Buongiorno a tutti, Valdadensi e non; è con orgoglio che apriamo questo WordPress con una intervista super a Nicola Bortoletto.
Figuro molto conosciuto nei tarocchi veneti,si dice che l’esemplare maschile capotribù della specie “Meteus Carpinum Veronensis”, freddofilo convinto, si aggiri di notte d’estate ululando ‘no se ghe ne pol piuuuuuuuù’ al suo nemico, il caldo, in modo da intimorirlo senza avere successo.
In alta quota sfoggia un piumaggio fluo in modo da essere segnalato agli elicotteri.
Scherziamo
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Vogliamo ringraziare in anticipo Nicola Bortoletto per la sua disponibilità e per il tempo dedicatoci anche ad ulteriori spiegazioni: come sempre Nicola si dimostra un ottimo figlio della Valdadige e ne darà ancora prova, non necessaria, con questa intervista riguardante il Nostro Territorio.
Vai, Meteo Caprino Veronese!
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(INVALDADIGE): Caro Nicola, innanzitutto grazie per questa occasione; sappiamo che ormai sei diventato una social celebrity, chiamato a divulgare la sottile arte meteorologica in cui nessuno è padrone ma nella quale, specie con un’economia fortemente improntata alla monocoltura come la Valdadige, si tenta comunque di provare. Tutto questo è partito da Peri, comunque; senti un debito nei confronti della Valdadige, comunque tua terra natia?
(NICOLA BORTOLETTO, creatore di Meteo Caprino Veronese): Ciao a tutti! Beh, per me la Valdadige rimane sempre la mia terra, quando vado in giro a parlare di Meteo ricordo sempre che la mia passione è nata a Peri, il mio paese natale; ricordo di quando mia nonna mi faceva sedere sulle sue gambe per mostrarmi il ‘Cavalòn’ sul Baldo, di quando mi raccontava e spiegava tutte le credenze popolari sul meteo: insomma le mie radici sono lì e lì rimarranno. Mi immagino come un albero cresciuto al limitare di un muro, che fonda la proprie radici da un lato ma che poi crescendo sia finito con le fronde sul lato opposto e li ha poi dato i suoi frutti.
(I.V.): Ci spieghi cosa è il famoso ‘Cavalòn’ sul Baldo, vista la sua importanza?
(N.B.): In gergo tecnico è un’onda orografica ossia un’ onda statica che si forma in atmosfera terrestre in prossimità delle cime delle montagne; entrando ancora più nel dettaglio si tratta di una nube lenticolare che ‘avvolge’ la corna del Baldo rimanendo ‘statica’ per molto tempo. Non è il classico ‘capèl’ perchè el ‘cavalòn’ completamente ‘lisciato’ alla sommità proprio dai venti che hanno contribuito alla sua formazione. In gergo ‘Valdadese’ quando arriva el cavalon el tempo el cambia entro pochi giorni: spesso el cambiamento è imminente…. E difficilmente sbaglia.
(I.V): Quali sono le condizioni climatiche che rendono speciale la Valdadige per poter coltivare un uvaggio che è tipico delle monocolture trentine ma con risultati differenti (e soddisfacenti, diremmo)? Ci è stato parlato di microclima unico ed eccezionale dai somelliers di vino ma, ammettendo la nostra ignoranza in materia, passiamo a te la palla.
(N.B.): La Valdadige essendo una valle percorsa da un grande fiume ha tutte quelle caratteristiche tipiche di questi ambienti: in inverno può mantenere per giorni temperature molto basse soprattutto in assenza di vento mentre in estate, sempre in assenza di vento, può raggiungere livelli di umidità molto alti e questa la rendono spesso preda di forti temporali. Ma la caratteristica più importante, ed è il motivo per cui prima ho sottolineato per ben due volte che tali condizioni si verificano in assenza di vento, è che in realtà è una zona piuttosto ventosa sia per effetto del Foehn che scende direttamente dai valichi alpini ma soprattutto per quello che in maniera quasi costante scende dalla Lessinia. Questo vento asciuga l’ aria e fa sì che le coltivazioni (più lontane dall’Adige) possano maturare meglio e più riparate da eventuali malattie dovute alla troppa umidità.
(I.V.): Hai avuto a che fare con molte critiche, purtroppo si manifestano persino in una piccola pagina, figurarsi con te che ormai hai 57k di followers: come riesci a rapportarti con gli haters quando i toni diventano saccenti o si alzano troppo?
(N.B.): Con gli haters, che fortunatamente sono pochi, cerco di mantenere ferme le mie posizioni senza cadere nel loro tranello e arrivare a scaldare i toni: ho sposato la filosofia delle ‘spale fate a copo’, ossia mi lascio scivolare addosso le cose perchè se devo incavolarmi per un qualcosa che faccio per passione e soprattutto gratis, beh…il gioco non vale la candela. Se qualcuno mi odia o non trova corretto quello che scrivo è sempre libero di togliere il “mi piace” alla pagina. Ho bloccato alcune persone, questo è vero, ma quando questi avevano superato i limiti della convivenza civile con bestemmie o altre cose simili. Il rispetto prima di tutto.
(I.V.): Meteorologia: tu hai già specificato di come le previsioni per più di un determinata condizioni meteorologica non possano prevedere reali cambiamenti e che le previsioni sono fatte di 50% scienza e 50% fortuna (andiamo a braccio). Alla luce di ciò, quanto può essere valido un corso di Laurea specialistica come ‘meteorologia’ all’UniTn? Qualche esperto del campo parla di come appaia più un’ operazione di puro marketing e trend; la meteorologia sta davvero diventando una moda? (ndR; questa intervista è stata fatta due mesi prima dell’inserto de “L’ Arena” sulle fake news e sul fenomeno, ovviamente per forza di cose è stata editata ora)
(N.B.): Trovo l’ istituzione della laurea specialistica in Meteorologia una cosa molto interessante; è vero che la materia, come spiego nelle serate che faccio in giro per la provincia, sia diventata per i più una moda (per vari motivi) ma che ormai tutte le aziende abbiamo nei confronti della meteorologia un occhio di riguardo e che gli sbocchi lavorativi in questo ambito non siano solo quelli di andare a fare previsioni in TV, anzi, che quella sia solo la punta dell’iceberg può essere una cosa solo positiva per la ricerca.
(I.V.): Domandina maliziosa: ma i contadini ti scrivono mai in privato per chiederti previsioni ad hoc su una zona specifica ed in un ‘ora specifica?
(N.B.): Certo, ho moltissimi contadini che mi scrivono per lo sfalcio, per sbiansàr le vigne, per fare qualsiasi cosa legata alle loro attività e questo mi fa molto piacere. Ovvio che non ho la sfera di cristallo e non posso dire se a Brentino pioverà alle 13.47 del pomeriggio ma dare delle indicazioni di massima sì e lo faccio volentieri. Alcune persone che hanno il mio numero, mi scrivono pure su whatsapp! 😀
(I.V.): La scelta di usare la lingua veneta (o meglio, il dialetto veronese) da dove esce? Padroneggiare il dialetto è un’ arte molto sottile e tu la usi molto bene, ma come mai questa cosa, peraltro ammirevole perchè col tuo simpaticissimo zoo rendi benissimo l’idea ?
(N.B.): Perchè è innanzitutto la mia ‘lingua madre’: sono cresciuto parlando dialetto e quindi mi riesce bene esprimermi soprattutto oralmente in questa lingua. E poi perchè penso che sia un modo per essere più vicino alla gente. Sentire uno che ti parla ‘come el magna’ credo che dia un senso di vicinanza, ed è quello che voglio. E poi mi piacerebbe che anche i giovani, ormai non più avvezzi a parlare ‘en lengoa’ non si scordino di quelle che sono le nostre origini linguistiche.
(I.V.): Abbiamo letto da una tua precedente intervista che intendi sviluppare in futuro una tua App Meteo; la svilupperai personalmente, essendo tu un informatico? Ed anche in essa userai ‘lo Zoo’ in dialetto o dovremmo rassegnarci a vedere quei noiosi disegnetti di nubi, sole, sole, sole, sole, fulmini e numerini ?
(N.B.): Se i supporter che sto provando a raccogliere, mi aiuteranno e ci saranno effettivamente i fondi per farlo la app di ‘Meteo Caprino’ sarà assolutamente in linea con la pagina facebook, con il bestiario 😀
(I.V.): Come appena detto, tu sei formalmente un informatico, per cui esco dall’argomento meteo per farti un’ altra domandina maliziosa: tu, come noi, sei un immigrato digitale (nati fino al 1994, ndR) ma hai anche figli nativi digitali. Non ti pare che il loro rapporto con la tecnologia sia molto più ingenuo e pericoloso rispetto al nostro, che siamo più prudenti, o sono lamentele da ‘anziani’ ? Quali sono le importanti differenze che noti?
(N.B.): La differenza che noto è che per noi internet ed anche i pc erano una novità e quindi l’abbiamo affrontata da esploratori dell’ignoto: ci immagino come i primi che hanno scoperto le piramidi nella foresta dello Yucatan dopo anni di oblio che si sono trovati davanti queste meraviglie sconosciute ed hanno provato a capirle, a studiarle e a trarne beneficio. I giovani di oggi invece me li immagino come i turisti che vanno a visitare queste bellezze. Per loro (non tutti, sia chiaro) la tecnologia è solo un qualcosa che c’è, che non serve studiare o alla quale adattarsi e per cui smaliziarsi, ma solo vedere ed usare per quello che mette a disposizione. Non c’è volontà di ricerca, non c’è scoperta, c’è solo fruizione.
(I.V.): Curiosità: se ti dessero da dirigere dei programmi meteo in TV (o, al giorno d’ oggi, in diretta streaming o un canale YT) su larga scala come il famoso Col. Bernacca lo faresti o avresti paure degli ‘oremus’ vari che ti prenderesti da tutta la Valdadige, che si affida molto al meteo per la delicatezza della produzione vitivinicola? Come ben sai per i contadini e la grandine non vale il detto ‘ ambasciator non porta pena’ .
(N.B.): Mah, innanzitutto dubito che ci sarà mai questa proposta, comunque se arrivasse la valuterei sicuramente per capire se fosse compatibile con famiglia, lavoro ed altri hobby che ho, ed affronterei la cosa con la semplicità e soprattutto il sarcasmo che penso contraddistingua la pagina facebook.
(I.V.): Vuoi dare allora una rassicurazione ai nostri contadini sulla vendemmia 2019? Specialmente, potremo sentirti ogni tanto in piena stagione di vendemmia per qualche commento richiesto o ci caccerai a grandinate?
(N.B.): Per quanto riguarda la prima domanda, ossia se i contadini possono star tranquilli per la vendemmia… beh se fossi in grado di dare una risposta certa non sarei qua a parlare ma probabilmente sarei in un paradiso fiscale a godermi tutti miliardi che avrei guadagnato grazie a questa capacità di prevedere il tempo a mesi di distanza 😉 Dopo tre giorni le previsioni NON VALGONO NULLA, lo ripeterò sempre. Per quanto riguarda invece la seconda domanda, volentieri, sentiamoci in occasione della vendemmia, amici.
(I.V.): Ricordiamo tutti con affetto tuo padre Gianni Bortoletto, per anni capostazione e figura di riferimento per un pezzo di Valdadige essendo la stazione servente tutto il bacino: persona stimata da tutti, capace e colta. Quanta forza credi ti abbia dato, in qualsiasi posto adesso si trovi? Quanto credi sia soddisfatto del tuo lavoro e quanto ti ha influenzato nel diventare ciò che sei ora, ovvero una social celebrity?
(N.B.): Tutto quello che sono oggi lo devo ai miei genitori, alla Margherita e al Gianni. Mio papà per quello che mi ha insegnato, ovvero essere inflessibile sui valori in cui credo e in cui vorrò sempre credere, che magari non sono uguali ai suoi, ma ricordo spesso che quando si parlava di ‘cose giuste da fare’ ed io gli chiedevo quali fossero lui mi diceva sempre che sarei stato io a capire quali sarebbero state. Io penso che di errori ne abbia commessi e quando lui era ancora con me li abbiamo sempre analizzati assieme; spero di aver capito come non commetterne altri di simili. Credo che lui sia contento per quello che sono ora, non per ‘Meteo Caprino’ ma in generale: che sia contento della persona che sono diventato. A lui devo la vita, non solo perchè me l’ha data assieme a mia madre 46 anni fa ma perchè ha fatto di tutto perchè io guarissi, perchè la salute tornasse a posto. Lui è morto pochi mesi dopo che io ho iniziato a stare bene: razionalmente so che non è così ma dentro di me penso che il destino avesse deciso che uno dei ‘Bortoletto da Peri’ avesse fatto il suo corso e che mio padre abbia fatto di tutto affinchè la scelta cadesse su di lui. Lo so, sembra una stronzata, ma io avrei preferito rimanere di salute cagionevole se questo avesse permesso a lui di rimanere con me. Io non vado mai a trovarlo al cimitero, non è un posto che mi piace, io lo porto con me nelle mie scorribande in montagna perchè là in alto siamo più vicini.
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“InValdadige” ringrazia con affetto e dedica questa intervista alla memoria di Gianni Bortoletto, quarantennale Capostazione della stazione di Peri (Vr), uno degli accessi alla Valdadige su rotaia, ed ottima persona, come testimoniano l’ingegno e l’impegno del figlio.
Nicola Bortoletto passo dopo passo con la sua passione (57.000 follower seguono la sua pagina FB “Meteo caprino Veronese” https://www.facebook.com/MeteoVerona/ !!) porta ovunque un sorriso e qualche previsione meteo azzeccata nella nostra bellissima Valdadige.
Alla prossima,
InValdadige

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