simili.
Le specializzazioni non mancano anche per chi non ha portanza fisica e vuole aiutare, troverà certamente qualcosa che lo cerca, e chi entra deve essere rassicurato che si lavora sempre in sicurezza.”
(IV):”Per ora abbiamo parlato solo dei doveri, cioè di cose noiose: ma cos’è il bello di fare parte della Protezione Civile?”
(R.A.):”Mah, molti si scoraggiano per il tempo del corso di sicurezza che è effettivamente lungo ma necessario e per i vari compiti da operare sul Territorio che sembrano noiosi, ma diciamo che noi li consideriamo anche una buona opera di smistamento da chi vuole fare veramente da chi vuole indossare la divisa per fare il Rambo.
Capita che tali individui insistano nel loro comportarsi irresponsabilmente e vengano richiamati dal Direttivo per mediare la loro situazione e invitarli a non fare più, appunto, il Rambo della situazione.
Quelli che se ne vanno non sapranno mai la soddisfazione di sentire un ‘grazie’ o comunque ringraziamenti da chi ha perso tutto ma sa che stai combattendo per salvare il poco che c’è.
Una famiglia a Soave, durante l’alluvione di cui parlavamo prima, aveva perso quasi tutto e mentre noi stavamo a lavorare era commovente vedere queste signore come ci correvano incontro con tutto quello che avevano: ci hanno colpito i caffè ed i dolcetti; in una situazione del genere, con casa allagata e quasi tutti perso, erano preoccupate non avessimo i dolcetti!
Sono gesti che restano per sempre e che ci rinuncia non proverà mai.”
(IV):”Lo Statuto della Protezione Civile di Dolcè, mi aveva accennato nelle chiacchiere extra-intervista, ha una particolarità.”
(R.A.):”Sì, noi siamo una delle pochissime squadre che possiamo formare una ‘squadra giovani’ o ‘allievi’, cioè minorenni affiancati sempre da un maggiorenne che portano sulla loro divisa la dicitura ‘allievi’ e non possono agire autonomamente: abbiamo cambiato statuto per poterlo fare e bisognerebbe vedere la gioia quando, al 18′ compleanno, gli si stacca la targhetta ‘allievi’; i genitori potrebbero quasi non comprargli nessun regalo da tanto son contenti. (ride, ndR)
Ora ne abbiamo solo uno, ma in passato ne abbiamo avuto molti e molte soddisfazioni da loro.”
(IV):”Avevamo accennato anche all’Emporio della solidarietà, cui partecipate.”
(R.A.):”L’Emporio della solidarietà è un’Associazione a parte, che aiuta le famiglie bisognose con donazioni dirette di cibo: questo è raccolto grazie ai clienti dei supermercati di Domegliara, LIDL ed EUROSPIN che hanno un carrello con sopra il cartello recante anche il nostro logo in quanto aiutiamo durante le distribuzioni. Anche quei ‘grazie’ sono molto sentiti, è sempre un’altra forma di aiuto in caso di bisogno.”
(IV):”Voi vi mantenete con le Convenzioni coi Comuni e con le donazioni: com’è possibile che un gruppo che necessita di così tanti fondi riesca a farcela?”
(R.A.):”Abbiamo avuto esempi davvero bellissimi durante il Covid19: intanto il più grosso è stato il nuovo pick up dalla Fondazione Valentini per il lavoro svolto,ma ci hanno stupito che le persone, i privati, vedessero in tv l’appello a donare alla Protezione Civile Nazionale e scegliessero invece coscientemente di donare a noi.
Ed i più poveri o di fascia più bassa donavano di più, questa è una cosa che non smetterà mai di stupirci.
Abbiamo avuto un caso commovente di un ragazzo che suonava sul balcone per tutto il vicinato e che ha raccolto una considerevole sommetta con i vicini e che ci ha donato il tutto, dicendo ‘tanto sono in lockdown, non posso spenderli’ (anche arguto, ndR). Ma la generosità delle persone è sorprendente.”
(IV)”Mettiamo che è una delle cose per cui bisognerebbe arruolarsi nella Protezione civile, il vedere questa generosità all’opera?”
(R.A.):”Un ottimo argomento per arruolarsi, sì.”
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Ringraziamo sentitamente Renzo e Katia Andreoli non solo per l’intervista ma anche per il loro intervento allo spettacolo scorso: non sappiamo come spingervi, se non dicendovi che in lockdown, ovvero in momento del bisogno, i volontari di Dolcè\Pastrengo sono aumentati, fedeli allo spirito della Protezione Civile di arrivare nel momento del bisogno.
Alla prossima, amici.










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