Buona domenica amici Valdadensi e non; come vi avevamo avvisato con la ‘falsa partenza’ della P.Civile, andremo con una serie di articoli a scoprire le attività presenti sul nostro Territorio, per far sì di conoscere e far conoscere le nostre splendide realtà.
Oggi siamo felici di proporvi la visione di Paolo Zanoni sull’ Enantio come vino di punta e carta vincente per la Valdadige-TerradeiForti e le sue belle idee sulle sue connessioni con il Territorio.

(InValdadige): “Siamo con Paolo Zanoni, ‘paròn della Cantina Prebenda di Brentino, luogo di sapori e da cui sono usciti vini pluripremiati, come andremo a vedere. Allora, signor Fabio, le va di raccontarci un po’ di storia di questa bella azienda?”
(Paolo Zanoni): “Certo: la Prebenda nasce nel lontano 1910 da mio nonno Francesco, in uno scantinato di una piccola casa in cui produceva il vino con le botti di legno.
Nel 1971, col passaggio a mio padre GianAntonio, c’è l’acquisizione da Guerrieri-Rizzardi di ben tre ettari di nuovi terreni a Brentino (tutti i nostri appezzamenti sono nei confini di Brentino) che fornisce la spinta di costruire una nuova cantina in cemento.
Nel 1988 vi è il passaggio a me, l’ultimo, che nel 2002 decido di ampliare e rinnovare la Cantina, di fatto ricostruendola nuova, che porterà il nome “Azienda agricola La Prebenda” di Zanoni Paolo.”
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(IV): “Ma la vendita della produzione al pubblico da quando va avanti?”
(P.Z.): “La vendita al pubblico viene effettuata ben dal 1970: prima si vendeva sfuso, poi con gli anni ’80 si è passati alle bottiglie.
Dal 1997 abbiamo iniziato a fare progetti sull’ Enantio, il vitigno autoctono del nostro territorio, e con soddisfazione la prima bottiglia è uscita nel 2000: ora ne produciamo ben 6000 unità.
I nostri vini di punta sono proprio l’ Enantio ed il Pinot Grigio, ormai tradizionale nella Valdadige- terra dei Forti.
Poi abbiamo come vini bianchi lo Chardonnay, il Moscato giallo frizzante con ottimi riconoscimenti, ed un Rosato fermo ed Rosato frizzante con metà Schiava e metà Enantio.
Passando infine ai rossi abbiamo Marzemino, Cabernet e due tipi di Enantio.”
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(IV): “Dalla conversazione preliminare e dal gustoso elenco che ci ha illustrato si evince la vostra passione per l’ Enantio.”
(P.Z.): “Sì, infatti ne produciamo di ben due tipi ed uno è stato, modestamente, una scommessa vinta. Uno è un Enantio riserva, che non viene venduto prima dei quattro anni di maturazione, e nel 2010 abbiamo messo in campo l’ Enantio ‘Franco di piede’: cosa significa Franco di piede?
Viti più vecchie autoctone che non sono state innestate con l’americano: questa è stata la scommessa vinta con una sfida nata all’interno del Consorzio Terra dei Forti tra me e il dot. Attilio Scienza che dubitava di questo metodo.
Il punto della discussione era la convinzione imperante che dovesse essere migliorato perchè è un vino molto selvatico, non adatto ad un pubblico giovanile, mentre io pensavo che sarebbe stato apprezzato: dal mio punto di vista la sfida è stata vinta perchè nel 2010 è uscita la prima bottiglia targata 2003 che ha razziato riconoscimenti in TerradeiForti, superando l’ Enantio riserva.
E’ stato riconosciuto come vino completamente diverso, avendo mediamente vitigni di 300 anni, con sentori morbidi e che piace persino di più al pubblico.”
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(IV): “Avete uno spazio per i turisti che salgono alla Madonna della Corona, per ristorarli?”
(P.Z): “Sì, abbiamo questo bellissimo locale (vi siamo dentro, ndR) fatto a casetta che può tenere 35 persone in cui oltre ai nostri vini serviamo taglieri di salumi e formaggi tagliati freschi, tutti prodotti tipici della Terra dei Forti.”
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(IV): “Un paese come Brentino non dovrebbe essere il più portato per la ricezione dei turisti, vista la storica ospitalità degli abitanti verso i pellegrini?”
(P.Z): “Purtroppo anche se vi fosse sarebbe tutto frustrato da una mancanza di infrastrutture: ci siamo noi che abbiamo un ruolo primario ma poi non vi è una bottega, il centro storico è da rifare perchè disabitato ed abbiamo un bar solo che apre solo il pomeriggio e la domenica. Non vi è una offerta e Brentino è il più isolato della Valdadige mentre invece sarebbe quello con la maggior offerta.”
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(IV): “Tornando al vino, voi partecipate al Vinitaly, ad Uva e dintorni, Pro wein, varie manifestazioni?”
(PZ): “Al Vinitaly vi partecipavamo fino al 2015\2016, poi complice il mio intervento (-il signor Zanoni ha subito un intervento salvavita molto impegnativo nel 2016, ndR) e che vi sono più investimenti per cantine che esportano che per piccole, vi abbiamo rinunciato.
Ad Uva e Dintorni abbiamo chiuso nel 2016/2017 un po’ per ridurre gli impegni per me e un po’ perchè si svolge in un periodo in cui siamo in piena vendemmia ed è impegnativo tenere tutto in piedi.
In compenso partecipiamo annualmente, ovviamente non quest’ anno per i motivi che tutti sappiamo, ad una manifestazione nel paese di Tefles, in Austria: lì si svolge una manifestazione del paese tutta italiana, con prodotti tipici italiani, e noi siamo gli unici a portare i nostri vini. Davvero unica.
Una parte di uvaggio la vendiamo alla Cantina Valdadige, di cui siamo soci, ed il 20% circa viene invece tenuto a vinificare per i clienti abituali; io seguo tutta la filiera per cui ho dovuto ridurre le ore di lavoro anche perchè il vino ha dei tempi specifici e quasi millimetrici nella sua composizione chimica.”
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(IV): “Per svolgere comunque un lavoro di sperimentazione e aver creato nuovi vini (il signor Paolo ne ha creati 5, ndR) avrà una qualche educazione di partenza o è autodidatta?”
(P.Z.): “No, non sono autodidatta ma ho compiuto gli studi triennali superiori a San Floriano e raggiunto il Secondo grado di Sommelier perchè ero troppo giovane per il Terzo, un peccato (ride) ; io figlio si sta laureando in Enologia alla facoltà di San Michele (TN) con una tesi su un Enantio con stacco anticipato che dovrebbe risultare un Rosè Spumante Enantio al 100%.
Supportato dalla scuola stiamo provando vari lieviti ed uno di essi sarebbe il lievito madre dell’ Istituto di San Michele per vedere la reazione: fanno tutto ciò per creare i vini con passione ed è molto bello.”
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(IV): “E San Michele, in Trentino, come vedono la nostra Zona? Sono interessati, disinteressati…invidiosi?”
(P.Z.): “A San Michele per la verità sono arrabbiatissimi perchè nessuno ci crede. P ochi degli altri soci credono veramente nell’ Enantio: eravamo partiti bene con il Consorzio ‘Terra dei Forti’ ma poi…”
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(IV): “La interrompiamo per sottoporle una domanda a cui hanno risposto in modo diverso due nostri intervistati, il Presidente della Cantina Valdadige Tiberio Veronesi ed il dottor Maurizio Pedrini la cui intervista pubblicheremo più avanti: il Presidente afferma che il Consorzio è agonizzante mentre il Dottor Pedrini, stimato giornalista, afferma che troppo si è speso per la promozione dei vini e per le fiere -e non a torto, chiarifica- ma non per il territorio. La sua campana, invece, qual è?”
(P.Z.): “Io sono stato vicepresidente del Consorzio: esso è nato per promuovere questo vino autoctono, l’ Enantio appunto, che sarebbe dovuto diventare il biglietto da visita del Nostro territorio, perchè gli altri vini sono comunque internazionali ed hanno anche altre zone di vitivinificazione.
Il Pinot Grigio è stato il nostro vino di punta dagli anni ’80 e lo confermo: in Valdadige nasce il miglior Pinot Grigio esistente ( la spiegazione sul microclima da parte di Nicola ‘gosemprecaldo’ Bortoletto- Meteo Caprino Veronese, sul perchè il nostro microclima è vincente nella nostra primissima intervista, ndR), ma è l’ Enantio il nostro biglietto da visita per i grandi vini: avremmo dovuto spingere l’ Enantio con le due Cantine Sociali (Avio e Rivalta) e lasciare un attimo da parte o persino arginare il Pinot Grigio, così avremmo avuto di conseguenza una promozione del Territorio con tutto ciò che consegue: manifestazioni, turismo, economia.
Avremmo dovuto convincere a piantare Enantio, che oltretutto avrebbe reso molto di più alla bottiglia; invece, per ora, il nostro biglietto da visita è andato in fumo.”
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(IV): “Le faremo una domanda molto spinosa, o meglio un’altra domanda spinosa: perchè le aziende del Territorio non riescono a mettersi d’accordo? Un intervistato mi ha fatto notare che ogni paese ha una sua associazione e che a Brentino ve ne sono persino due che non si accordano, un altro che fatto e finito ‘Corteggiando in Valdadige’ tutti tornano nemici come prima: cosa ci succede? Non siamo in grado di unirci?”
(P.Z.): “Non vi è una risposta chiara, ma di certo non vi è mai stato un progetto definitivo di promozione sia del Territorio che dei vini: vi è sempre stata qualche voce fuori dal coro che vanificava lo sforzo di molti.
Il DOC ‘Terradeiforti’ è nato nel 2006 e nonostante tutto, se avessimo la richiesta che merita, non avremmo paradossalmente produzione perchè, con scorno di tutti, molti produttori sono tornati al Pinot ed ad altri vini: questo ha determinato non la morte ‘reale’ del Consorzio ma di certo la morte della speranza.
Prendiamo l’esempio da due realtà a noi vicine: la Valpolicella ed il Trentino.
La Valpolicella contava ben più cantine delle nostre eppure hanno saputo mettersi d’ accordo sullo spingere un vino o massimo due d’ eccellenza ed ora fa parte del turismo di punta; proprio come dovremmo fare noi con l’ Enantio, del quale non abbiamo una massa critica da dare ai commerciali al di fuori di Verona.
Il Trentino, un esempio ancora migliore, ha persino meno di noi di materie prime tipiche zonali eppure ha saputo pubblicizzarsi bene unendosi nello sforzo.
Qui siamo pochi e non riusciamo neppure a metterci d’ accordo perchè tutti corrono da soli e questo è un peccato. Partecipiamo a ‘Corteggiando in Valdadige’ dal 2015 ed abbiamo dispensato consigli vitali (vi era una mancanza di dolci, all’ inizio, e di dare da bere proporzionato al pasto), eppure nel 2016 ci è stato imposto di uscire dalla Cantina per portarla in piazza: questo non è che non lo trovi giusto, ma troverei giusto mostrare le Cantine anche nel loro processo, magari guidati.
Oltretutto avevo proposto di portare “Corteggiando” ogni anno in un paese diverso di Brentino Belluno, per dare visibilità a tutti e porlo nelle Cantine, ed ho avuto risposte assurde che puzzavano di scuse. Vi partecipiamo perchè è parte del nostro paese, ma speriamo che la situazione si evolva.”
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(IV): “Lei, che sembra così bene intenzionato, cosa suggerirebbe per promuovere la Valle?”
(P.Z): “Vi faccio una domanda io, come la farei ad altri per farvi capire: quante riunioni vengono promosse in Valdadige, che non siano della Cantina Valdadige o delle singole organizzazioni per i loro interessi esclusivi?”
(IV): “Ha perfettamente ragione: ma allora che fare?”
(P.Z): “Da dentro si è visto che non si può fare, da fuori abbiamo le stesse problematiche e gli stessi progetti del Baldo-Garda che purtroppo sono fermi dagli anni ’70: unire il Baldo-Garda con la Valdadige tramite la galleria a Mama d’ Avio\ Malcesine e inserire il famoso casello autostradale a Rivalta: per il resto vi sono tutti i presupposti per partire.
Abbiamo il vino, abbiamo la ristorazione, abbiamo le strutture, abbiamo la Storia ed il panorama ma i turisti ci saltano, poiché non vi sono infrastrutture: se non avremo i turisti che arriveranno grazie a questi progetti od altri, non cambieremo mai il modo di pensare, e se arriveranno sarà una reazione a catena.
Si cambierà il modo di coltivare, di tenere case, di fare promozione, tutto: altrimenti, resteremo chiusi nel nostro orticello.
Dobbiamo cambiare e ripartire dalle radici, e sono convinto che l’ Enantio sarebbe il nostro volano: bisogna trovare una linea comune e questa manca da sempre: dovremmo fare più riunioni e avere una persona od un ente che ci traini e che ci metta in riga.”
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(IV): “Quindi ribadiamolo per bene: l’ Enantio come nostro locomotore.”
(P.Z.): “Senza dubbio avere delle competenze ed una guida può aiutare ma non si può fare il lavoro al posto nostro: noi conosciamo la realtà a cui bisogna guardare, che è piena di sfaccettature.
Dobbiamo lottare noi stessi da soli per il rilancio della Valdadige e anche stare attenti a chi vuole l’ Enantio come marchio privato, poiché esso è un bene di tutta la Terra dei Forti cui noi apparteniamo ed i benefici con questo prodotto come biglietto da visita saranno di tutti.”

A lui ed alla sua famiglia la nostra solidarierà e i nostri auguri per la sua salute: che stia bene per allietarci con i suoi ottimi vini!
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