eppure siamo sempre in cerca di cose che suscitino la curiosità nel nostro piccolo Territorio, cose che possano attirare in primis noi amici della Valdadige ed in secundis attirare un flusso turistico.

Abbiamo salutato questi ragazzi “dalla Gigia” seduti a bere con chi avevano portato a vivere un’emozione, li abbiamo sempre visti in giro, abbiamo visto il loro furgone nelle visite a Brentino, eppure…
Speriamo di non essere stati colpiti dalla spocchia del “nativo”: cioè ‘mi son nato chi e voialtri sì vignesti dopo, no go bisogno de voialtri’, perché sarebbe un errore gravissimo: un errore gravissimo come averli ignorati -involontariamente- fino ad adesso che la Valdadige eroghi patentini di “natività” come medaglie; adesso rimediamo con un’intervista fiume a Marco Heltai e Vivian Pontarin proprio nel loro primo giorno di riapertura, il 22/05/2020 dopo una memorabile festa “Al Casòt” di Mama de Soto
(InValdadige):” Ciao ragazzi, ci scusiamo per essere arrivati così ‘tardi’ ad un’attività che da una prospettiva così importante come quella sportiva per promuovere la Valdadige. Ecco, tenendo il focus sul nostro territorio, poiché sappiamo avete attività sul Garda ed attorno, cosa proponete ai visitatori per la Valdadige?”
(X Adventure -parlano a turno sia Vivian che Marco, perciò terremo il “logo”):” Questo è un punto fondamentale per il canyoning, si veda che abbiamo la base canyoning station qui a Brentino; poi facciamo arrampicata su tutta la zona Valdadige, canoa, rafting e ciclismo, sia mountain bike che bici da strada. L’anno scorso con degli irlandesi abbiamo fatto un giro dal Lago, raggiungendo la punta di Peri, cambiando ciclabile e poi dalla Chiusa risalendo verso Calmasino: meraviglioso, 50 circa km! La Valdadige ha tutto.”
(IV):” Beh, noi lo vantavamo già, di avere tutto (ridiamo) ma in altro senso. Cosa ritenere sia il vostro punto di forza?”
(XA):” Il bello della nostra organizzazione è che abbiamo proposte adatte per tutti: sia dai bimbi di 6 anni, con le Kid’s adventure dedicate, ad adulti senza limiti di età; da esperienze soft per principianti a estreme per gente già esperta che vuole mettersi alla prova; organizziamo anche gite alpine ad alta quota.
Nelle Kid’s Adventure la bellezza è che i bimbi sono i gestori delle proprie attività, non li gestiamo noi ma loro gestiscono l’attività. Siamo in un’epoca diversa da dove siamo cresciuti noi, dove i bimbi si appropriavano del territorio giocando, siamo in un’epoca dove per assurdo sono i GENITORI che vogliono per i loro figli una scuola alternativa: ci hanno inserito nello staff di una scuola elementare Marciaga\Castion dove noi facciamo educazione fisica, mentre noi li portiamo in natura, una scuola montessoriana-steineriana che conta molto sull’esperienza.
La cosa bella di questi percorsi è che li costringe a farsi carico di una cosa che sovente non esiste più ed è scaricata alle scuole o agli educatori, che è la responsabilità: quando fanno attività possono essere liberi, completamente liberi e sani.”
(IV): “La Valdadige stessa è comunque cambiata: internet ha migliorato le nostre vita rapportandoci in tempo reale con la città, insomma non andiamo più a Verona vestiti come i cugini di campagna, ma nello stesso tempo ci ha scollegato dal territorio.”
(XA):”E la Valdadige è meravigliosa perché nell’arco di 4 km puoi fare QUALSIASI COSA: un concentrato di esperienze a tutti i livelli. Offre la possibilità di fare cose che in altri posti si sognano: esempio, mattina canyoning e pomeriggio degustazione lungo il fiume con i gommoni. E cosa che facciamo SOLO qui è poterci permettere di fare formazione aziendale, dando in mano il gommone alle aziende senza essere sopra noi a controllarlo: questo è molto più formativo per loro. Un concentrato di attività altamente stimolanti. E l’autenticità del fiume Adige che qua non è stato toccato, ha un percorso naturale.”
(IV): “L’Adige come ‘fiume autentico’ è un concetto davvero interessante.”
(XA): “E non solo: tu entri in una Valle che comunque risente del progresso dai suoi rumori. La A22, la linea ferroviaria del Brennero, la Statale, la Provinciale…ma appena scendi a livello del fiume questi rumori SPARISCONO, per cui sensorialmente è una cosa incredibile: il fiume Adige sembra quasi un antidoto contro le storture ed il rumore della modernità.”
(IV):”E la ‘scommessa Valdadige’ di cui ci hai accennato prima?”
(XA):”La scommessa è che questo tratto di Valdadige è ancora sconosciuto dagli stessi Veronesi e questo fa tantissima impressione: vengono direttamente turisti tedeschi, belgi, olandesi, americani, australiani perché ci conoscono ed il tizio di San Massimo pensa sia Trentino, quando lo attraversa in autostrada. Questo mi fa impazzire.
I turisti stranieri arrivano al volo con i loro mezzi alla nostra station o alla nostra base: se invece dico ad un Veronese ‘vieni a Brentino’ questo come minimo viene col navigatore e poi si perde pure.
Per noi questo è uno stimolo incredibile, una scommessa pazzesca: ci credono trentini!”
(IV):”Per cui, che ricetta per i veronesi come noi ma che non conoscono noi?”
(XA): “Questa spinta attuale al turismo non di massa: ora la gente, dopo il boom del turismo di massa e del Lago, cerca questi posti dove vantarsi di essere stati, di averli ‘scoperti’, di essere in pochi. In più, ciò che sta andando tanto qua in Valle sono gli ADDII AL CELIBATO\NUBILATO (basiamo, ndR!); gente che parte, non sanno dove stanno andando in realtà perché prenotano tramite sito o telefono, si trovano qui e si trovano stupiti e si dicono ‘porca miseria, eppure ci sono passato tante volte di qui, ma guarda che bellezza!!’. Mentre i tedeschi e altre nazionalità SANNO che ci sono e ci cercano, perchè fa parte del loro spirito cercare questi posti e fare vacanze esplorative.”
(IV):”E questa avventura, parafrasandovi, quando è iniziata?”
(XA): “Beh, è iniziata un bel po’ di tempo fa, ma specialmente NON qua! Nel 1988 ci si allenava e si insegnava in Val di Sole, sul Noce: abbiamo iniziato con la scuola di canoa, poi col primo camping che ha creduto in noi, e anche là all’inizio eravamo visti come stranieri, come matti! Pensare che ora è una delle attività principali e più sponsorizzate della zona è impressionante: nel 1990 è sceso il primo gommone di rafting e da allora non ci si è più fermati; abbiamo avuto la separazione tra abitato e tra di noi che tentavamo di esplorare e valorizzare il territorio.
E ciò che è successo in Val di Sole si sta per ripetere qui: all’inizio eravamo quelli strani ed ora siamo accettati dal paese, i bimbi ci vengono a cercare, a curiosare attorno…
E qua vi è la spiegazione del perchè siamo approdati in Valle.
Nel 2005 abbiamo fatto il raduno annuale di Canyoning Val di Sole a Ferrara di MonteBaldo perché non avevamo tempo di andare in Val di Sole, avevamo tutti molti impegni, per cui…PER CASO.
Ferrara, 2005.
L’ allora Sindaco Rossi di Ferrara, lungimirante, disse “ma perché invece di piantar le tende non mettete una base qua?”, mentre a Brentino Belluno vi era Virgilio Asileppi che ci ha praticamente trascinato qua, in questa casa ‘base’ che allora era distrutta (ride, ndR); non c’era neppure il pavimento. Ci assicurò ci avrebbe trovato i fondi e adesso l’abbiamo organizzata con sotto centro sportivo e sopra ufficio, come vedi una bella casetta: lui ci disse di doverci piazzare qua perché lui o per lui la Valdadige VOLEVA che fosse valorizzata.”
(IV):”Per l’attuale avviso di pericolo di rifacimento del sentiero e conseguente chiusura del Vajo avete lavorato in forte sinergia col Comune! Eppure il vostro è un portare esperienze “immediate”, cioè non potete aspettare. Riuscite a farcela?”
(XA):”La sinergia col Comune è forte, per fortuna: per la chiusura del Vajo mi sono occupato io in primis e poi avvisato il Comune: è anche logico che, sapendone i rischi, mi sia attivato io, QUESTA E’ LA FORTUNA DI AVERE ATTIVITA’ SPORTIVE SUL TERRITORIO, io lavoro in stretta collaborazione con altre guide alpine e con i loro regolamenti. Ma non ci sono mai stati problemi, sono molto bravi, lavoriamo bene sia col Comune di Brentino Belluno e di Dolcè.”
(IV):” Sì, sono molto attenti: e cosa dite a proposito della mancata unione delle associazioni in Valdadige che è sentita un po’ da tutte le aziende del territorio che dicono, espresso volgarmente “ci si unisce solo per il Corteggiando e poi ciao”? La sentite anche voi?”
(XA):”Siamo stati responsabili dell’organizzazione della sicurezza di Adige Marathon per diversi anni seguendo l’intervento in fiume; è un peccato, come state dicendo, che la collaborazione che si vede per l’Adige Marathon, in cui tutti i gruppi si uniscono per valorizzare il Territorio, non si vede poi per il resto dell’anno, ed a quanto pare rispecchia ciò che voi mi dite succeda per l’enogastronomia.”
(IV):”C’è comunque bisogno di MAGGIORE SINERGIA, perché è la forza che può spingere questo bellissimo territorio!, per esempio una figura che per noi è sinergica è la ‘Gigia’, Luigina Camparsi del bar di Brentino Malù: lei indirizza a noi la gente, lei spiega il territorio, accoglie i turisti e da’ loro volentieri spiegazioni, fa promozione in modo allucinante e persino si commuove quando parla del Vajo. La ‘Gigia’ è un monumento, per noi! Anche bersi la birretta la sera sulla sua terrazza dopo una giornata di fatiche, emozionanti e preziose ma fatiche, è un’esperienza bellissima: è comunque parte di tutta l’esperienza e lei ne fa parte.
L’emozione non si ferma allo sport ma prosegue, anche al ristoro in quella bellissima terrazza.”
(IV):”In Valdadide, intesa come Valdadige sinistra orografica c’è la Velo7: che vantaggi vi porta?”
(XA):”Eh, passano due o tre migliaio di persone a stagione, su quella pista, ed il bello è che si vogliono appoggiare in luoghi che sono a) poco incasinati b)dove possono vivere delle esperienze.
In questo senso il Rèvèna è illuminante, un ambiente davvero campestre e isolato; questo tipo di turismo comunque è all’incremento da anni al 20% circa annuo, mentre il turismo di massa anche sul Garda sta avendo una discesa.”
(IV): “Però anche grazie alla pandemia di COVID19, il ché ci infila dritti in un’altra domanda: avete preso particolari contromisure, avete regolamenti, vi siete adattati… Insomma, COSA? E’ un mondo sconosciuto, vi ricordo, per noi.”
(XA):” Abbiamo tutte le linee guida a seguire che abbiamo designato noi come Associazione Guide Alpine Nazionale, valutato il rischio utilizzando studi dell’istituto di medicina della montagna che ci ha aiutato moltissimo come collegio designato.
Valutato rischio, problematiche e linee guide ministero della Sanità, abbiamo fatto i nostri cambiamenti: per esempio, non ci si potrà più cambiare all’interno per l’assembramento ma all’esterno.
Con la prenotazione ci danno il numero delle taglie così facciamo trovare direttamente la muta sterilizzata e sottovuoto al singolo; durante i briefing in entrata ed in uscita dal torrente si usano le mascherine perché, spiegando, dobbiamo stare vicini.
La guida usa i guanti ed il “buff” perchè bagnato fa effetto mascherina, trattiene (linee guida per tutti, è permesso, ndR); per i gommoni ovviamente saranno più scarichi, non si scenderà più coi gommoni molto carichi. Però questo è un tratto di fiume non di torrente di montagna e vi dico che persino una guida sola potrebbe portare un gommone solo, perciò non vi è pericolo del peso scarico del gommone.”
(IV):”Ci saranno gruppi?
(XA): “Mmmm, gruppi probabilmente no, ma più gruppi familiari.
L’anno scorso abbiamo avuto 8.000 persone in gommone in Valdadige, ovviamente quest’anno sarà meno per ciò che è successo, ma non è un problema: la famiglia si gestisce facilmente, in questo modo.
(IV):”Insomma, la Valdadige è un posto benedetto… c’é tutto in pochi km e accessibile. Non manca nulla?
(XA): “Ecco, manca una VERA E PROPRIA FERRATA: avremo individuato un punto zona Ceraino-Rivoli che sarebbe una meraviglia; invece di sconfinare nel rientro dall’ Aviana ad Avio in Trentino, potremmo avere la nostra meravigliosa ferrata.
E non per vantarci, ma avere TUTTO.

(IV):”Ritornando al fatidico 2005: come avete trovato il Vajo dell’Orsa, dopo anni di incuria?”
(XA):” Eeeeeh, è stata una bella…avventura. Perchè il Vajo era davvero pieno di IMMONDIZIA, cose buttate, scaricate, arrugginite, lamiere: quando lo abbiamo pulito abbiamo fatto una pila enorme, giorno per giorno in piazza a Ferrara di Montebaldo, per mostrare cosa c’era dentro, dimostrativa. Abbiamo coinvolto la Protezione Civile di Brentino Belluno e di Ferrara, abbiamo anche le foto di prima e dopo. Abbiamo trovato cose impensabili e abbiamo mostrato l’inciviltà alla popolazione verso il loro territorio.
(IV):”In cliente tipo come sarebbe? Se riuscite ad individuare un cliente tipo, visto quante cose avete (ride, ndr)!”
(XA):”Ah, dura… diciamo che il cliente tipo è di quelli che girano in bici e vogliono vivere il territorio: diremmo tedeschi o comunque nordici ma anche gli italiani si stanno muovendo. Vivere il territorio significa affidarsi a piccole realtà o persino piccolissime, perciò questo è il posto ideale.
Il problema è che, a volte, nella Valdadige e anche nell’hospitality non si riscontra una grandissima mentalità di accoglienza turistica, ma tipo ‘ok, state qua e ciao’, non c’è fidelizzazione, non c’è promozione del territorio. Ovviamente parliamo di alcuni, abbiamo tentato di prendere contatto ma non ci siamo riusciti.”
(IV):”Prendiamo un altro argomento un po’ fatuo: non vi da’ fastidio quando si riempie la bocca con il termine ‘outdoor’?”
(XA):”Mmmmmno, perchè comunque poi è il cliente che fa la selezione diretta e crea il mercato, ed i clienti sono molto esigenti col mondo dell’outdoor; non ci spaventano sedicenti guide che organizzano l’impossibile o parchi improvvisati di sopravvivenza, o slogan vivi la tua giornata outdoor: il cliente sceglierà sempre il meglio e farà emergere il meglio dal mercato.”
(IV):”Okay, finora il focus, come vi avevamo ordinato (ride, ndr) è stato sulla Valdadige, ma voi operate anche sul Lago sud: di quanta gente sono composte le vostre squadre complete, sia in Valdadige che sul Lago?”
(XA):”Ehm, diremmo….20 persone per canoa, rafting, sub, arrampicate sia Adige che Garda; mettiamo anche 4\5 assistenti per i ragazzini, che noi affianchiamo sempre in più 6/7 guide alpine certificate o persino un massimo di 10, e nell’ambito escursioni e bicicletta zona Lago di Garda altre 20 persone. Bella squadra, eh?”
(IV):”Porcamis-…! E quante persone siete arrivati a portare, giornalmente?!”
(XA):”Eh, nelle giornate clou ben 2\300 persone, arrivate non solo dirette ma anche tramite canali indiretti. Un bel carico.”
(IV):”Va bene, siamo molto colpiti ed ammirati e credo tutti i nostri amici della Valdadige che non vi conoscevano lo saranno, e speriamo questo cambi qualcosa. Avete considerazioni finali, visto siamo alla fine?”
(XA):”Beh, che prima arrivavano solo stranieri ed ora iniziano anche i veronesi: per cui, scommessa vinta.
Il fatto bellissimo che i bambini si portano a casa i sassi perchè raccontiamo, com’è giusto, che ogni sasso ha dietro di sè una storia, qualsiasi sasso di qualsiasi luogo; questo poi è il posto delle GranSeole, di fossili: non dico si trovino ovunque ci si giri ma sono piuttosto tanti.
Infine, auspichiamo che vi sia un cambiamento di mentalità in linea con l’andamento del fiume: discese in canoa lente, degustazioni ai bordi, recuperi, campeggi in valle e territorio ACCOGLIENTE. Ma ci stiamo già muovendo nella direzione giusta.”
PICCOLO ANEDDOTO: USCIAMO E SIAMO INVESTITI DA NUGOLI DI BAMBINI e SI CHIUDE SU UNO SPLENDIDO DISCORSO QUESTA INTERESSANTISSIMA INTERVISTA.
(XA):”Mettete anche questo, nel pezzo, che è una considerazione per noi ma specialmente per tutti noi e voi per il futuro: I BAMBINI PRIMA del CoVid19 non erano così tanti che andavano per i paesi.
Adesso,DOPO LA QUARANTENA, SI STANNO RIAPPROPRIANDO DEL LORO TERRITORIO, COME FACEVAMO NOI UN TEMPO.
Vorrà pur dire qualcosa, no?”
Grazie ad XAdventure Outdoor Lake Garda (www.xadventure.it) per la disponibilità, torneremo certamente presto.
E voi, amici della Valdadige, siete sicuri ancora di conoscere così bene il Vostro territorio come loro? Facciamo una giornata di prova per scommessa?
Alla prossima
In Valdadige Staff


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